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Home » News » Webzine » Politica » Noi facciamo schifo!! Gli Ital...
venerdì 02 luglio 2010
Noi facciamo schifo!! Gli Italiani, fra un bavaglio e un bullone
letture: 1453
Saviano allo specchio
Saviano allo specchio
Politica: Avviso ai naviganti, ai "ribelli" della contro-informazione in generale, attivisti e fruitori. A quelli che temono la "legge bavaglio", ma pure a chi semplicemente trova liberatorio internet.

A Pomigliano d'Arco sta entrando un Cavallo di Troia contro di voi e io non sono Cassandra.

Il bavaglio ce lo stanno mettendo per davvero lì, in Campania, non in Parlamento con una legge. Lo so che quando si parla di Campania pensate per prima a monnezza e Gomorra, ma c'è di peggio. Una proposta di lavoro che è più che "indecente": o accettare condizioni lavorative più dure e liberticide, stile Paesi dell'Est, o perdere il posto. "Zitti e muti".

Si fa all'operaio indisciplinato napoletano quello che in futuro toccherà in altre forme meno sudaticce pure all'impiegato pavido imbolsito o al giovane laureato deluso. Il nuovo modello di lavoro italiano spacciato per un episodio di "benevolenza" da parte della Grande Impresa:

"come, pezzenti precavi?" - la r moscia è quella tipica che si conviene ad un membro dell'alta società - "con la fame che c'è non accettate? Ma che ingvati che siete"

A Pomigliano d'Arco è in discussione il futuro di tutti noi, ma pare non riguardarvi, "amici miei" del web. La cosa più grave che sta accadendo in questi giorni in Italia sotto i nostri occhi, quasi non esiste per la maggior parte degli "impegnati" di internet.

Vi riporto invece quello che sembra essere il flusso di pensieri politici prevalenti in questo periodo nelle vostre menti, per chi ne ha. Pensieri "politicamente corretti":

"Legalità!!
Giustizia dei Magistrati!!
Sicurezza, ma non quella razzista contro il povero immigrato, no. Siamo Progressisti, ce ne ricordiamo, anche se gli zingari un po' schifo fanno, dai.
Riformista però forse è più bello come definizione per noi.
Comunista è chi va in piazza a marciare, cantare e sta un po' più incazzato.
Piazze sicure, quindi, quando manifestiamo. Non-violenza.
Polizia, non picchiarci quando sfiliamo, per favore. In fondo, tranne qualche "mela marcia", non sei poi tanto cattiva e fai il tuo lavoro. Fai rispettare la Legge e forse non sei più "fascista".

Sicurezza alla fine sì, ma soprattutto sicurezza contro la Camorra, quella gente brutta e arricchita che parla male e in dialetto, anche se pare che qualcuno di loro si è messo il doppiopetto e l'italiano corretto lo conosce e pure l'algebra e la ragioneria.
Contro la camorra forse basterebbe leggere Saviano, far lavorare i Magistrati (i Magistrati portano Giustizia) e gridare tutti assieme che Sandokan è un rozzo. Pentiti Sandokan!! Stai da 10 anni in carcere e i tuoi amici politici ti hanno abbandonato, figurati i pesci ancor più grossi. Ma questa stessa gente pulita e apparentemente più rispettabile non la nominiamo accanto a te, sporco Sandokan.
Qualcuno di loro si può nominare invece quando si parla di Casta. Cattiva la Casta!! Noi non votiamo la Casta, la maggioranza ignorante e idiota vota e sostiene la Casta. Noi paghiamo le tasse e siamo civilissimi. Mai accettato e chiesto raccomandazioni, favori clientelari o nepotistici o familiari. Oddio, forse una volta...

Noi leggiamo i giornali però, guardiamo Ballarò e Annozero e persino Che tempo che fa, leggiamo pure qualche libro, ascoltiamo buona musica e andiamo alle Mostre e al Cinema.
Il Cinema, che passione! Che emozione quando Elio Germano a Cannes ha dedicato il premio "agli italiani, migliori della loro classe dirigente".
La nostra classe dirigente ora vuole mettere il "bavaglio" all'informazione e agli inquirenti con una legge. Su Facebook ce lo diciamo fra di noi continuamente. Lo ha detto pure il programma Report, ma ci censurano quelle immagini che intanto facciamo circolare (anche se forse nessuno ha controllato chi è questo tipo che ha messo il video originario che condividiamo, magari è un mezzo mitomane che si diverte a toglierlo per alimentare il vittimismo fra di noi. Ma in fondo, chi se ne frega).

