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nel 1961: "Abbiamo deciso di andare sulla Luna". Con queste parole il presidente americano Kennedy annuncia l'intenzione di far sbarcare l'uomo sull'unico pianeta della Terra, entro la fine del decennio.
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Home » News » Webzine » Scienza e Tecnologia » Kervran Le Trasmutazioni Biolo...
domenica 20 marzo 2011
Kervran Le Trasmutazioni Biologiche o "a debole energia"
Più che dimenticato, qualcuno sostiene che Corentin Louis Kervran sia stato proprio rimosso dalla comunità scientifica poiché metteva in dubbio certezze o dogmi saldamente acquisiti.
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Corentin Louis Kervran
Corentin Louis Kervran
Scienza e Tecnologia: Già molti anni fa, i fisici asserivano di essere vicini alla scoperta definitiva dell'ultimo mattoncino della materia, e preannunciavano l'imminente avvento della fusione controllata per la produzione di energia illimitata. "Fusione e fissione dei nuclei degli elementi possono avvenire in natura solo nel nucleo delle stelle, con temperature di milioni di gradi e pressioni inimmaginabili, oppure in appositi grandi macchinari concepiti dall'Uomo", e di conseguenza essi chiedevano di intraprendere la costruzione di acceleratori di particelle, sempre più potenti e sofisticati, con investimenti da capogiro, per studiare l'organizzazione della materia.
Io faccio la fusione nucleare fredda anche se gli scenziati non vogliono
Io faccio la fusione nucleare fredda anche se gli scenziati non vogliono
Anche se allora - come oggi! - la fusione controllata "calda" era ancora lontana dall'essere convenientemente realizzabile, tuttavia c'era un'euforia generale per la continua scoperta di nuove particelle e nuove prospettive. In un clima del genere, praticamente nessuno nella comunità scientifica intendeva concedere il seppur minimo credito alla possibilità delle trasmutazioni a debole energia, che pure venivano segnalate da molti ricercatori, spesso solo come anomalie sperimentali. E Pons e Fleischmann, con il loro annuncio della fusione fredda erano ancora lontani.

In quel periodo la rivista "Scienza e Vita" pubblicò un articolo dal curioso titolo "Le galline con la bomba in pancia". Nel testo si portava all'attenzione del grosso pubblico un notissimo esperimento dello scienziato francese Louis Kervran, a proposito dello strano metabolismo delle ...galline! Kervran sosteneva che le galline (ma anche altri esseri viventi) avessero un metabolismo capace di trasmutare alcuni elementi in altri, e gli scienziati ortodossi ne sostenevano l'assoluta impossibilità dovuta alla terrificante quantità di energia altrimenti necessaria, simile ad una bomba atomica: da cui il titolo scherzoso dell'articolo. Il pezzo suscitò un vespaio di polemiche destinato a durare a lungo, e nonostante l'interesse comunque mostrato dai lettori, scattò una sorta di censura sull'argomento, basata anche sul discredito di chi se ne occupava. Per molto tempo non se ne parlò quasi più, tranne che in ristrette cerchie di fisici e biologi eretici.

Sono passati circa venti anni, e attualmente la Fisica sta cambiando il suo paradigma, ossia la sua stessa impostazione filosofica, orientandosi sempre più verso modelli teorici capaci di inglobare e spiegare anche cose come lo spazio multidimensionale, la fusione fredda, ecc., comprese le trasmutazioni a debole energia di cui qui ci occupiamo. Vediamo di capire di cosa si tratta.

Tutti sappiamo che i gusci delle normali uova degli uccelli contengono molto Calcio. Kervran isolò alcune galline ovaiole in un'area senza alcuna fonte di Calcio, e le sottopose ad una dieta senza contenuto di Calcio. Dopo alcuni giorni nei quali le uova erano normali, queste iniziarono ad essere prodotte senza guscio, molli, con la sola membrana. Nell'area furono rovesciati dei sacchi contenenti pezzi di mica (la mica comune, detta anche mica muscovite o mica bianca, è un silicato di Potassio e Alluminio). Ed ecco cosa accadde: le galline saltarono eccitate sulla mica, beccandola, raspandola con le zampe e rotolandovicisi sopra. Le uova del giorno dopo e di quelli successivi furono deposte con un normalissimo guscio. Quindi, le galline avevano trasformato qualche elemento della mica, trasformandolo in Calcio! Un esperimento simile, sempre con la stessa mica, fu ripetuto con altri uccelli, per un periodo di 40 giorni, durante i quali la somministrazione della mica venne sospesa tre volte, ed ogni volta le uova tornarono ad essere deposte molli.

Una possibile obiezione potrebbe essere che, nella necessità di deporre uova, le galline attingano il Calcio da tutte le loro riserve mobilizzabili, ossia dalle loro stesse ossa. Ma se questo fosse vero, perchè vennero deposte uova molli senza la mica, e le uova tornarono normali con la mica? Per non essere obbligati ad ammettere la trasmutazione di qualche elemento in Calcio, si potrebbe ipotizzare che la mica in qualche modo stimoli un meccanismo metabolico tale che permetta di utilizzare il Calcio delle ossa per produrre i gusci. L'unico modo per rimuovere ogni dubbio sarebbe quello di somministrare la mica alle galline, assieme ad una dieta priva di Calcio, così a lungo che tutto il Calcio delle ossa venga esaurito. Se continuassero nonostante tutto a deporre uova col guscio, si dovrebbe definitivamente ammettere che, ebbene sì, le galline sono capaci di trasmutare un elemento fra quelli disponibili, in Calcio! In ogni caso alcuni degli esperimenti sono stati portati avanti anche per periodi piuttosto lunghi, con gli stessi risultati.

La formula della mica muscovite è:
KAl2 [(OH,F)2 | AlSi3O10]
e quindi possiamo ipotizzare che la produzione di Calcio possa derivare dalla trasmutazione biologica
del Potassio: K39 + H1 > Ca40
o del Silicio: Si28 + C12 > Ca40
oppure derivare da un più complesso "giro" di trasmutazioni fra elementi diversi.

