Home | News | Eventi | Links | Oroscopo | Community | Ricerca

TeleFree



Community
Nick:
Pass:
:: registrati!
:: persa la password?

sx Eventi dx
dal 01/02 al 31/12 Roma: Al fianco di chi non vede.
letture: 6286
dal 21/02 al 31/12 Roma: Al fianco dei non vedenti e degli ipovedenti.
letture: 6653
dal 07/04 al 03/06 Gaeta: DIFFERENTI CONVERGENZE Un dialogo improbabile
letture: 2727
27/04 Gaeta: Donne ferite
letture: 1208
dal 28/04 al 05/05 Formia: Lasciati soli
letture: 2853
02/05 Gaeta: Ornette: Made in America
letture: 2166
05/05 Gaeta: Siria, la speranza tra le macerie
letture: 953
15/07 Formia: Strada del Gusto e dell'Arte 2018
letture: 5489
Calendario Tutti gli Eventi
dw

sx Menù dx
 menu Home
 menu News
 menu Eventi
 menu Links
 menu Fototeca
 menu Oroscopo
 menu Ricerca

 menu Community
 menu Registrati
 menu Entra
 menu M. Pubblici
 menu M. Privati
 menu Invia una news
 menu Invia un link

 menu Info
 menu Disclaimer
 menu Netiquette
dw

sx Online dx
iscritti:15.532
dw

sx Links dx
 links Abbigliamento
 links Agenzie Immobiliari
 links Agriturismo
 links Alberghi
 links Artigianato
 links Associazioni
 links Auto - Moto
 links Aziende
 links Banche
 links Bar e Pasticcerie
 links Biblioteche
 links Centri Commerciali
 links Chiese
 links Cinema
 links Comuni
 links Cultura e Spettacolo
 links Enti Locali
 links Eventi
 links Farmacie
 links I siti degli utenti
 links Il Territorio
 links Imprese Edili
 links Informazione
 links Medicina
 links Nautica
 links Parchi
 links Partiti Politici
 links Piante e Fiori
 links Ristoranti & Pub
 links Scuole
 links Sport
 links Stabilimenti Balneari
 links Studi Cine-Foto
 links Supermercati
 links Terapisti
 links Viaggi e Turismo

Links Tutti i Links
dw

sx Eventi Storici dx
giovedì
26
aprile
S. Marcellino P.
Compleanno di:
sex alextre3
sex chernobyl_79...
sex giomsella
sex lillo65
sex sofra
sex sottolapanca
nel 1986: Incidente nelle centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina. Muoiono 31 persone. Le radiazioni colpiscono migliaia di persone e interessano gran parte dei paesi vicini, confinanti e non.
dw

Home » News » Webzine » Storia del territorio » Materiali e caratteristiche co...
lunedì 02 gennaio 2012
Materiali e caratteristiche costruttive del Mausoleo di L. Atratino: nuovi indizi per l'acropoli di Gaeta
Considerazioni sulle tecniche da adottare per il restauro.
letture: 7114
Storia del territorio:
Il mausoleo di Lucio Sempronio Atratino

Diversità costruttive visibili in loco, tra i mausolei di L. Atratino e quello di M. Planco.