Berlusconi...Berlusconi..Berlusconi...Berlusconi nano mafioso..Berlusconi fa schifo!!
Travaglio ce lo spiega ogni giorno ripetendo tutti i suoi misfatti giudiziari.
La Casta fa schifo. Fanno Schifo..Fanno Schifo... Fanno Schifo!!"...
.
"...mmm..Bbbuujo de Culo!!"

Si, ci manca solo "bujo de culo", presa pari pari come battuta dalla serie tv del nuovo cult "Boris", e più o meno ho fatto la sintesi di tutti i vostri pensieri politici espressi fra un link condiviso e l'altro. Sto forse esagerando?

Invece no, c'è dell'altro da aggiungere, è vero.

Allora "amici e compagni", io ora voglio dirvelo: checché se ne dica, non siete davvero comunisti, evvabbé (che tra l'altro la parola ai più di voi fa pure schifo perché sa di noioso, desueto e unto), però aggiungo pure che non siete neppure progressisti, e questo forse vi dispiace come affermazione. Con queste vostre idee, come potrebbero progredire le condizioni dei più deboli e sfavoriti? Spiegatelo.

Qualcuno di voi non ci provi a questo punto, vi prego, con la scappatoia di dichiararsi anarchico senza magari neanche sapere cos'è l'anarchismo.

Quando parlate invece di riformismo, quella parola che piace a molti, oramai governi di destra compresi, spesso è di quello che non dispiacerebbe neppure ad un nuovo Licio Gelli aggiornato. Le riforme possono pure avere un carattere reazionario, sapete? A voi che amate citare, non ha insegnato qualcosa "Il Gattopardo"?

Per i vostri pensieri e i vostri costumi forse anche solo 20 anni fa vi avrebbero fatto un "mazzo tanto", dandovi del piccolo-borghesi. Quegli operai che ora ignorate, in manifestazione vi avrebbero preso a bulloni in faccia e sarebbe stato comprensibile. Se ripetete ancora che classe operaia e lotta di classe non esistono più, fanno "bene" ad aggiungere oggi altri corpi contundenti al lancio.
Se non ve ne foste accorti, siete per lo più lavoratori dipendenti, precari e sfruttati anche voi, quando avete la fortuna di avere almeno una occupazione "in regola". Siete classe lavoratrice, per dirla con "vecchi" termini. O credete di essere tutti dei Briatore&consorte? Ce l'avete uno yacht voi? No?
Al massimo lavorate "in nero" sull'imbarcazione di un commendatore.

A Pomigliano d'Arco sta succedendo qualcosa che sembrate non capire: piani futuri per turni più intensi di lavoro, pause diminuite, straordinari obbligatori a discrezione della dirigenza, diritti di sciopero ridotti e consigli di fabbrica aboliti, deroghe alle leggi contrattuali nazionali, ecc..
Ora tocca a quegli operai, domani a voi.
Sta passando l'idea che in Italia per conservare l'occupazione bisogna decisamente peggiorare le condizioni lavorative rendendole più simili a quelle dei Paesi in via di sviluppo o a quelle occidentali dell'anteguerra. Non produzioni e servizi con alto valore aggiunto e ricerca e manodopera avanzate. No, la Panda o la Linea (!?!) sottratte a polacchi e turchi, nella migliore delle ipotesi. E loro la chiamano pure modernità.

"Loro", appunto.
Marchionne, l'amministratore FIAT fautore della "proposta che non si può rifiutare".
Marcegaglia, l'integerrima presidente di Confindustria con azienda&famiglia condannate per corruzione e tanti inceneritori già pronti per i quartieri dei lavoratori. Il figlio di papà (manager) Colannino, esperto economico del PD, per il quale "il futuro è nell'operaio positivo che dice sempre sì". Il Governo, l'Opposizione, il ventaglio di Sindacati che pure "non comprendono" chi rifiuta e dicono paradossalmente che è la FIOM a ricattare loro con il suo no.