Gente, quello che ho descritto accade per davvero! Un gran numero di chimici riferiscono nei loro studi che gli organismi biologici trasformano normalmente elementi chimici in altri, nel loro metabolismo. Ma secondo le teorie classiche della fisica questo è impossibile, perchè energia e condizioni necessarie per tali trasmutazioni sarebbero assolutamente incompatibili con quelle disponibili negli organismi viventi, punto e basta.

Qualcuno poco informato potrebbe lecitamente chiedersi a questo punto chi sia questo Louis Kervran, che si permette di trarre conclusioni blasfeme. Si tratta di uno scienziatucolo da strapazzo, forse illuso o truffaldino? E tutti gli altri scienziati che hanno fatto le stesse osservazioni e hanno convalidato i lavori di Kervran, sono attendibili? La risposta è che si tratta di ricercatori seri ed attendibili, ed inoltre sono ormai moltissimi. Louis Kervran, che è stato il più ardente ricercatore della trasmutazione biologica, ha sempre svolto i suoi rigorosissimi esperimenti all'Università di Parigi, e i suoi lavori nel settore gli sono valsi addirittura una candidatura al Nobel. Ma nonostante ciò, la scienza accademica continua ad ignorare le trasmutazioni.

Kervran mise in luce parecchie reazioni, verificandole. Ecco alcune importanti affermazioni, tratte dai suoi lavori:
"Il fenomeno vitale non è di ordine chimico. Il nucleo degli atomi degli elementi leggeri è abbastanza diverso da quello che i fisici nucleari considerano come modello medio, valendo questo solo per gli elementi pesanti. La Natura muove particelle da un nucleo all'altro - particelle come nuclei di Idrogeno e Ossigeno e, in qualche caso, nuclei di Carbonio e Litio. C'è così una trasmutazione. La trasmutazione biologica è un fenomeno completamente diverso dalla fissioni o fusioni atomiche della Fisica. Esso svela una proprietà della materia mai vista prima di questo lavoro."

E per chi conosce la chimica, ecco un elenco delle reazioni (scritte in forma semplificata) che, ad oggi, sono state osservate:
Na23 + H1 > Mg24
Na23 + O16 > K39
Na23 - O16 > Li7
Na23 > Li7 + O16
K39 + H1 > Ca40
Mg24 + Li7 > P31
Mg24 + O16 > Ca40
F19 + O16 > Cl35
C12 + Li7 > F19
Cl35 > C12 + Na23
Fe56 - H1 > Mn55
2 O16 - H1 > P31
O16 + O16 > S32
2 N14 > C12 + O16
N14 + Mg12 > K19
Si28 + C12 > Ca40
P31 + H1 S32

(tratto da Robert A. Nelson, Biological Trasmutations, con modifiche)

In questa successiva tabella vediamo a colpo d'occhio le più frequenti trasmutazioni biologiche:

img

Ricordiamo questo utile schema di trasformazioni, perchè costituisce una guida generale. Vedremo infatti qualche altra evidenza della trasmutazione biologica in organismi diversi dalle galline.

Il Calcio è un componente fondamentale dell'esoscheletro (comunemente detto guscio) di molti crostacei, e delle conchiglie dei molluschi. Nella loro muta periodica, granchi e gamberi abbandonano la loro vecchia corazza, per formarsene una nuova più comoda. Durante la muta i granchi sono molli e "nudi", del tutto vulnerabili, e perciò impossibilitati a procurarsi il Calcio necessario predando altri esseri. Per questo motivo il granchio si nasconde, e nel brevissimo periodo di un paio di giorni riforma un nuovo guscio. Ma l'acqua marina contiene troppo poco Calcio (circa lo 0.042%) per giustificare una produzione così rapida della corazza.

L'analisi chimica dell'intero corpo di un granchio rivela che esso contiene Calcio sufficiente a produrre solo il 3% del guscio, anche considerando il carbonato di Calcio immagazzinato prima della muta nel suo sistema epatico.

Il problema è che, anche nell'acqua completamente priva di Calcio, granchi e affini possono ancora riformare il loro guscio. Kervran riporta che in un esperimento un gambero fu messo in un contenitore con acqua marina dalla quale il carbonato di Calcio era stato rimosso mediante precipitazione, e che nonostante tutto il gambero produsse il suo bravo guscio.

Sempre secondo Kervran, l'analisi chimica fatta su animali che secernono i loro gusci - come i molluschi - ha rivelato che il carbonato di Calcio si forma sul lato esterno di una membrana, sebbene la misteriosa formazione di Calcio nelle membrane sul lato opposto della membrana, dove le sostanze nutritive entrano, non ci sia Calcio.

img

Kervran sostiene che normalmente i granchi trasformano il Magnesio in Calcio, secondo la trasmutazione
Mg + O > Ca
e in effetti l'acqua marina contiene un ammontare sufficiente di Magnesio per formare un guscio. Ci si può chiedere cosa accadrebbe se mettessimo un gambero nell'acqua priva sia di Calcio che di Magnesio, ma non ho informazioni al riguardo.

Nel 1975 i chimici Heroux e Pietro (Divisione di Scienze Biologiche del CNR Canadese) condussero un meticoloso esperimento con i topi. Misurarono l'ammontare di Magnesio introdotto con cibo, acqua e perfino aria, confrontandolo poi col Magnesio espulso in urina e feci, in tre periodi di 69, 240 e 517 giorni.
Nel caso nel quale gli animaletti furono alimentati con una dieta nella quale l'ammontare di Magnesio ingerito era meno di quello espulso, ci si aspettava che il Magnesio subisse un grave deficit molto prima del 517° giorno. Dopo i 517 giorni i topini furono (purtroppo) uccisi ed analizzati, aspettandosi di non trovare praticamente più Magnesio nel corpo. Il metodo era rigoroso e la strumentazione precisa (spettrometro di massa), ma ogni topino conteneva mediamente 82 mg di Magnesio... il conto non tornava, il Magnesio sarebbe dovuto essere assai inferiore.
I due ricercatori verificarono allora l'accuratezza delle loro determinazioni inviando i loro cadaverini a due altri laboratori (alla Divisione di Chimica al CNR del Canada e al Reparto di Chimica dell'Università di McMaster), ma entrambi i laboratori ottennero essenzialmente gli stessi risultati della prima misurazione. Infine, furono usati altri metodi ancora più raffinati, ma anche questi diedero risultati simili, sconcertanti tanto per i ricercatori quanto per gli analisti.
[Heroux, O. and Peter, D. "Failure of balance measurements to predict actual retention of magnesium and calcium by rats as determined by direct carcass analysis." Journal of Nutrition, 1975, volume 105, pages 1157-1167]

