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martedì 01 settembre 2015
Racconti brevi o brevi racconti?
Prefazione di Enrico Bruno
letture: 2429
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Narrativa e Poesia: La raccolta dei "Racconti brevi" di Mi.Cio. include storie di diverso genere, scritte in periodi diversi, da quando il Nostro era giovane fino a oggi. C'è da notare preliminarmente che, salvo qualche isolata incursione nel proprio vissuto, l'Autore non si lascia tentare dal racconto autobiografico: quando lo fa, riesce comunque a rimanere quasi narratore esterno prendendo le distanze dalle vicende narrate e guardandole con un certo disincanto. E' vero, altresì, che molti dei personaggi dei racconti rappresentano indirettamente il carattere stesso dello scrittore, con la sua arguzia, la battuta pronta, la capacità di guardare alla realtà con quell'occhio critico capace di cogliere nella realtà stessa tutto ciò che può apparire paradossale, assurdo.
Ritornando all'atteggiamento dell'Autore, si può dire che il punto di vista con cui sono presentati i fatti e le situazioni è, prevalentemente, a focalizzazione esterna. Egli ne sa sicuramente di più di quanto ne sappia qualunque personaggio e tale atteggiamento risulta prevalente nella raccolta collocando alcuni racconti, forse la maggioranza, nel genere del realismo, altri in quello del giallo thriller.
Le narrazioni sono ben costruite: esse, per lo più, partono da una situazione iniziale il cui spunto può essere dato da un fatto di cronaca oppure sono di pura invenzione, al limite del fantascientifico; la vicenda narrata procede con lo svolgimento della situazione e con l'eventuale rottura dell'equilibrio introdotto inizialmente e sfocia in un finale che rappresenta spesso una sorpresa, sovverte l'ordine che il lettore si aspetta, squarcia con ironia il velo che molte volte non consente di penetrare a fondo nelle cose. La rottura dell'equilibrio può volgere verso una soluzione positiva, come del caso dell'imprecazione per il ricovero effettuato per errore o in negativo, con la morte del protagonista che si ha, per esempio, con l'uccisione del boss della camorra o nella caduta del personaggio dalla finestra d'ospedale con un piccolo volatile stretto in mano.
La lettura dei "Racconti brevi" procede in modo agevole in virtù di un sicuro possesso della lingua da parte dell'Autore che solo apparentemente sembra usare un registro colloquiale mentre, in effetti, la chiarezza e la facilità linguistica dipendono da una fondata e personale rielaborazione della cultura classica e moderna, da Orazio a Giovenale da Balzac a Flaiano. Le scelte lessicali non sono mai approssimative, ma puntuali ed efficaci ed anche qualche inserimento di espressioni gergali o di imprecazioni, trovano adeguata collocazione, al di là della facile indulgenza verso modi di dire popolari. ...

di: Michele Ciorra

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