Come vedete la magnanimità con il sudore degli altri è trasversale e bipartisan.

"Fanno tutti schifo", diranno ancora i più ben "informati" fra di voi.
Eppure, questa è la nostra classe dirigente e gli italiani non sono "migliori della loro classe dirigente" come vi fa piacere pensare, la differenza fra le parti oramai è solo una questione di quantità di inciviltà e illecito compiute, non di qualità. Oddio, ci sarebbe pure in realtà la differenza fra classi dominanti e classi subalterne, ma a voi non interessa questa distinzione. Avete detto che la lotta di classe non esiste più, vero?
Se per voi il problema è tutta invece una questione di lindore e dignità morale dei singoli, allora vi dico pure che in Italia culturalmente "facciamo schifo" tutti oggi. Siamo "brutti, sporchi e cattivi" oramai dentro. E tutto questo non ci assolve.

Nell'intimo non siamo più tanto differenti dagli arroganti che ci comandano e suggeriscono la convenienza a delinquere. Persino l'accettare passivamente la realtà che ci propinano, seppure fra nostri borbotti e anatemi, è oramai comunque una forma di complicità.
Piramide
Piramide
Marchionne e Marcegaglia sono nostri "nemici" più dello sconfitto Sandokan, uno che, come ogni boss mafioso di rilievo, di fatto è stato più o meno inconsapevolmente un dipendente del Grande Capitale.
Ma in molti in fondo li ammirate pure a quei "valenti" imprenditori lì dell'Alta Finanza "legale", o li invidiate. O li vedete comunque come eterni interlocutori, figure naturali ed irrinunciabili della Storia, magari preferendo i soggetti più presentabili perché apparentemente "più attenti al sociale e all'ecologia" o solo perché semplicemente più simpatici o telegenici.
Magari quelli col golfino di cashmere, piuttosto che giacca cravatta.
Steve Jobs e Al Gore, invece di Bill Gates o i Bush. (Non faccio esempi nostrani perché, per quanto sempre drammatici, li trovo troppo più patetici e ridicoli).

Tutt'al più inveite contro di loro e i rappresentanti politici corrotti a loro servizio: "fanno schifo, fanno schifo!". Ma ragionate in piccolo secondo i loro stessi modelli mentali, che sono poi quelli tipici dell'essere dei normali borghesi contemporanei "in carriera":
ego e immagine;
cultura mediatica;
identità basata sul consumo;
indifferenza per tutte le azioni non riconducibili alla ragione utilitaristica;
conseguente senso di superiorità, o di disprezzo, per le persone, le culture e i fenomeni diversi non riconducibili questa logica.

Competitività e successo.

E' un elenco un po' asettico e noioso, lo so, ma è una buona parte della vostra "anima".
Con poi tutte le aggravanti tipiche della cultura italica, tipo l'accettazione vittimistica o la "furbesca" condivisione anche minima del malcostume, del clientelismo, dell'arroganza fatte Sistema criminale ed istituzionale. Sono proprio questi "ingredienti" ultimi a darci quel tocco in più da borghesucci provinciali italiani.

Voi ,"amici e compagni" di etere, digitale, social networks e similari, in più vi siete lasciati costruire attorno una gabbia fatta di altri mezzi, persone, icone culturali, e tutto per farvi rassicurare di essere migliori e diversi da questa gente che chiamate da un po' di tempo "Casta", come anche da chi in qualche modo reputate che li sostenga.

Adorate comunicatori, artisti e giornalisti "moralizzatori" che vi auto-assolvono rinchiudendovi in piazze virtuali e mercati alternativi o tutt'al più inducendovi a campagne "giustizialiste" estemporanee. "Predicatori" che non vi suggeriscono in realtà come dare un seguito concreto e positivo alle loro parole, contrario agli oggetti delle loro invettive. Il termine stesso "Casta" vi è stato suggerito da questi.

Quando scomparirà dalla scena Berlusconi, molti addirittura non sapranno più neppure con chi prendersela lì per lì. Se fossi nei panni dei vertici della Sinistra, parlamentare o più o meno tale, io addirittura lo clonerei il megalomane corruttore di Arcore (nel caso che il Cavaliere non ci avesse già pensato da sé): altri anni di poltrone e sterile opposizione contro un singolo spauracchio complice sarebbero assicurati.