Per quanto riguarda i batteri, c'è una sufficiente evidenza di molte anomalie sperimentali: come fa un batterio a sintetizzare una proteina contenente un certo elemento, se il terreno di coltura ne è privo? Il biochimico Komaki dell'Università di Mukogawa in Giappone trovò che un gran varietà di microrganismi (per esempio l'Aspergillus niger, usato nella produzione di acido gallico e acido citrico, e il Saccharomyces cerevisiae, il comune lievito del pane e della birra) «creano» Potassio durante la loro crescita. Aggiungo che c'è chi avanza l'ipotesi secondo la quale molti depositi minerali sarebbero dovuti non ai consueti meccanismi geologici, bensì alla produzione metabolica di masse batteriche sotterranee.
[Komaki, H.: "Sur la formation de sels de potassium par differentes familles de microorganismes dans un milieu sans potassium." Revue de Pathologie Comparee, Paris, September 1965
Komaki, H.: "Production de proteines par 29 souches de microorganismes et augmentation du potassium en milieu de culture sodique, sans potassium." Revue de Pathologie Comparee, Paris, 1967]


Ma solo granchi, gamberi, galline, topi e microrganismi avrebbero questa possibilità? La risposta è senz'altro no: probabilmente tutti gli esseri viventi, all'occorrenza, sono capaci di attivare le reazioni a debole energia che portano alla trasmutazione di alcuni elementi disponibili in altri non disponibili ma indispensabili, e l'Uomo non fa eccezione. Vediamo perchè.
Kervran descrive esperimenti fatti dai francesi nel 1959 in due località torride del deserto del Sahara, volendo determinare il fabbisogno nutrizionale umano nelle condizioni di estremo calore.
Nel primo esperimento si comparò la quantità di Magnesio ingerito con quello espulso: ogni soggetto espulse quotidianamente con feci, urina e sudore, in media 117.2 milligrammi in più rispetto a quello ingerito. Considerando che il corpo umano ha una riserva di 5000 milligrammi di Magnesio, si può facilmente calcolare che in circa 43 giorni le riserve si sarebbero dovute esaurire:
5000/117.2 = 42.6
Eppure, l'esperimento fu protratto per 180 giorni, ed ogni giorno ogni soggetto continuò ad espellere i suoi bravi 117.2 mg di Magnesio!
Nel secondo esperimento, condotto in una località ancora più arida, fu rilevato che ogni uomo espelleva mediamente ogni giorno 256 mg di Magnesio in più rispetto a quello ingerito: in tali condizioni il Magnesio si sarebbe dovuto esaurire dopo soli 20 giorni, ed invece l'esperimento durò ben 220 giorni. Sembrerebbe inevitabile concludere che il corpo umano è in grado in qualche modo di sintetizzare Magnesio. E pare che proprio questo processo ancora ignoto gli conferisca una maggiore resistenza al clima torrido, a patto che vi sia un maggiore apporto di Sodio, forse secondo la reazione
Na23 + H1 > Mg24
[Kervran, C. Louis. Biological Transmutation. New York: Swan House Publishing Company, 1972]

Ma l'Uomo sintetizza solo Magnesio? A questo punto, una volta ammessa la possibilità delle trasmutazioni, sembrerebbe logico di no, ed infatti ci sarebbero altri indizi provenienti da direzioni diverse. Kervran ha verificato la generazione di Calcio da Magnesio e da Silicio, e la cosa potrebbe avere grande rilevanza, se fosse universalmente riconosciuta. Per esempio, i medici sanno che nelle fratture ossee e/o osteoporosi in genere si somministra del Calcio, che è però di difficile assorbimento, e spesso la decalcificazione continua nonostante massicce somministrazioni di Calcio. Ebbene, da sempre la fitoterapia insegna che nei casi di fratture ossee e/o osteoporosi si deve somministrare per via orale polvere di Equiseto (Equisetum arvense), meglio se coadiuvato da Potassio e Magnesio, e la decalcificazione cesserà. Detto fra noi, l'Equiseto è ricco di Silicio ed è probabile che la reazione sia:
Si28 + C12 > Ca40
(Silicio + Carbonio = Calcio)

Ed anche questo è un bel mistero che è lì in tutta evidenza e tuttora inspiegato: il Calcio delle ossa è secreto da una membrana detta periostio; però, se c'è Calcio dal lato verso l'osso, sull'altro lato non se ne trova. Dunque il periostio secerne Calcio, ma da dove lo prende? Se il lettore ricorda quanto già detto per la membrana di crostacei e molluschi, noterà forse una similitudine col periostio.

I più attenti avranno notato che non ho ancora parlato delle trasmutazioni negli organismi vegetali superiori. Forse nelle piante non è stato osservato il fenomeno? Tutt'altro! Tanto è vero che su di esse si è concentrata l'attenzione di diversi ricercatori, per verificare le osservazioni di Kervran e altri.
Nel 1971, al Laboratorio della "Societe de Agriculteurs" in Francia, Kervran condusse una serie molto accurata di esperimenti, che dimostrarono senza ombra di dubbio che durante la germinazione dei semi di avena si crea una notevole quantità di elementi prima non presenti nei semi o nel terreno di coltura. La descrizione degli esperimenti e dei metodi adottati è complessa e molto lunga, pertanto qui lasciamola agli addetti ai lavori, che troveranno tutto in "Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia". Dalle sue numerosissime esperienze coi vegetali in genere, Kervran si convinse che ciascun genere di pianta può tramutare solamente determinati elementi, ma non altri, con specifiche reazioni enzimatiche. Qui diremo solo che, dopo germinazione di semi di avena in ambiente controllato, analisi spettroscopica delle ceneri, confronto col gruppo di controllo, ecc., fu alfine evidenziata una notevolissima creazione di Calcio.