Il mausoleo di M. Planco ha un diametro di circa m 29,60, una circonferenza di m 93, una altezza di m 10, ed in definitiva una superficie esterna di mq 930;
Il mausoleo di L. Atratino ha un diametro di m 36,30 una circonferenza di m 114 m, una altezza di m 13,30 ed indefinita una superficie esterna di circa mq 1.516, oltre 1,5 volte quella del mausoleo di Planco.
Il mausoleo di M. Planco, come visibile nella foto pubblicata nella news "Mausolei e loro titolari a confronto" del 30/11/2011 è rivestito con blocchi di calcare, secondo me cavati in loco, di varie dimensioni di lunghezza; ogni fila ha sempre la stessa altezza, ma tra una fila e l'altra gli spessori variano in un intervallo compreso tra cm 60 e cm 73, ad eccezione del nono strato che ha uno spessore di cm 46. Ma ciò che qui interessa rilevare, è che tutti blocchi sono molto ben rifiniti ed accostati gli uni agli altri, e soprattutto sono perfettamente sagomanti secondo la circonferenza del tamburo, che abbiamo visto avere un diametro di m 29,60. Per verificare queste ultime caratteristiche dei blocchi di rivestimento mi sono recato personalmente sul posto e con un'asta rigida ho constatato che ciascun blocco è curvo e che l'arretramento dei bordi laterali, per un blocco di 1,8 m, la misura è di circa cm 3 rispetto al punto centrale. Utilizzando il manuale "Zignoli" ho eseguito il calcolo della saetta "s" di una corda di m 1,80 su una circonferenza di diametro di m 29,60 ed il valore è proprio di cm 2,8.

image/jpeg


Nel caso del mausoleo di L. Atratino, i blocchi che si ritrovano alla base del campanile di S. Erasmo, sono apparentemente lineari, cioè senza curvatura; tuttavia, poiché sono un po' grezzi è difficile individuarne l'esistenza, anche perché sono generalmente di lunghezza compresa tra il m 1,20 e m 1,40 massimo. Ora, effettuando il calcolo della saetta anche in questo caso, tenuto conto che il diametro del Mausoleo è di 36,30 cm, si calcola una saetta di cm 1,5 cm nel caso di blocchi lunghi m 1,40, e di 0,9 cm nel caso di blocchi lunghi m 1,20.
Ciò sta a significare che se un masso non è perfettamente rifinito, è effettivamente difficile apprezzarne la curvatura. Ma sta anche a significare che molto probabilmente in loco era disponibile una grande quantità di massi di forma rettangolare, non troppo rifiniti di m 0,60 x 1,60 spessore cm 35 - 40, che è proprio la prima misura dei massi dei pelasgi, e che opportunamente rifiniti alle estremità, e perciò accorciati, con pochi colpi si poteva utilizzare, quasi rettilineo com'era, per la messa in opera. La grandezza del mausoleo contribuiva rendere insignificanti le imperfezioni.

