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Home » News » Webzine » Salute e Benessere » Lettera aperta al Ministro del...
giovedì 04 agosto 2011
Lettera aperta al Ministro della Salute Ferruccio Fazio
letture: 3171
Centrale nucleare del Garigliano
Centrale nucleare del Garigliano
Salute e Benessere: Ministro Fazio,

Nel gennaio di quest'anno Elisabetta Zamparutti ha presentato un'interrogazione parlamentare (1a) con la quale, ricordando i 18 incidenti nella centrale nucleare del Garigliano segnalati dal WWF (incluso infiltrazione d'acqua nei sotterranei e pare fuoriuscita di materiale radioattivo nel 1980), in sintesi le ha chiesto se sono veri e

1. Se ci sono state patologie direttamente riconducibili ad inquinamento radioattivo nei comuni limitrofi;

2. Come intende operare affinche' la societa' Sogin (prioprietaria dell'impianto), che dovrebbe occuparsi della sua dismissione, renda pubblici i dati attuali sulla presenza di scorie radioattive stoccate nella centrale.

3. Come intende coinvolgere la popolazione locale e assicurare che tale impresa sia esente da rischi per la salute.
Lei che e' anche professore ordinario di medicina nucleare all'Universita' di Milano (2), ha risposto: "... non sussistono evidenze epidemiologiche di alcun tipo che portino a ipotizzare l'esistenza di rischi per la popolazione. Tali risultati, espressi dai vari studi condotti nel corso negli anni ... sono regolarmente sostenuti dai risultati delle reti di sorveglianza ambientale, che in nessun caso hanno evidenziato contaminazioni o fughe di radioattività ...".

"È pertanto possibile concludere che l'impianto del Garigliano non ha mai prodotto danni sanitari o ambientali di alcun tipo"

"L'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente di Latina ... ha comunicato di non possedere informazioni circa gli incidenti avvenuti presso la centrale nucleare del Garigliano, in quanto il proprio laboratorio di igiene e profilassi non risulta eseguisse, all'epoca dei fatti (1980-1982), rilievi ambientali ..."

"Parimenti, la medesima agenzia regionale ha comunicato di non conoscere l'esistenza di studi scientifici prodotti - per le zone di Sessa Aurunca, Castelforte e Minturno - su ... l'incidenza di tumori ed altre patologie direttamente riconducibili all'inquinamento radioattivo".
(1b).

Leggendo la sua risposta innanzitutto penso che l'assenza di evidenza non e' evidenza di assenza. Non approfondisco il discorso statistico sul Type II o β error (vale a dire l'errore del non confutare l'ipotesi null quando essa e' falsa) ma rimando per questo ad un noto articolo di Altman e Bland pubblicato dal British Medical Journal nel 1995 (3).

Una dimostrazione del fatto che l'assenza di evidenza non e' evidenza di assenza nella ricerca epidemiologica sui danni alla salute vicino a centrali nucleari e' stata fornita recentemente dallo studio KiKK (Epidemiologische Studie zu Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken).

Contrariamente ai precedenti studi con campione inadeguato riportati come "negativi", lo studio KiKK - con adeguato campione di bambini di meno di 5 anni affetti da tumori associati alle radiazioni che vivono entro 5 km da una centrale (paragonati con bambini della stessa eta' che vivono ad una distanza maggiore) - ha dimostrato nelle vicinanze delle centrali nucleari tedesche un aumento del rischio di leucemia di 2,2 volte e di tumori solidi di 1,6 volte (4,5,6). I risultati sono statisticamente significativi, dunque e' improbabile siano dovuti al caso.

La maggiore incidenza di leucemia e' stata confermata anche da una recente metaanalisi di dati da 17 studi effettuati in aree vicine a ben 136 centrali nucleari: in bambini fino a 9 anni il numero di morti per leucemia e' risultato essere dal 5 al 24% piu' elevato, l'incidenza dal 14 al 21% piu' elevata (7).

Dunque in generale la precedente assenza di evidenza epidemiologica nella letteratura scientifica sui danni da radiazioni nelle vicinanze di centrali nucleari non avrebbe dovuto essere considerata evidenza di assenza e non rassicura sull'assenza di rischio.

Avendo presenti i dati citati (preciso: dati riguardanti centrali nucleari dove non ci sono stati incidenti), non credo si possa affermare con certezza che nel caso specifico della centrale dismessa del Garigliano (ora deposito di scorie radioattive) non e' ipotizzabile un aumentato rischio per la popolazione.