L'estrema sofisticazione del metodo utilizzato e delle misurazioni, assieme alle molteplici repliche di altri autorevoli sperimentatori indipendenti, fanno assolutamente escludere ipotesi di errori sperimentali o inaccuratezza delle analisi. Per convincerserne si leggano le opere di Kervran, ora disponibili in italiano (vedi bibliografia alla fine).
Vi sono state naturalmente moltissime repliche positive di questi esperimenti, ma alcune con una creazione di Calcio inferiore alle attese, anche se comunque inspiegabili. Perchè? Attenti, qui, è un punto importante: Kervran nota che, usando negli esperimenti acqua distillata al fine di semplificare le analisi, si ha solo un piccolissimo incremento del Calcio, attorno a solo qualche punto percentuale. Invece, usando acqua oligominerale (lui usò la famosa acqua francese Volvic), l'incremento è quello atteso, variabile fra il 50 e il 200 per cento o anche più, a seconda delle condizioni sperimentali e del tempo di coltura. La grande differenza è spiegabile col fatto che, usando un'acqua mineralizzata, la germinazione avviene in condizioni più vicine a quelle naturali, mentre l'acqua bi- o tridistillata conduce logicamente ad una grave sofferenza del seme e del germoglio, con una conseguente attività enzimatica assente o alterata (vedasi opera citata, ed. italiana, pag 163).
Da quanto segue, viene il sospetto che anche i ricercatori italiani non siano immuni dal pregiudizio scientifico, il quale porta persino a distorcere le sperimentazioni stesse, magari ispirate inizialmente da sincero interesse.

Uno "strano" esperimento in Italia
Ho notizia che qui in Italia, presso l'Istituto Tecnico Agrario "G. Cantoni" di Treviglio (BG), si è tentato di replicare una delle esperienze di Kervran, quella sui semi di avena, per verificare l'aumento del Calcio dopo la germinazione. L'esperimento è stato effettuato dal Prof. Enrico Di Vito in collaborazione con la Prof.ssa Carla Candian, su proposta del Dr. Antonio Triassi, dal 13 giugno al 5 luglio 1996. Il Prof. Luigi Garlaschelli dell'Università di Pavia ha svolto le funzioni di supervisore. I risultati sembrano essere stati negativi, secondo quanto riportato dal Prof. Garlaschelli (che è anche membro del CICAP) nella sua relazione (in inglese) alla pagina Failed Replication of the "Kervran Effect" , da cui si evince però che, nonostante le raccomandazioni di Kervran, più volte ripetute nelle sue opere, si è voluto usare acqua deionizzata e bidistillata. Ma anche altre cose non sono andate come dovevano. Ed ecco quanto mi ha cortesemente scritto in due successive email proprio il Prof. Di Vito, in data 3/7/2001, informandomi di quanto segue:

"[...] Nel corso della prova si sono verificati alcuni inconvenienti che, a mio avviso, possono aver vanificato la prova stessa. Avevo già suggerito, a suo tempo, di ripetere l'esperienza eliminando gli inconvenienti sopravvenuti, ma non è stato ritenuto necessario. [...]
* Per un difetto all'impianto di distribuzione automatica dell'acqua, alcune piastre rimasero completamente secche e altre, invase dall'acqua, si ricoprirono di muffe con il risultato che circa il 50 % dei semi non germinò (900 semi marciti o secchi su 1800);
* I semi messi a germinare ed i semi utilizzati per le analisi iniziali, pur appartenendo alla stessa varietà e alla medesima annata di produzione, non provenivano dalla medesima partita;
* La temperatura all'interno della camera di germinazione, a causa di un'eccessiva vicinanza della lampada di illuminazione alla porta del germinatoio, superò per alcuni giorni i 41 °C;
* L'interruzione dell'energia elettrica, per due notti di seguito e per diverse ore, impedì il regolare funzionamento della ventilazione e della lampada UV.

Sia io che la Prof.ssa Candian ritenemmo gravi tali inconvenienti e proponemmo la ripetizione della prova, ma il Prof. Garlaschelli e il Dr Triassi li considerarono ininfluenti."


Questo è quanto mi ha scritto il Prof. Di Vito, al quale - assieme alla Prof.ssa Candian - bisogna riconoscere onestà e rigore, oltre che cortesia. Ma qual è la posizione del Prof. Garlaschelli e del Dr. Triassi? Questi - a detta del Prof. Di Vito - avrebbero dichiarato ininfluenti la marcescenza di ben il 50% dei semi! Una percentuale così alta (una accettabile sarebbe stata al massimo il 5%) già la dice lunga sulle condizioni altamente sfavorevoli nelle quali è stato condotto l'esperimento... ma questa "rivelazione" diviene illuminante quando si apprende che - da quanto riportato nella citata relazione on-line di Garlaschelli - nella analisi si sono usati tutti i semi, compresi quelli morti e ammuffiti! Egregi Garlaschelli e Triassi, ma come si fa a negare che questo possa aver gravemente falsato i risultati? E perchè si è usata acqua deionizzata e bidistillata, cioè quanto di peggio per uno sviluppo normale dei semi? Così il lettore non tecnico legge il titolo della relazione Fallita replica dell'"Effetto Kervran", e magari sapendo che il Dr. Garlaschelli fa parte del CICAP (il discusso comitato per la verifica degli ...imbrogli!) può farsi una idea errata del fenomeno. Altri, malignamente, potrebbero pensare che forse un membro del CICAP abbia pregiudizialmente rovinato l'esperimento. L'impressione personale è che si sia voluto liquidare un argomento molto scomodo.