image/jpeg

Se osserviamo attentamente i resti del mausoleo sul posto notiamo che nella muratura sono incastonati diversi massi posti in senso trasversale, sono cioè orientati secondo il raggio, ma se ne nota uno che è pressoché piatto che è disposto in senso longitudinale. Mentre la posizione dei primi è tale che la loro testa arriva all'incirca sulla superficie esterna, il masso disposto secondo la linea della circonferenza, si ritrova a circa 1 m dalla superficie esterna, misura questa valutata ad occhio dall'esterno, visto che non potevo accedere all'interno del recinto. Guardando più attentamente gli incavi nella muratura, osserviamo che di impronte di massi cavati, sia longitudinali che traversali ve ne sono veramente tante. E che in linea del tutto orientativa si trovavano all'incirca 3 - 4 metri l'uno dall'altro, lungo la circonferenza, ma sono presenti con detta distribuzione su tutti gli strati dei vari getti che presentano uno spessore di circa 60 - 80 cm. Si osserva inoltre che le dette impronte sono tutte squadrate e lisce, proprio come i massi che vediamo ancora sul posto. Il che significa che i massi posti in opera erano lavorati su tutti i lati, anche se forse non molto ben rifiniti.
Si osserva infine che la muratura è fatta con scheggioni di pietra abbastanza piccoli e con della buona malta fin quasi a metà altezza della porta, mentre è fatta con scheggiosi piuttosto grandi e con malta visibilmente arida, cioè fatta con una percentuale troppo bassa di calce, da circa metà altezza della porta fino alla sommità. Anche gli strati dei getti sono più sottili, fin quasi all'altezza della porta e più alti nella parte superiore. Insomma è come se i lavori di costruzione del mausoleo siano stati fatti da una impresa, e sotto la direzione dei lavori di un tecnico, fino all'altezza della porta, e da un'altra impresa, sotto la direzione lavori di un altro tecnico, per la parte superiore.
Quanto detto porta a ipotizzare, che la tecnica costruttiva adottata, nella parte superiore della mole, considerato lo spessore del muro, ad occhio, circa 1,7 m , sia stata quella di compensare la non troppo buona qualità della muratura, con massi di ammorsamento trasversali e longitudinali, questi ultimi posti probabilmente in corrispondenza delle riprese dei getti che venivano fatti in successione. Le diverse tecniche adottate tenderebbero a confermare l'ipotesi che il mausoleo sia stato iniziato quando Lucio Atratino era ancora in vita, e che sia stato completato dopo la sua morte.
Insomma all'interno della muratura vi è una sorta di graticcio, non proprio chiuso e continuo, fatto di massi ben squadrati. Quest'ultima caratteristica tuttavia è alquanto strana, infatti l'effetto desiderato di ammorsamento si sarebbe ottenuto senz'altro meglio con una superficie molto ruvida o addirittura irregolare.
Appoggiando dei tavoloni sui massi trasversali, si sarebbero potuto effettuare i getti e distribuire gli scheggiosi di calcare con molta comodità, e soprattutto velocemente. I detti massi hanno senz'altro contribuito inoltre a ridurre il volume dei getti, ed infine è possibile che siano stati utili per collegarvi elementi sulla parete esterna. Secondo una mia stima molto approssimata, ma utile per dare un ordine di grandezza i massi squadrati posti in opera all'interno della massa muraria, potevano essere originariamente poco più di 500.
Se il rivestimento esterno era veramente fatto con massi delle dimensioni non troppo diverse da quelli che vediamo nella base del campanile e quindi di grandezza compresa tra m1,2 e m1,3 x 60, spessore 50, tenuto conto che la superficie esterna come già detto è di circa mq 1.516, il numero di massi utilizzati sarebbe stato di 1516/1,30 x 0,60 = 1943.
Se teniamo conto che il basamento indicato in figura poteva avere una superficie di circa 300 mq, e contenere all'incirca 384 massi, si desume che il numero di massi complessivamente utilizzati per la costruzione del mausoleo di L. Atratino è di 3.227 , in cifra tonda, del tutto orientativa, per indicare un ordine di grandezza, diciamo 3.200. L'impiego di così tanti massi, porta a ritenere che L. Atratino ne avesse a disposizione una grande quantità in loco, quasi belli e pronti, e che era conveniente pertanto fare un mausoleo di diametro sufficientemente ampio da poterli utilizzare senza dover fare troppo lavoro per sagomarli. In verità dovevano esservene così tanti, che li utilizzò persino per ammorsare la muratura annegandoli all'interno di essa, ponendoli ad intervalli di 4 m l'uno dall'altro, sia in senso longitudinale che traversale. Insomma gli architetti L. Atratino di massi lavorati o semilavorati ne avevano a disposizione proprio da buttare, anzi forse avevano il problema di smaltirli, perché ve ne erano troppi e davano fastidio, e quindi questo è stato anche un modo per sbarazzarsene senza spendere troppo.
Ma, probabilmente, fu proprio tale sistema costruttivo, insieme alla posizione della torre e di tutto il complesso, proprio vicino al porto, a spingere i costruttori delle mura di Gaeta e la base del campanile nel medio evo, prima, e gli scalpellini dopo, quando ormai i massi erano reperibili solo all'interno della muratura, a preferire lo spoglio del mausoleo di L. Atratino, piuttosto che quello di Planco. In effetti il grande mausoleo di Atratino, con la sua pessima muratura, si presentava come una torta rivestita e imbottita di ottimi pezzi di cioccolato da asportare e mangiare. Per l'epoca, quando incalzavano barbari, pirati e saraceni costruire le salde mura della fortezza era una priorità assoluta, non avevano alternative, forse come L. Atratino, che trovandosi di fronte ai resti di una acropoli fatta di massi sciolti, che occupava il suolo su cui doveva edificare la sua villa e la sua tomba, per fasi spazio, non poteva far di meglio che inglobare i massi nelle sue costruzioni, realizzando un esempio di cannibalismo edilizio di cui è ricca tutta la storia, fino ai giorni nostri.
A conferma della preesistenza di opere precedenti, ma in questo caso certamente romane, osserviamo che sul lato della porta è visibile un pezzo di blocco calcareo spezzato, in quanto derivato da un blocco più grande, che è messo in opera in posizione arretrata rispetto alla superficie esterna, e quindi annegato nel calcestruzzo, il quale porta scolpito sulla superficie una "A" e una seconda lettera che non riusciamo a definire. Il carattere sebbene del tipo "Capitale", sembra non essere di epoca augustea, ma più arcaico. Dovrebbe trattarsi quindi di una pietra prelevata da un'opera romana preesistente. Ma questo saranno gli specialisti a farcelo sapere.

