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martedì 09 luglio 2013
Atti osceni in Luogo Pubblico
Teatro Remigio Paone nuovo di zecca ma da rifare.
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Formia: No. Non mi riferisco al solito maniaco che esibisce le sue vergogne: mi riferisco a altro.
Il luogo pubblico è il teatro "Remigio Paone".

Domenica ho letto l'articolo pubblicato su Latina Oggi dalla sempre attenta e puntuale Maria Antonietta De Meo. Già il titolo è inquietante:Teatro Remigio Paone nuovo di zecca ma da rifare.
In realtà sarebbe superfluo leggere, basta osservare il servizio fotografico per constatare lo sfacelo.
Infiltrazioni, allagamenti, il lastrico solare dissestato...
Leggo che tale capolavoro è costato la modica cifra di due milioni di euro, leggo per il 65% finanziati da un mutuo regionale, vale a dire un debito da pagare.
Dovrei consolarmi apprendendo che l'assessore regionale al bilancio, alla presenza del nostro sindaco, si sarebbe impegnato a interventi straordinari per rendere agibile il teatro.
Non sono consolato, sono indignato!
Sono trascorsi un paio di giorni dalla pubblicazione dell'articolo, ma - ma meno che non mi sia sfuggita - non ho trovato traccia di quello che mi sarei aspettato.
Un intervento del sindaco, dell'assessore comunale al bilancio o di quello allo spettacolo e turismo, di un volenteroso membro della maggioranza consiliare o di un furente consigliere di opposizione.
Niente di niente. Neanche uno straccio di interrogazione sulla ditta che ha eseguito tale splendore di lavoro e sull'eminente tecnico che ha diretto gli stessi lavori, nessuna richiesta di dare pubblica lettura del contratto di appalto.
Non appartengo alla categoria dei giustizialisti forcaioli, ma quanto è accaduto travalica i limiti della decenza per sconfinare nella oscenità.
Stiamo parlando di un'opera che è stata consegnata da un paio di anni, di lavori che di certo non sono stati eseguiti in economia se sono costati due milioni, di un investimento pubblico.
Possibile che nessuno sia responsabile?
Eppure mi sembra che sia civilmente che penalmente vi siano ampi indizi di responsabilità, degni almeno di un doveroso approfondimento.
E' mai possibile che a Formia le opere pubbliche siano sempre così "sfortunate"?
Rotonde iniziate e lasciate monche, rotonde rifatte in corso d'opera, parcheggi sotterranei allagati: un lungo elenco. Tutti lavori "sfortunati"?
Un fiume di denaro. Denaro pubblico, di tutti noi, che pesa sul bilancio comunale o comunque sui bilanci pubblici. Debito pubblico e tasse, un binomio inscindibile.
Non sono un giustizialista, ma qualcuno deve pagare.
La Giustizia è ormai lontana dal nostro golfo, ma prima o poi qualcuno, a Latina o a Cassino o dove altro andranno a sbattere la Procura da cui dipenderemo, si accorgerà di quel che accade da queste parti.
Nel frattempo sarebbe di sollievo un intervento del nostro sindaco.
Francesco Melisurgo

di: Francesco Melisurgo

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