Ecco dunque un occasione mancata per un esperimento "serio", e chissà quando se ne farà un altro.
Non si creda che le trasmutazioni in biologia siano in fondo solo una questione teorica o marginale, senza risvolti pratici. Le ricerche di Kervran portano, per esempio, ad un'importantissima conclusione per l'agricoltura: poichè le piante hanno la capacità di prodursi in proprio alcuni degli elementi che gli necessitano, ne deriva che le nostre attuali conoscenze applicate alla agricoltura sono errate e dannose. Infatti, la concimazione non deve affatto ripristinare gli elementi che i raccolti asportano, ma solo quelli che saranno trasmutati dalle piante! È ciò che Kervran chiama sostituzione, mentre l'agronomia classica ha provocato lo squilibrio dei suoli con la tecnica erronea della restituzione.
Le piante cosiddette calcifughe (o silicicole) come l'avena creano Calcio (le calciofile fanno altre trasmutazioni), e questo è un fatto confermato indirettamente dal grave problema biochimico, mai risolto, dei bilanci non nulli degli elementi nei suoli in agricoltura: ma evidentemente ammettere le trasmutazioni è un trauma insostenibile per la chimica e la fisica classica.
Eppure le tabelle sulle analisi dei suoli prima e dopo le colture sono in ogni università, e la "orrenda realtà" può esser vista da chiunque voglia vederla, anche dai semplici studenti di agraria. Verrebbe quasi il sospetto che l'industria dei fertilizzanti sia sempre riuscita, in qualche modo, a scoraggiare e/o screditare le ricerche sulle trasmutazioni nei suoli.

img

Ma, sempre in funzione del ruolo di "agente provocatore" che mi è congeniale, vorrei proporre un semplice esperimento terra-terra affinchè gli scettici (quelli in buona fede) possano convincersi della realtà delle trasmutazioni ad energia debole. Vorrei dunque "rilanciare" con una prova più semplice dell'infelice esperimento prima citato, ma anche più "spettacolare", che non mi risulta sia stata ancora effettuata in Italia (se mi sbaglio, informatemi!).

Sperimentiamo assieme? Galline!
Propongo di replicare, a costo quasi zero, l'esperimento delle galline ovaiole private del Calcio, descritto a inizio pagina. Questo solo per verificare la ripresa della deposizione di uova complete di guscio dopo la somministrazione di mica muscovite: in caso di successo si ripeterebbe magari il tutto in condizioni di maggiore controllo, con le necessarie analisi chimico-fisiche. Gli studenti di qualche Istituto Agrario o Dipartimento Universitario potrebbero proporlo ai loro Professori! Chi si fa avanti? Il materiale occorrente è pochissimo:
IL NECESSARIO
1. una gabbia metallica (sospesa da terra);
2. una gallina ovaiola (nel periodo produttivo);
3. mica muscovite tritata, circa mezzo chilo (recuperabile dalle lastrine di supporto per le resistenze di stufette elettriche e ferri da stiro);
4. semi di avena, qualche chilo (l'avena è molto povera di Calcio)
5. acqua oligominerale (non gasata).
L'ESPERIENZA
1. Messa la gallina nella gabbia ben pulita, si verifichi che produca regolarmente uova (mediamente uno al giorno) che verranno sempre subito tolte per evitare che le becchi, e si inizi l'alimentazione con sola avena e poca acqua.
2. Dopo circa 4 o 5 giorni la gallina ha esaurito il Calcio mobilizzabile: le uova sono o no molle, senza guscio?
3. Si attenda ancora un giorno, poi si dia la mica ben tritata, e si annoti il comportamento della gallina (la mica non è un nutriente, e non dovrebbe interessarla): la mangia o no con entusiasmo?
4. Dopo 18-24 ore si controllino le uova: tornano o no ad avere il guscio?
5. Dopo qualche giorno di dieta a base di avena, acqua e mica, interrompere quest'ultima: dopo 18-24 ore le uova tornano o no ad essere senza guscio?
IL SIGNIFICATO
Questo non è certo un esperimento rigoroso, ma almeno è alla portata di chiunque, e nella sua semplicità potrebbe mettere più di una pulce nell'orecchio. Se le risposte alle domande poste fossero solo sì, allora si potrebbe sospettare che qualcuno non ci ha detto tutto, o non ha capito molto sinora: e vale la pena indagare! Immaginatevi l'impatto sulla Biologia.

Bene. Cioè, male. Ho proposto questo esperimento due anni fa. Da allora mi hanno scritto a tutt'oggi una decina di persone, anche titolate, per assicurarmi di avere la possibilità e l'intenzione di fare l'esperimento su riportato, ma poi o non ne hanno fatto più nulla o non me l'hanno voluto dire.
Troppo semplice? Poco serio? È lo stesso meccanismo che porta chi vuol verificare le scoperte di Kervran a scegliere le esperienze più critiche e complesse, anziché cominciare con le uova delle umili galline?
Non lo so, forse semplicemente i tempi non sono ancora maturi per uno stravolgimento simile dei canoni consolidati.

Ma Kervran non vuol proprio farci dormire tranquilli, e ci informa di un altro fenomeno interessantissimo: in un capitolo di "Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia" ci parla del fatto - colossale se confermato - che nessuno si sia mai accorto che nella frutta secca il rapporto tra gli elementi cambia rispetto a quella fresca, e di molto, perché nella essiccazione (ma solo in quella naturale, che avviene lentamente!) si produrrebbero reazioni enzimatiche che trasmuterebbero gli elementi di partenza. Kervran sostiene che questo è già sotto gli occhi di tutti, in quanto le più note tabelle nutrizionali (ne cita di francesi) presenterebbero già dei bilanci errati senza che nessuno se ne sia mai accorto, e di fatto conformi alle sue scoperte e analisi.
Osserviamo i valori degli elementi in questa tabella: si riferiscono ai fichi, freschi e secchi, per 100 grammi. Non conosciamo la diminuzione in peso dovuta alla essiccazione, ma non ci interessa. È importante la variazione dei rapporti fra i vari elementi, che infatti dopo l'essiccazione sono mutati:
Fichi (analisi per 100 g)
elemento naturale essiccato variazione
Ca(Calcio) 35 mg 70 mg x 2
Fe(Ferro) 0.37 mg 0.88 mg x 2.38
Mg(Magnesio) 17 mg 29 mg x 1.7
P(Fosforo) 14 mg 29 mg x 2.1
K(Potassio) 232 mg 294 mg x 1.27
Na(Sodio) 1 mg 4 mg x 4
Zn(Zinco) 0.15 mg 0.24 mg x 1.6
Cu(Rame) 0.070 mg 0.124 mg x 1.77
Mn(Manganese) 0.128 mg 0.220 mg x 1.7
Se(Selenio) 0.2 mcg 0.2 mcg x 1

I valori della tabella per la frutta fresca e secca sono tratti dal sito governativo http://www.nal.usda.gov/fnic/foodcomp/search/ e sono disponibili per ogni alimento.