image/jpeg

Ben diversamente andarono le cose per Munazio Planco, il quale, pur volendo un monumento sufficientemente ampio e tale da potersi vedere soprattutto da Formia dove non solo passava l'Appia, ma dove vi erano molti dei VIP romani dell'epoca, è stato costretto a spendere un bel po' della sua "fortuna" per cavare i massi in loco, farli ben sagomati e metterli in opera. Ma anche in questo caso ha prevalso la sua "fortuna", giacché i costruttori delle mura, e della base del campanile rendendosi conto che i massi avevano una faccia curva e che anche le estremità erano sagomate per consentire il perfetto accostamento di ciascun masso a quelli ad esso lateralmente adiacenti, che probabilmente sono anche più difficili da estrarre per la qualità della malta e per la forma grezza che essi hanno nella parte nascosta, questo ovviamente è da verificare; tenuto conto infine che anche il trasporto non doveva essere tanto facile e che infine il monumento poteva servire da torre di segnalazione, hanno preferito rinunciare al suo spoglio e sacrificare il sepolcro dello sfortunato Lucio Sempronio Atratino, che pensava di aver fatto un affare nell'avere a disposizione, crediamo noi, una intera acropoli pelasgica da spogliare, forse composta da oltre 7.000 massi, e i resti di altre opere romane.
Non è escluso infine che il mausoleo di Planco sia rimasto integro nei secoli per l'importanza del personaggio, amico di Cicerone e di Cesare, fondatore con esso di Lione e Basilea, quindi sostenitore di Marco Antonio che gli affidò il governo dell'Asia e della Siria, infine sostenitore di Ottaviano per il quale propose l'attribuzione del titolo di Augusto nel 27 d.C..

P.S.
In passato il restauro di alcuni tratti del muro del mausoleo è stato fatto riempiendo alcuni buchi in cui erano alloggiati i blocchi calcarei con piccole pietre allettate con malta, quasi a ripristinare l'opera cementizia.
image/jpeg
Vorrei pregare il Direttore del Parco della Rivera di Ulisse, oggi Dott. Mitrano, di chiedere a chi di dovere di non fare altrettanto in futuro, giacché oltre a costituire un falso, impedirebbe agli specialisti di definire scientificamente il sistema costruttivo adottato per la costruzione del mausoleo, il tempo impiegato, i materiali utilizzati, ed in definitiva cosa poteva esserci realmente sul colle Atratino prima della costruzione della villa, del mausoleo e dell'arco di trionfo di Lucio Sempronio Atratino.

