TeleFree.iT
venerdì 04 novembre 2016
La fontana artistica di Gaeta, opera interessante ma necessitante di qualche correttivo
letture: 3358
La fontana artistica dedicata a San Francesco
La fontana artistica dedicata a San Francesco
Gaeta: Ho partecipato con piacere, come cerco di fare a qualunque evento culturale, o similare, che riguardi la nostra città, alla recente inaugurazione della rotonda stradale posta all'incrocio di via Cavour e Lungomare Caboto, nel frequentatissimo centro cittadino. Essa dà nuovo volto alla Piazza in cui è sita e certamente connoterà la zona per lungo tempo. Anche se a prima vista sembra riuscita, a un attento esame lascia alcune perplessità, vuoi per qualche antecedente aspetto procedurale tecnico-amministrativo, vuoi per l'impostazione estetica-architettonica-paesaggistica dell'insieme.
Lo studio autorevole del nuovo Piano Urbano del Traffico, commissionato a docenti della Università di Cassino, non mi risulta sia stato ancora esaminato e approvato dalla Assise comunale. Pertanto la nuova opera, come le piste ciclabili, è stata eseguita con procedure forse affrettate, in quanto hanno anticipato il Piano stesso e ancora non sappiamo se saranno previste da tale nuovo assetto organico e complessivo della viabilità cittadina.

Ho avuto il piacere di ammirare, all'inaugurazione, l'opera da vicino in prima fila, e ho trovato molto riuscito il taglio architettonico della pietra, il gioco delle sapienti e studiate interruzioni dell'andamento circolare; gradevole, ma solo sul piano estetico, il prato verde all'inglese. Premetto che amo molto, per studi e inclinazione personale, il rispetto della storia dei luoghi, la loro identità, base di uno sviluppo locale che oggi si definisce "auto sostenibile". Sono passato, anche per acquisite conoscenze in campo botanico, a estendere tale rispetto anche alla nuova flora che si impianta nelle città, come d'altronde anche un valido professionista del settore, con qualificati studi alle spalle, suggerirebbe. Mi permetto di avanzare alcune riserve sulla perfetta coordinazione progettuale dell'opera complessiva e, per chiarire ulteriormente, devo riferirmi alla recente Enciclica papale " Laudato si", che valorizza il rispetto e la preservazione della biodiversità locale sul Pianeta. Ritengo pertanto fuori luogo, in un monumento che ospita il Santo Protettore della Natura inserire un comune prato all'inglese piuttosto che essenze tipiche presenti nella nostra zona, quali quelle della macchia mediterranea coltivate nel vicino vivaio del Parco degli Aurunci, a Itri, o qualcuna delle ancora più preziose presenze floreali residue della rara duna di Serapo, da me fatte conoscere in diversi articoli e un convegno estivo recente. Vale la pena ricordare che la biodiversità è ricchezza, è scienza, è turismo culturale e scolastico, è preziosità da valorizzare e salvaguardare, è rispetto della natura del luogo, in linea col messaggio francescano. Un occhio esperto non gradirebbe ai piedi di San Francesco delle erbe commerciali, curate con modalità che si rifanno alla lontana Inghilterra. Era il caso di impiantare, vista la centralità dell'opera, esemplari di flora locale ancora presente da noi, più idonei ; essi sarebbero stati apprezzati particolarmente dai nostri turisti , in quanto attrattiva locale, peculiarità, espressioni della storia botanica della nostra zona. Penso di avere esaurito le mie modeste, ma necessarie, osservazioni sull'assetto botanico dell'opera ed è necessario aggiungere che il discorso critico toccherebbe un po' tutti i nuovi interventi di nuovo verde che, recentemente, hanno riguardato diverse zone della nostra città, tutti eseguiti con piante non autoctone, neanche mediterranee, che lasciano perplesso qualunque esperto progettista paesaggista, qualificato e non.

Per completare la personale analisi-disamina dell'insieme della nuova opera inaugurata recentemente, trovo opportuno aggiungere che la statua di s. Francesco, con cui si è forse voluto arricchire il complesso, sia leggermente fuori luogo, fors'anche inopportuna. Innanzitutto perché appesantisce eccessivamente il tutto, è un qualcosa in più che poteva anche non comparire, il risultato sarebbe stato più snello e accettabile, come si conviene a una semplice rotonda con mera funzione viaria. Stona inoltre che la statua di un Santo autorevole, quale il Patrono d'Italia, sia posto nel luogo dove di solito il vigile dirige il traffico e quasi nella sua stessa posizione di braccia aperte. Essa poi, essendo oggetto di culto e venerazione popolare, al centro della strada, come è posta, diventa irraggiungibile dal nostro popolino, che amerebbe poterLo adorare da vicino anche per fare quell'usuale segno di croce e dire qualche prece, espressione di profonda devozione, che la tradizione cristiana e le consuetudini locali, tuttora sopravvissute, ci hanno per fortuna tramandate. Mi permetto di aggiungere quali altre scelte di dislocazione troverei più idonee per poter venerare e dare lustro a tale centrale figura del nostro cristianesimo. Penso che una felice ubicazione poteva essere la sguarnita piazzetta s. Giacomo, a lato della chiesa omonima, il cui Oratorio ospita, da lunga tradizione, una Confraternita dei Frati Francescani Secolari, che hanno segnato notevolmente la storia religiosa della nostra città.

Infine, altra proposta personale, in concordanza col mio impegno a fare conoscere e preservare gli esigui, ma preziosissimi, resti della flora dunale di Serapo, tutte rarità botaniche ed espressioni di quella ricchezza planetaria della biodiversità, messa in rilievo anche nella Enciclica papale " Laudato si ", ispirata al messaggio del nostro Santo. Tale proposta consiste nel posizionare la venerabile effige in qualche zona ancora libera della spiaggia di Serapo, dove abbiamo ancora la fortuna di conservare, intatta, la rarissima natura di migliaia o milioni di anni addietro. Ad esempio la discreta duna residua sita tra il ristorante Cycas e lo stabilimento balneare Oriente, dove, anche grazie a piccoli e laboriosi interventi personali volontari, è ancora possibile ammirare e fare ammirare ai nostri turisti cos'era l'antico ecosistema dunale locale, attaccato e pertanto scomparso quasi ovunque, tanto da essere divenuto una rarità protetta.

Concludo auspicando che ulteriori scelte miranti a dare lustro e attrattività alle diverse zone della nostra città, per cui l'attuale Amministrazione si è impegnata, pur lodevoli negli intenti, dovrebbero essere vagliate più attentamente e inserite in un discorso ed esame multidisciplinari, se vogliamo lanciare ulteriormente la nostra città, e particolarmente il comparto turistico, in più ampi contesti diffusivi, anche internazionali. A tal proposito, mi augura che venga, al più presto, anche inserito il progetto della Convegnistica qualificata e destagionale, per cui mi sto già avanzando qualche iniziale proposta imminente. Spero che la sua attuazione, anche creando nuove strutture adeguate, rappresenti impegno concreto della attuale e futura Amministrazione cittadina, come qualche Assessore mi ha già rassicurato.
Damiano Di Tucci

postato da: enrico90  

Questa news proviene da: http://www.telefree.it
URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=120688