Quanto al relativo esperimento, beh, se sinora non sono riuscito a convincere qualcuno a fare il pur semplicissimo esperimento delle galline, figuriamoci se è il caso di proporre le complesse procedure e analisi per verificare questa cosa della frutta. Ad ogni modo voglio ancora essere fiducioso, perciò ecco cosa si potrebbe fare, a mio modesto avviso:
Sperimentiamo assieme? Frutta secca!
Stavolta propongo di verificare se, come sostiene Kervran, la percentuale relativa degli elementi cambia davvero nella frutta essiccata naturalmente. E anche questo potrebbe essere un esperimento accessibile agli studenti degli Istituti Agrari o dei Dipartimenti Universitari, se vi è l'attrezzatura necessaria. Il materiale occorrente è:
IL NECESSARIO
1. attrezzatura per analisi quantitativa di precisione (dell'ordine del decimo di milligrammo per chilo, o 0.1 ppm);
2. una decina di Kg di frutta a coltivazione biologica non trattata chimicamente in alcun modo, maturata al punto giusto sulla pianta, senza marcescenze, e di più tipi (particolarmente adatti fichi, uva, mele, albicocche);
3. essiccatoio naturale (all'ombra, senza ventilazione forzata, ne' riscaldamento, e senza parti metalliche a contatto con la frutta).
L'ESPERIENZA
1. Si divida la frutta secondo la specie, poi ogni tipo in due lotti eguali, scartando ogni frutto con marcescenze o attacchi di insetti.
2. Si disponga un lotto per tipo sull'essiccatore, evitando il contatto fra tipi diversi, e si attenda il tempo necessario ad una lenta essiccazione in ambiente con percentuale di umidità non troppo inferiore al normale (non meno del 45% circa) affinché vi sia tempo per le eventuali reazioni enzimatiche.
3. Nel frattempo si effettuerà l'analisi quantitativa sui lotti freschi.
4. Dopo un periodo di tempo sufficiente si toglierà la frutta nell'essiccatore, riponendola in ambiente normale per qualche tempo (un paio di settimane dorebbero bastare) in modo da far eventualmente proseguire le reazioni enzimatiche, come nella normale conservazione domestica.
5. Si eseguano le analisi per la frutta essiccata, e si confrontino i risultati: fra i campioni freschi e quelli secchi, si evidenziano differenze significative nelle percentuali relative di uno o più elementi?
IL SIGNIFICATO
Avendo disponibilità della strumentazione, le uniche difficoltà sarebbero quelle di trovare frutta davvero biologica correttamente maturata sulla pianta, e poi di non perdere credibilità professionale nel caso si intendesse rendere pubblici i risultati (se positivi) in ambito accademico! Inutile dire che un eventuale successo potrebbe fare un bel rumore nel settore della ricerca agro-alimentare, quantomeno invalidando le attuali tabelle nutrizionali.

È tutto, o quasi. Mi piace concludere con qualche spigolatura:
nel 1946 Henri Spindler, Direttore del Laboratoire Maritime de Dinard, in Francia, indagando sull'origine dello Iodio nelle alghe marine, scoprì che la comune alga Laminaria (quella che sembra lattuga) si «fabbrica» tutto lo Iodio che le occorre, anche se viene posta a crescere in un'acqua che non ne contiene.
[Spindler, Henri: Bull. Lab. Maritime Dinard (15 Giugno 1948 e Dicembre 1946)]

Il Prof. Perrault, dell'Università di Parigi, ha scoperto che l'ormone aldosterone (secreto dalle ghiandole surrenali e noto per la sua azione favorente la ritenzione di acqua e di Sodio, ed escrezione del Potassio), provoca una trasmutazione di Sodio in Potassio, la qual cosa potrebbe in certi casi essere fatale ad un paziente: incidenti cardiaci avvengono quando il livello di Potassio nel sangue raggiunge circa i 350 mg per litro.

Nel 1959 il Dr. Julien, dell'Università di Besancon, ha provato che se le tinche (pesci d'acqua dolce) sono messe in acqua contenente il 14% di NaCl (cloruro di Sodio), la loro produzione di KCl (cloruro di Potassio) aumenta del 36% entro 4 ore.
[Julien: Annales Scientifiques de l'Universite de Besancon, Series 2 (1959)]

Infine, il Prof. Barranger:
negli anni '50 Pierre Baranger, professore e il direttore del Laboratorio di Chimica Organica all'Ecole Polytechnique a Parigi, fece un gran numero di accurati esperimenti di germinazione, indipendentemente da Kervran, e concluse che le piante normalmente trasmutano elementi.
Baranger disse:
"I miei risultati sembrano impossibili, ma sono qui. Ho preso ogni precauzione. Ho ripetuto gli esperimenti molte volte. Ho fatto migliaia di analisi per anni. Ho fatto verificare i miei risultati da terze parti che non sapevano su cosa stessi investigando. Ho usato diversi metodi. Ho cambiato i miei esperimenti. Ma non c'è via d'uscita. Dobbiamo rassegnarci all'evidenza: le piante trasmutano gli elementi".
[Michel, A. "Un savant francais bouleverse la scienza atomique". Scienza Gareggiano, Parigi, 1959, pag. 82]