Agostino Di Mille

di: Agostino Di Mille


Storia del territorio: Morte di Cicerone ad opera dei sicari di Marco Antonio nei pressi di Monte di Conca a Gaeta. Recensione di un opuscolo di Erasmo Valente.
letture: 3000
18 marzo 2018 di Agostino Di Mille
In testata: sopra, coppa attica a figure nere del VI secolo a.C. decorata con una scena di pirateria. Una nave lunga si contrappone ad una nave commerciale.
Sotto, vaso decorato con navi greche.Storia del territorio: Le fortezze rivierasche e marittime nel territorio degli Ausoni: Formia, Terracina e Capo Circeo
letture: 1383
07 ottobre 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: L'altra storia del Risorgimento. La strage di Gaeta del 5 febbraio 1860
letture: 1382
18 settembre 2017 di TF Press
Storia del territorio: La posizione di Amyclae secondo la tradizione
letture: 1280
11 settembre 2017 di Agostino Di Mille
L'immagine più antica di Gaeta: quadro 24 della colonna istoriata conservata presso la Cattedrale di Gaeta.Storia del territorio: Gaeta con le sue torri la Manhattan del medioevo (1)
letture: 1683
20 agosto 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: "Pianara", una antica città che da voce alla leggendaria Amyclae e al territorio.
letture: 1412
11 agosto 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Probabili siti fortificati delle antiche città di Ausonia e Vescia
letture: 2009
16 aprile 2017 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Luoghi sacri e templi di divinità arcaiche nel territorio degli Ausoni/Aurunci (1)
letture: 2111
16 maggio 2016 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Analisi storico critica sommaria dello sviluppo urbano del territorio dell'antica Ausonia
letture: 2095
27 marzo 2016 di Agostino Di Mille
Storia del territorio: Era forse "Apice" il nome del luogo chiamato poi Kaietas dai Greci?
letture: 2098
16 gennaio 2016 di Agostino Di Mille








:: Archivio News
:: Pagina Stampabile
:: Invia ad un amico
:: Commenta


News dello stesso autore:
Morte di Cicerone ad opera dei sicari di Marco Antonio nei pressi di Monte di Conca a Gaeta.
letture: 3000
18 marzo 2018
In testata: sopra, coppa attica a figure nere del VI secolo a.C. decorata con una scena di pirateria. Una nave lunga si contrappone ad una nave commerciale.
Sotto, vaso decorato con navi greche.
Le fortezze rivierasche e marittime nel territorio degli Ausoni: Formia, Terracina e Capo Circeo
letture: 1383
07 ottobre 2017
La posizione di Amyclae secondo la tradizione
letture: 1280
11 settembre 2017
L'immagine più antica di Gaeta: quadro 24 della colonna istoriata conservata presso la Cattedrale di Gaeta.
Gaeta con le sue torri la Manhattan del medioevo (1)
letture: 1683
20 agosto 2017
"Pianara", una antica città che da voce alla leggendaria Amyclae e al territorio.
letture: 1412
11 agosto 2017
Probabili siti fortificati delle antiche città di Ausonia e Vescia
letture: 2009
16 aprile 2017
Il lungomare costruito dagli antichi Consoli o Ipati per collegare Gaeta alla Via Appia (3)
letture: 2060
21 gennaio 2017
Luoghi sacri e templi di divinità arcaiche nel territorio degli Ausoni/Aurunci (1)
letture: 2111
16 maggio 2016
Analisi storico critica sommaria dello sviluppo urbano del territorio dell'antica Ausonia
letture: 2095
27 marzo 2016
Era forse "Apice" il nome del luogo chiamato poi Kaietas dai Greci?
letture: 2098
16 gennaio 2016


Commenti: 11

i commenti alle news sono visionabili solo dagli utenti registrati


Copyright © 2002 - 2018 TeleFree.iT info: info@telefree.it
Web site engine's code (PML) is Copyright © 2003 - 2018 by LiveWeb.iT

powered by LiveWeb.it