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giovedì 24 dicembre 2015
Ha sette anni, è disabile al 100 per cento, ma per la Regione Lazio è un evasore fiscale
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Ha sette anni, è disabile al 100 per cento, ma per la Regione Lazio è un evasore fiscale
Ha sette anni, è disabile al 100 per cento, ma per la Regione Lazio è un evasore fiscale
Lazio: Sette anni, disabile al 100 per cento. Ma per la regione Lazio è un evasore fiscale. "Dire a una bimba disabile che non è in regola con il fisco, è peggio che dare uno schiaffo a chi non si può difendere". Rachele fissa immobile con gli occhi blu il pavimento, non comprende perché Gianluca, il suo papà, batta i pugni sul tavolo e sia esausto.

Rachele ha sette anni, non parla, non cammina, soffre di crisi convulsive dovute a una rara malattia genetica diagnosticata alla nascita, eppure per la regione Lazio Rachele evade le tasse. Non avrebbe infatti pagato ticket sanitari per ben 558 euro nel 2009 e addirittura per 2.667 nel 2010.

"Dai controlli effettuati è emerso che il reddito IRPEF dichiarato dal suo nucleo familiare è risultato superiore alla soglia che le consentiva di poter beneficiare dell'esenzione del pagamento", intimano dalla Regione con un avviso bonario. Peccato che Rachele "sia invalida al 100 per cento, abbia bisogno di cicli di fisioterapia e medicinali costosi e sia quindi esentata dal pagare quelle presentazioni", spiega papà Gianluca. E così, quando ha ricevuto il primo avviso ha scritto a Nicola Zingaretti, il presidente della Regione, tramite la sua pagina Facebook. E prontamente è arrivata la risposta: "Ciao Gianluca, se c'è stato un errore ce ne scusiamo. Puoi inoltrare la segnalazione a". Segue indirizzo email e un caro saluto firmato dallo staff web di Nicola Zingaretti. Dopo aver fatto la segnalazione inviando tutti i documenti relativi al riconoscimento dell'invalidità, il risultato è stato l'arrivo di un altro avviso bonario. Gianluca scrive ancora e lo staff non si fa cogliere impreparato: "Se ritieni di non dover pagare puoi inviare la documentazione". Segue un secondo invio. Carte, certificati, giustificativi eppure nonostante siano passati due mesi, nessuno ha mai più risposto.

Nel 2015 la Regione ha inviato a circa 235 mila cittadini del Lazio avvisi bonari o cartelle esattoriali di pagamento per recuperare l'evasione fiscale sui ticket sanitari. Un'operazione che ha portato Zingaretti a twittare orgoglioso «In 7 giorni 710.000 euro recuperati dagli evasori: l'investiremo in buona sanità». Il problema è che "i dati sono stati incrociati solo con le dichiarazioni dei redditi senza tener conto delle cause di esenzione previste dalla legge, causando disagi e apprensioni", scrive in un'interrogazione urgente il M5S Lazio. Una campagna antievasione che si è rivelata un boomerang tanto che Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro la Regione Lazio, chiedendo di indagare alla luce delle possibili ipotesi di truffa aggravata e appropriazione indebita.

Andrea Sabatini, il dirigente della Pisana a capo del servizio riscossione, è di tutt'altro avviso: "In 55 giorni abbiamo recuperato oltre 10 milioni di euro, per vent'anni c'è stata un'assenza totale nei controlli e ci sono anche casi di persone che hanno fruito delle esenzioni senza averne diritto". Certo, ammette Sabatini, "una piccola parte delle cartelle può contenere errori, come potrebbe essere il caso della bimba, ma il cittadino riceve un avviso bonario e ha 90 giorni per presentare la documentazione. La Regione a quel punto elaborerà la pratica e valuterà". Gianluca dovrebbe tranquillizzarsi, ma continua a leggere a voce alta quanto scritto nella raccomandata che ha ricevuto: "Qui c'è scritto entro trenta giorni può regolarizzare la sua posizione, decorso il termine sopra indicato verranno attivate le procedure per il recupero coattivo delle somme dovute e la documentazione sarà trasmessa alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica. A me non sembra proprio una cosa bonaria". E come se non bastasse "le richieste di pagamento sono già prescritte, come è stato stabilito in due sentenze della Cassazione", affermano dal M5S Lazio. "Non è affatto così", replica Sabbadini. "La prescrizione per questo tipo di pagamenti avviene dopo dieci anni, le sentenze si riferiscono al diritto al rimborso dei ticket da parte dei cittadini, non a quello della riscossione da parte dell'amministrazione". In pratica in termini di riscossione cittadini e amministrazione pare non abbiano pari diritti.

Gianluca guarda Rachele, accenna un sorriso, poi si volta sconsolato. "Non so che dire, noi abbiamo una vita purtroppo già disagiata e lo Stato a parte la pensione di invalidità, pari a 500 euro al mese, e i pannolini non ci offre altro. Se vado al Comune a chiedere dei servizi di assistenza sociale, mi dicono che possono offrirmi un'assistente per 6 ore a settimana. A quel punto non faccio nemmeno la richiesta. Ci vorrebbe aiuto, più che avvisi bonari. Aspetterò, anche se preferirei passare questo tempo con mia figlia invece che a inviare documenti". Abbassa lo sguardo, fa una lunga pausa: "C'è una cosa che mi preme dire, quando si accorgeranno di essersi sbagliati, con i loro tempi, Zingaretti dovrà chiedere scusa a Rachele. E lo deve fare anche se lei non capisce".

di Floriana Bulfon
23 dicembre 2015
fonte: "l'Espresso" http://tinyurl.com/z838z3b

a cura di Delio Fantasia
fonte: FormiaLibera.iT   di: Formia Libera

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