di XmX
xmx.it/trasmutazioni

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Per saperne di più
Siti in italiano
AQUARIUS - C. Lous Kervran: breve descrizione delle opere
Siti in inglese
Biological Transmutations
Evidence that atoms behave differently in biological systems than outside of them
Libri in italiano
* Roberto Germano - Fusione fredda: moderna storia d'inquisizione e d'alchimia - Collana Saggi Bibliopolis, 2000
* Kervran L. - Prove in biologia delle trasmutazioni a debole energia - Associazione Culturale Aquarius
* Kervran L. - Prove in geologia e fisica delle trasmutazioni a debole energia - Giannone
* Kervran L. - Trasmutazioni biologiche e fisica moderna - coedizione fra Antonio Giannone Editore e Andromeda
* Kervran L. - Alla Scoperta delle trasmutazioni biologiche - Edizioni Edagricole, Bologna, 1969
Lavori originali di Kervran
* Kervran, C. Louis: Natural Non-Radioactive Transmutations: A New Property of Matter; 1963, Librairie Maloine, Paris Kervran, C. L.: Preuves Relatives a l'Existence de Transmutations Biologiques; 1968, Libraire Maloine
* Kervran, C. Louis: Natural Non-Radioactive Transmutations: A New Property of Matter; 1963, Librairie Maloine, Paris
* Kervran, C. L.: Preuves Relatives a l'Existence de Transmutations Biologiques; 1968, Libraire Maloine
* Kervran, C. L.: Transmutations Biologiques: Metabolismes Aberrants de l'Azote, le Potassium et le Magnesium; 1963, Libraire Maloine
* Kervran. C. L.: Transmutations a Faible Energie; 1964, Libraire Maloine
* Kervran, C. L.: Transmutations Naturelles, Non-Radioctives; 1963, Libraire Maloine
* Kervran, C. L.: Biological Transmutations; 1972, Swan Publ. Co., NY; Michel Abehsera, translator
* Kervran, C. L.: La Revue Generale des Sciences, Paris (July 1960)

________________________________________________

Louis Kervran: storie di ordinaria...rimozione
di Paolo Brunetti e Antonio Papa - 02/03/2009

Corentin Louis Kervran è nato a Quimper, in Bretagna, nel 1901. Chimico di valore ed esperto di Medicina del Lavoro, in Igiene, Agricoltura, docente universitario è vissuto a Parigi dove ha svolto la sua attività di ricercatore ed estensore di numerosi testi scientifici.
Per vent'anni è stato direttore dei servizio nazionali francesi per lo studio delle nuove questioni scientifiche e in particolare delle misure di prevenzione degli effetti dannosi prodotti dalle radiazioni atomiche sull'organismo umano.
Il suo nome è comparso, più volte, a partire dal 1975, fra i candidati dal Premio Nobel di fisiologia e medicina

Dobbiamo ringraziare la lungimirante intelligenza e la caparbietà dell'editore Giannone, perché diversamente oggi, in Italia, non si conoscerebbe l'opera di Kervran, la cui enorme importanza, così come ha dimostrato il dibattito aperto in seguito all'affaire fusione nucleare "fredda", è ancora ben lontano dall'essere "compresa", perlomeno negli ambienti cosiddetti "scientifìci".
Diciamo "compresa", ma, in realtà, la "comprensione" ci fu, eccome! Ovviamente, dapprincipio, le conclusioni raggiunte da Kervran (già negli anni sessanta!) affrontarono il vaglio della "Comunità scientifica" che pose immediatamente il "veto" a quella che sarebbe equivalsa ad una "dichiarazione di invalidità totale" del principio di Einstein e Langevin dell'equivalenza tra energia e massa nel rapporto c2.

Ma nel corso degli anni, proprio di fronte alla impressionante mole di dati e "conferme" sperimentali, l'aut-aut posto dai fisici "ufficiali" dovette "ammorbidirsi" ed ammettere una "terza via": nacque così l'ipotesi dei neutrini, che troverà conferma proprio da parte della comunità scientifica.

Insomma, Kervran, le sue teorie, le sue osservazioni, il suo "effetto Kervran", furono prima rifiutati, poi riconosciuti - perché sperimentati dalla Scienza ufficiale - ed infine semplicemente RIMOSSI dalla stessa Scienza Ufficiale che li aveva sperimentati"

Vediamo a questo proposito alcuni dichiarazioni rilasciate dallo stesse Kervran alla rivista scientifica "Scienza vita" nel gennaio 1980.

"Devo dire che le mie scoperte sulla trasmutazione del potassio in calcio come avviene nello stomaco delle galline non sono né una novità né un fatto incredibile. Studi in tal senso furono fatti addirittura dal francese Vauquelin nel 1799 e sono ampiamente illustrati nei suoi testi. A quel tempo Vauquelin constatò come le galline producessero - tra feci e guscio d'uovo - al meno quattro volte la quantità di calcio che esse ingurgitavano nel corso della loro alimentazione. Per portare avanti la sua esperienza scientifica egli prese varie galline, le pose in un ambiente privo di calcio e le nutrì di sola avena che, com'è noto, è un 'calcifugo' cioè un cereale praticamente privo di calcio tra i suoi componenti.


Ebbene, il buon Vauquelin si accorse con grande sorpresa che le sue galline pur mangiando solo avena producevano calcio in quantità enorme, sia nei gusci delle loro uova, sia nelle feci espulse.


In quel momento - cioè con la Rivoluzione Francese imperante - per Vauquelin non era di buon tono parlare di 'trasmutazione degli elementi' mettendo cioè in dubbio le teorie elementari dell'iperpositivista Lavoisier. L'errore basilare di Lavoisier, portato avanti per anni, diciamo fino ad Einstein, col suo 'nulla si crea e nulla si distrugge' era stato quello di lavorare, per le sue esperienze, soltanto su materiale morto. Vauquelin invece lavorava sul materiale vivo e constatando che dal silicio e dal potassio dell'avena mangiata dalle galline veniva fuori il calcio, adombrò per primo il sospetto di una trasmutazione dell'elemento. Ma con una prudenza tale, diciamo così per ragioni politiche, da passare praticamente inosservato.


Personalmente ho iniziato e iniziato e portato a termine le mie ricerche tra il 1959 e il 1961, vale a dire vent'anní or sono e con, bisogna sottolinearlo, grande scetticismo da parte dei fisici, i quali hanno avuto bisogno di altri quindici anni per giungere alle stesse constatazioni oggi ormai assorbite e incontestate."


