TeleFree.iT
martedì 23 ottobre 2018
Calvi, Aquino e Sessa unite a Montecassino dal cubito sacro
letture: 2792
Data evento: domenica 14 nov 2004
Archivi di TF: L'impianto architettonico della basilica di Montecassino è stato preso a modello nella costruzione della cattedrale di Calvi (Ce), di S. Maria della Libera di Aquino, di S. Pietro di Sessa Aurunca, di S. Liberatore alla Macella e di tante altre chiese non ultima fors'anche della cattedrale di Gaeta. Lo afferma senza esitazioni l'arch. Massimo Licoccia nel suo profondo studio su "La cattedrale di Calvi", dato alle stampe di recente nella collana "Biblioteca della miscellanea Cassinese", edita da Montecassino.
L'arch. Licoccia ritiene, infatti, che la basilica cassinese fu il "prototipo"sul quale vennero progettate queste chiese perché, come nella sua prefazione dom Faustino Avagliano riprende dal Bertaux: "In tutto l'occidente nulla, al tempo dell'abate Desiderio, vi era di paragonabile alla basilica di Montecassino".
Tanto è vero che il grande studioso Nicola Cilento ritenne il 1° ottobre del 1071, giorno della dedicazione della basilica cassinese, come un giorno memorabile per la cristianità essendo questo edificio paragonabile ad una nuova Gerusalemme od a un nuovo Monte Sinai.
L'arch. Massimo Licoccia dal 1999 al 2001 ha diretto i lavori di restauro di una parte della cattedrale di Calvi per conto della allora Soprintendenza per i Beni Ambientali Arcitettonici Artistici e Storici per le province di Caserta e Benevento e durante i quali ha rimesso "in luce alcuni aspetti della veste romanica della cattedrale" che hanno richiesto l'analisi complessiva del monumento.
I risultati sono riportati nel volume che si avvale della dotta presentazione del prof. Giovanni Carbonara (autore, tra gli altri, nel 1979 del: Iussu Desiderii, Montecassino e l'architettura campano-abruzzese nell'XI secolo).
L'autore si inoltra anche nello studio delle misure sottese alla costruzione della cattedrale di Calvi confrontandole con quelle delle altre chiese già citate e scopre un sorprendente rapporto tra di esse espresso con il cubito (pari a 0,444 ml.), che è l'unità di misura adottata spesso nell'area in epoca romanica. Infatti, Leone Ostiense si riferisce a questa unità per descrivere l'abbaziale desideriana cassinese (105x43x28 cubiti), quasi una misura sacra.
L'autore presenta ancora diversi dettagli di ricerca che non mancheranno di suscitare interesse per la storiografia locale.
Il volume, corredato di indici a cura di Maria Crescenza Carrocci e di una vastissima appendice iconografica, è stato stampato con il contributo della Impresa Minerva di Ludovico Vassallo & C, impegnata nel restauro della cattedrale calena, raro esempio di sensibilità culturale del mondo imprenditoriale!
Non abbiamo spazio per addentrarci in più specifici dettagli ma questo volume non mancherà di suscitare un nuovo settore di ricerca storica sulla diffusione artistica sostenuta da Desiderio (1058-1087), abate cassinese, in tutto il Lazio meridionale, l'alta Campania e l'Abruzzo.


***
Pubblicato su TeleFree.it il 14 novembre 200r
***

di: Albino Cece

Questa news proviene da: http://www.telefree.it
URL: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=11091