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sabato 15 giugno 2013
Analisi del risultato elettorale da parte di un cittadino qualunque.
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Formia:

Premessa: lo scontro finale ha avuto luogo tra due persone per bene, al di là del loro posizionamento politico.

Tento di analizzare i fatti in estrema sintesi e estraniandomi, per quanto possibile dalle mie idee personali.

1. Ha votato nel ballottaggio solo il 50% degli aventi diritto. Se ne deduce che Sandro Bartolomeo ha vinto con un consenso che non arriva al 30%: nel governare la città avrà il compito di recuperare parte del consenso mancatogli, interpretando le aspettative della cittadinanza.
2. Chi siede sui banchi dell'opposizione ha il dovere di costruire una alternativa credibile.
3. Se il 50% degli elettori hanno disertato le urne, vuol dire che non si sono riconosciuti nelle candidature in lizza, ovvero che non hanno trovato risposta a una evidente richiesta di "rinnovamento", in quanto i candidati sono più o meno riconducibili al passato o nei loro programmi non hanno saputo adeguatamente esprimere concetti di reale rinnovamento.
4. In tale ottica l'alleanza tra Maurizio Costa e la UDC non è stata condivisa dall'elettorato, rappresentando un elemento di espressa continuità con la precedente amministrazione.
5. L'onda del consenso conseguito dal Movimento 5 Stelle si è esaurita, castigata anche da una candidatura priva di adeguata preparazione mediatica: il martellante impegno di Delio Fantasia e la sua immediata riconoscibilità contrasta con la scelta di un diverso candidato.
6. Il PDL non esiste come partito: non si può massacrare il proprio candidato e disertare, di fatto, la fase del ballottaggio.
7. La Sinistra ha dimostrato di saper superare contrasti interni trovando la coesione nel sostegno del suo candidato.
8. La Destra è scomparsa.
9. I voti, anche se quelli clientelari dominano, non sono una dotazione personale dei singoli politici, né dei partiti: è velleitario pensare che possano transitare da un candidato sindaco all'altro in assenza della formazione di un nuovo convincimento dell'elettore.
10. L'asse LAFOFO (Latina, Fondi, Formia) è miseramente naufragato: è insensato continuare a pensare che i destini della nostra città debbano essere decisi "altrove".
11. La campagna denigratoria dell'avversario, in fase di ballottaggio, è stata una scelta disastrosa: i manifesti del "magna magna" (ignoro chi ne sia stato lo sciagurato ideatore) sono risultati semplicemente ridicoli. Sandro Bartolomeo può essere legittimamente criticato per le sue scelte politiche, ma nessuno sano di mente può accusarlo di essere un "mangione". E poi, il diritto di scagliare la prima pietra spetta solo a chi è esente dal peccato...
12. La reazione di alcuni seguaci di Bartolomeo è stata scomposta e ha prodotto un deprecabile imbarbarimento dello scontro.
13. Nessuno dei candidati ha ritenuto di esprimersi in merito alla imminente soppressione del Tribunale di Gaeta: alcuni hanno invocato la lotta alle infiltrazioni malavitose. Appello vuoto in assenza del Tribunale e di un suo potenziamento (Procura della Repubblica).
14. Nessuno dei candidati ha ritenuto di impegnarsi per una riduzione della spesa pubblica e conseguentemente delle tasse comunali.
15. Sulla attuale legge elettorale e su quanto sia improduttiva, favorendo esclusivamente il voto clientelare, mi sono già ripetutamente espresso.
Francesco Melisurgo

di: Francesco Melisurgo

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