Date le premesse, l'affermazione "È pertanto possibile concludere che l'impianto del Garigliano non ha mai prodotto danni sanitari o ambientali di alcun tipo" a me sembra insostenibile. Pare ci siano stati nel tempo incidenti ma non e' stata misurata la radioattivita' ambientale perche' il laboratorio di igiene non era attrezzato per farlo, percio' si conclude che non ci sono mai stati danni sanitari o ambientali di alcun tipo?

Secondo quanto riportato dai giornali locali in forma poco comprensibile (spero i dati compaiano presto su una rivista scientifica), un recente studio epidemiologico del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (con la collaborazione di Asl Latina e Arpa Lazio) pare abbia riscontrato nella zona pontina un'incidenza più alta rispetto alla media regionale di forme tumorali, incluso un aumento nelle donne del cancro della tiroide (notoriamente associato alle radiazioni) (8), e un tasso di mortalità piu' alto rispetto alla media regionale nel territorio che circonda la centrale del Garigliano (9). Si tratta di un'associazione casuale, o c'e' un nesso di causa ed effetto che altri sembrano escludere (9,10,11)? Se lei dicesse che il nesso di causa ed effetto in realta' non e' provato in maniera inequivocabile io le darei ragione, ma non sono d'accordo sul fatto che non sia neanche ipotizzabile.

Data la delicatezza del problema e il ruolo che lei ricopre (Ministro della Salute), credo debba preoccuparsi per l'aumentata mortalita' e incidenza di tumori rispetto alla media regionale riportata dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale e occuparsene senza escludere a priori - come sembra fare nella sua conclusione - l'ipotesi di un possible nesso con la presenza della centrale nucleare.

L'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente di Latina, secondo quanto lei scrive, non possiede informazioni di incidenti, e nemmeno rilevazioni di radioattivita', perche' all'epoca dei fatti del 1980-82 non era attrezzata per rilevarla. Solo oltre 30 anni dopo pare che si stia finalmente attrezzando. Innanzitutto il fatto che tale agenzia non fosse all'epoca attrezzata per rilevare radiazioni in un ambiente con due centrali nucleari obsolete (specialmente quella del Garigliano) mi pare di per se significativo. Ma poi le chiedo: puo' quest'altro genere di assenza di evidenza (il non aver raccolto prove da parte di chi era preposto a farlo) essere addotto a supporto della conclusione che la centrale "non ha mai prodotto danni sanitari o ambientali di alcun tipo" ?

Che almeno alcuni degli incidenti segnalati si siano verificati pare sia un dato di fatto. E' storia anche recente del nostro territorio. Per esempio esistono le foto di almeno due allagamenti nella zona della centrale, l'ultimo del marzo di quest'anno:

img

Che invece non sia stata prodotta documentazione relativa agli incidenti se gli incidenti ci sono stati, credo sia un fatto grave.

Che lei, docente universitario esperto di medicina nucleare (con oltre 400 pubblicazioni sulle principali riviste internazionali), scriva quanto ha scritto in risposta all'interrogazione parlamentare di Elisabetta Zamparutti mi pare insolito.

Infine trovo difficile da accettare questo suo tentativo di assolvere per mancanza di prove la centrale nucleare del Garigliano, non solo per difetto di logica.

Cordiali Saluti

Pietro Spina


Essendo il tema delicato, trattero' questa come una news in elaborazione, aggiungendo nel testo eventuali altre informazioni che si renderanno disponibili nel corso della discussione.

Viene citato, nella risposta all'interrogazione, un recente studio condotto dall'Universita' Federico II di Napoli (Dipartimento di Scienze Ambientali, Team del Prof F. Terrasi, in collaborazione col laboratorio C.I.R.C.E. di Caserta), disponibile al seguente link:

http://www.normanresearch.it/Sessa_rad.pdf

Titolo: Misure di radioattivita' ambientale nei dintorni della centrale nucleare del Garigliano. Campagna straordinaria 2008-2009.

I prelievi hanno riguardato 1) aria; 2) acqua di falda; 3) suolo; 4) matrici ambientali di speciale interesse (verdure, frutta, pesce, mitili)

Sono stati misurati due radionuclidi possibili indicatori di contaminazione nucleare (60Co, 137Cs) e due radionuclidi di origine naturale (7Be, 40K).

