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domenica 09 dicembre 2012
Vendite online: allarme Ue, 75% siti ancora fuorilegge
In particolare per acquisto giochi, libri, video e musica
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Il neocommissario europeo ai consumatori Tonio Borg
Il neocommissario europeo ai consumatori Tonio Borg
Internet: Il neocommissario europeo ai consumatori Tonio Borg, ha messo oggi in guardia i cittadini europei: in Europa non sono a norma oltre il 75% dei siti web che vendono giochi, libri, video e musica che possono essere scaricati su computer o apparecchi mobili. Nel mirino, il labirinto di condizioni contrattuali che inducono ad acquistare articoli che si suppone gratuiti e invece non lo sono.
Borg è apparso particolarmente preoccupato, in quanto tra i consumatori più assidui e vulnerabili ci sono proprio i bambini e i giovanissimi. "Genitori state attenti - ha detto il commissario nel presentare i risultati di un'indagine realizzata nei 27 Stati membri più la Norvegia - in quanto la metà dei giochi scaricabili sono pubblicizzati come se fossero gratuiti, ma vi potreste trovare rapidamente davanti a costi stratosferici causa gli articoli necessari per continuare a giocare".

L'indagine svolta ha interessato 333 siti e di questi 254 hanno "destato dubbi rispetto alla loro conformità con la normativa europea, in particolare sulle regole che disciplinano la pubblicità, oltre alle informazioni fondamentali sui costi e il contenuto digitale per permettere ai consumatori di decidere informati". In particolare è emerso che su 55 siti individuati tra quelli che vendono giochi a bambini, il 71% non rispettava le norme europee.

Nessun Paese sfugge a questa situazione. In Italia sono stati verificati 10 siti di cui sette dovranno essere ulteriormente ispezionati. Tra i maggiori problemi emersi dall'indagine - tiene a sottolineare il neocommissario ai consumatori Tonio Borg - c'e' ''la mancanza di informazioni sull'identita' e l'indirizzo del commerciante''. Il 36% infatti dei 333 siti esaminati non riportavano l'identita' del responabile, l'indirizzo geografico e la sua e-mail per permettere di contattarlo. Erano quindi siti anonimi.

Altro problema, la perdita del diritto di recesso dall'acquisto da parte di un consumatore una volta effettuato il download, ossia il trasferimento dei dati. Il 42% dei siti controllati non fornivano questa informazione essenziale. L'indagine ha anche rilevato la mancanza di chiarezza o di equita' nelle clausole contrattuali (69% dei siti esaminati): dalla responsabilita' del commerciante in caso di danni al computer del consumatore alla difficolta' dell'acquirente ad ottenere riparazione.

Ma anche clausole che privano il consumatore del diritto di ricevere un nuovo prodotto o di essere rimborsato se quello acquistato non funziona. La parola passa ora alle autorita' nazionali: non sono escluse azioni legali seguite da sanzioni pecuniarie o addirittura dalla chiusura obbligata dei siti.
fonte: ANSA   postato da: SteveRogers  

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