"Questa prima constatazione (la ripetizione dell'esperimento di Vauquelin n.d.r.) mi impose ricerche più approfondite che furono effettuate al Centro Nazionale delle Ricerche Scientifiche di Parigi e all'Istituto Nazionale di Ricerche Agronomiche sempre in Francia, ampliate alle piante e su vari tipi di animali come i topi.


Ciò ci permise di constatare che effettivamente sia gli organismi animali sia quelli vegetali, pur nutriti senza calcio, producono calcio. Il fatto non è valido solo per il calcio ma anche per molti altri minerali tra cui citerò il magnesio.


Detto ciò non c'era ormai nulla da dimostrare.


Il fatto esisteva ed io nel 1961 ne avevo, ormai tutte le prove scientifiche. Quel che mi interessava capire e che rimaneva un mistero era il 'perché' e il 'come' tale trasmutazione degli elementi potesse avvenire.


Oggi ormai, raccontare queste cose è quasi come parlare dei principi di Archimede, di Copernico, di Galilei."...


"Eppure i fisici - continua più avanti Kervran - ad una ipotesi del genere, (e cioè al pensare che lo stomaco di una gallina è capace di provocare una reazione atomica n.d.r.) sussultavano. Dicevano che la cosa era impossibile perché, affermavano, 'se tale reazione avvenisse nello stomaco di una gallina tale gallina scoppierebbe trasformandosi in calore e lucé. Badi bene che eravamo già negli anni Sessanta e che Enrico Fermi, in tal senso, aveva aperto molte porte della scienza. Ciò nonostante i buoni fisici - che chiamerei fisici positivisti per non definirli miopi - mi deridevano di buon cuore."



E fin qui sembra di assistere alle dichiarazioni dei miopi nostrani del 1989 di fronte agli esperimenti di fusione nucleare fredda, ma c'è qualcosa di più che ci dice Kervran e che è stato 'completamente' rimosso:

Gli esperimenti furono fatti nel 1973/74 nei laboratori ufficiali!


"...soltanto a partire dal 1973 al CERN di Ginevra fu confermato che le trasmutazioni di elementi potevano aver luogo anche con reazioni a 'debole energia' grazie all'intervento dei neutrini. Il grave errore dei fisici era stato fino ad allora quello di credere che le trasmutazioni di elementi potessero aver luogo soltanto con 'reazioni a forte energia' cioè con un'esplosione atomica.


Perciò di ostinavano a pensare che le mie galline con la 'bomba atomica nella pancia' avrebbero dovuto scoppiare e trasformarsi in calore e luce.


Il fatto è che, negli anni Sessanta, la fisica era in enorme ritardo sulla biologia. Con le comunicazioni scientifiche al CERN di Ginevra del 1973 e le conferme venute l'anno seguente dalle prove di laboratorio effettuate a Batavia è ad Argonnes negli Stati Uniti fu anche data la spiegazione del fenomeno. Esso era dovuto alla esistenza di 'correnti neutre' dovute appunto ai neutriní. Insomma nonostante quelli che oggi sono considerati i progressi favolosi della scienza ci vollero quindici anni per confermare e capire, da parte dei fisici, che, come io andavo dicendo da altrettanto tempo, le mie galline avevano la bomba atomica nella pancia. E badi bene che se mi diverto a parlare in questo senso è perché sono stato per venti anni addetto alla protezione dagli effetti atomici per la Francia ".


Ebbene il potere costituito ("scientifico", politico ed economico) ha seppellito con una tombale coltre di silenzio non solo ogni idea ed ogni pensiero partoriti dalla ricerca "secondo natura" ma anche la stessa storia degli esperimenti ormai assodati e certificati da parte della comunità scientifica stessa.

Ed è divertente notare che l'ufficialità delle scoperte di Kervran viene da quello stesso CERN di Ginevra che oggi, con la direzione Rubbia, si adopera per negare ogni validità di esperimenti in tal senso (vedi Fleishmann-Pons il cui esperimento può benissimo essere valutato come un effetto Kervran).

Ma vediamo ora come lo stesso Kervran spiega nella sua intervista del 1980 la reazione a debole energia:

"Praticamente allo stesso modo che,in una 'reazione a forte energia", cioè in una esplosione atomica. Nella reazione a debole energia la trasmutazione si fa nel nucleo dell'atomo grazie agli enzimi. Essa avviene in due fasi: nella prima è l'enzima che modifica la struttura molecolare della cellula rendendola più sensibile all'azione dei neutrini: nella seconda è il neutrino che entra nel nucleo dell'atomo e modifica la sua struttura aggiungendo un protone che viene da un altro elemento, ossigeno in generale o idrogeno. Nel caso specifico, diciamo così delle 'mie galline', l'enzima fa penetrare nel nucleo del potassio, il quale possiede diciannove protoni un ventesimo protone, trasformandolo così in calcio che, come sappiamo, è un elemento composto da venti protoni".

Semplice, no? Si osserva un fenomeno, lo si studia pazientemente, con la testa libera da ogni pregiudizio, poi si passa alla sperimentazione: si toglie il calcio e si guarda se viene il guscio, si dà il potassio (o magnesio o silicio) e si scopre che il guscio vien fuori anche senza calcio... si ripetono con pazienza gli esperimenti poi se ne cerca il perché ed il come, e a volte, come in questo caso, si trova anche il perché del come oltre al come del perché.

Kervran conclude la sua intervista auspicando che ì suoi studi entrino nei dibattiti scientifici e nei testi universitari perché, dice: "troppo spesso capita gli atenei formino per domani tecnici scienziati di ieri".


Eppure un tema come questo, affascinante poiché costituisce uno dei meccanismi base della vita stessa su questo pianeta, non è nemmeno accennato nei testi universitari. Anzi, è stato cancellato: necessario completamento dell'opera di rimozione .


"Mendeleiev ha parlato di elementi leggeri, elementi medi ed elementi pesanti. Tutta la fisica atomica attuale è basata sull'uso degli elementi pesanti. Però il fondamento della fisica atomica della natura, il meccanismo base che consente lo scorrere della vita son proprio gli elementi leggeri e la loro suscettibilità di trasmutazioni a bassa energia"


[ Gianfranco Valsé Pantellini, scienziato, biochimico che ha lavorato con Kervran ]

postato da: Ide  


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