La zona della centrale presenta valori medio bassi.

Per i prelievi nel suolo:

"I valori relativi all'uscita del canale di scarico evidenziano un picco sia nel rapporto isotopico 236U/238U che nel 137Cs, alla profondita di circa 30 cm. L'origine di questa attivita' non e' chiara potendo sia essere ascritta all'evento Chernobyl che al periodo di attivita della centrale".

"I valori lontano dalla centrale sono piu bassi e sovrapponibili, quelli lungo il canale di scarico sono sensibilmente piu alti, ma sempre nell'ordine di grandezza del fallout globale".

Le conclusioni dello studio:

1. I valori di attivita gamma, nei terreni ed in aria, sono in accordo con le medie nazionali ed in sintonia con quelle della precedente campagna.
2. Gli stessi valori risultano coerenti con una zona alluvionale, la piana del Sele, a notevole distanza dalla centrale oggetto di studio.
3. Non ci sono correlazioni statisticamente significative tra valori di attivita gamma da radionuclidi antropogenici (60Co, 137Cs) e distanza dalla centrale, cosa che suggerisce una origine di questi ultimi dovuta a fallout (all'incidente di Chernobyl o agli esperimenti nucleari in aria degli anni della guerra fredda).
4 La radiazione gamma di fondo risulta anch'essa nella media nazionale e cresce, in modo statisticamente significativo, avvicinandosi alla collina vulcanica di Roccamonfina, suggerendo un'origine naturale.
5 La misura degli attinidi risulta coerente col campione di controllo nella piana del Sele e con i livelli di fallout globali.
6 Non risultano avvenuti cambiamenti degni di nota tra il 2001 e 2009 nel contenuto di radioattivita', sia naturale che antropogenica, nella zona della centrale.


1.
a. Atto Camera, Interrogazione a risposta scritta 4-05721 presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI giovedì 14 gennaio 2010, seduta n.266

b. Atto Camera, Risposta scritta pubblicata lunedì 7 marzo 2011 nell'allegato B della seduta n. 444 all'Interrogazione 4-05721 presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI

2. http://www.ferrucciofazio.it/

3. Douglas G Altman, J Martin Bland. Statistics notes: Absence of evidence is not evidence of absence
http://www.bmj.com/content/311/7003/485.long

4. Kaatsch P, Spix C, Schulze-Rath R, Schmiedel S, Blettner M: Leukemias in young children living in the vicinity of German nuclear power plants. Int J Cancer 2008, 122:721-726.

5. Spix C, Schmiedel S, Kaatsch P, Schulze-Rath R, Blettner M: Casecontrol study on childhood cancer in the vicinity of nuclear power plants in Germany 1980-2003. Eur J Cancer 2008, 44:275-284.

6. I tumori dell'infanzia nelle vicinanze delle centrali nucleari per Aldo Forte sarebbe piu' conveniente tacere.
http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=88908

7. Baker PJ, Hoel D: Meta-analysis of standardized incidence and mortality rates of childhood leukemias in proximity to nuclear facilities. Eur J Cancer Care 2007, 16:355-363.

8. Oncogene. 2008 Dec;27 Suppl 2:S9-18. Radiation carcinogenesis: lessons from Chernobyl. Williams D.

Lancet. 2001 Dec 8;358(9297):1965-6. 15 years after Chernobyl: new evidence of thyroid cancer. Shibata Y, Yamashita S, Masyakin VB, Panasyuk GD, Nagataki S.

J Surg Oncol. 2006 Dec 15;94(8):670-7. Chernobyl and thyroid cancer. Williams ED.

9. Latina Oggi, Domenica 27 Febbraio 2011, pagina 37. Resi noti i risultati dello studio epidemiologico sul sito nucleare del Garigliano. Si muore di più nel sud pontino. Gli esperti: ma la mortalità non può essere messa in relazione con la centrale.

10. Il Tempo, Latina, 20.02.2011. Centrali nucleari. Viverci vicino non è pericoloso. LATINA «Vivere nei pressi delle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano non aumenta il rischio di ammalarsi o di morire di una forma tumorale causata dalle radiazioni».

11. Avere la centrale nucleare al Garigliano e' o non e' pericoloso? Le perplessita' aumentano.
http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=88259

postato da: PietroSpina  


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