Con voi il bavaglio che temete non serve, ve lo dico. E' come se foste già muti.

Tra l'altro la Legge-bavaglio che ora vi atterrisce tanto nasce già preistorica e sarà in parte raggirabile, anche senza violare il vostro servile "mito della Legalità", quest'ultimo un altro culto per il quale un lavoratore di inizio 900, un nero in lotta contro l'apartheid o un partigiano vi avrebbero quantomeno derisi o più probabilmente disprezzati.
Onestà d'animo e Legalità non sono le stesse cose, tanto per capirci.
La Legge dello Stato è sempre in qualche modo quella del più forte che comanda e può essere vessatrice.

Un bracciante o un operaio metalmeccanico avevano un tempo un quadro di lettura "ideologico" della realtà, più efficace e coerente del nostro formato invece da parziali e contingenti slogan.
Seppure nell'era della globalizzazione, a confronto siamo dei piccoli presuntuosi alla puerile ricerca di continui balocchi prodotti su scala mondiale o di giochi di società "da grandi" per distrarci a secondo dei gusti (naturalmente esistono pure quelli per chi vuol sentirsi un ribelle).

Basta parlare anche solo con un anziano e meno scolarizzato erede di quei tempi di "battaglie ideologiche" a favore dei "proletari di tutto il Mondo", quindi lotte "di classe ed internazionaliste", per comprendere che ha in realtà più coscienza e lucidità globale di molti di noi, che si parli di politica o quant'altro, spesso persino di arte "impegnata" o il senso di una tarantella (magari la taranta ci pizzicasse davvero, ci accorgeremmo di essere davvero vivi e fatti di umile carne sanguinante!).

Quel che sta succedendo a Pomigliano d'Arco invece è una calda e fresca ferita dilagante che ci riguarda tutti in prima persona ed è pure tutta legale. Lascerà segni indelebili, è assai più pericolosa ed è comunque anch'essa classista seppure a noi avversa, ma vi lascia indifferenti. Anzi, sono sicuro che qualcuno di voi la trova pure un "male necessario".
Una considerazione che è il risultato dei "sedativi" che assumiamo da anni: uno stillicidio culturale attuato in tutti i luoghi, per mezzo degli organi del Potere, contro la nostra fantasia "sovversiva" e che ci ha portato ad accettare tutto questo e sguazzarci dentro.

Una borsetta comprata al mercatino equo solidale, il disco indipendente scaricato da e-mule o la visione di "Draquila" non serviranno a guarirci.
Una anestesia però rende insensibili, ma attenzione: può essere la causa stessa del decesso!
A quel anestetico invece ci siamo assuefatti e vogliamo dosi sempre maggiori o più raffinate.

"Svegliamoci", a questo punto mi verrebbe da suggerire, se non vi risulto troppo molesto.
Magari ci accorgiamo pure di essere ancora vitali e dignitosi, il ché non mi sembra poi tanto male come eventuale scoperta. Addirittura, credo che non sia ancora del tutto "illecito" tornare ad impegnarci con coerenza nel mondo reale, anche se ci fa paura.

Per generazioni meno sofisticate e più autentiche dei radical chic di oggi questo è significato a lungo lottare uniti per una diversa organizzazione della società e del lavoro, con a centro l'uomo libero dallo sfruttamento, con rapporti di proprietà e produzione più equi, lottare per l'uguaglianza sostanziale, pari diritti e fratellanza universale.
Rivendicazioni che comportavano una diversa scala di valori rispetto a quella prevalente.
Questi concetti vi risultano superati? Estranei? Forse sono solo piuttosto "scomodi", ma vi assicuro che ci riguardano.

Certo, sentire il Mondo in questo modo alternativo comporterà ancora oggi sicuramente delle rinunce materiali e delle discriminazioni anche pesanti. "Una vita difficile", insomma, con pure il fardello di tutte le sconfitte, le disillusioni e tradimenti storici subiti in questo senso, nonché le difficoltà a dare nuove prospettive realizzabili e sostenibili a degli ideali "antichi".
Eppure, averci portato a pensare che tutto questo sia impossibile è una delle menomazioni che oggi ci affliggono e ci rendono meno liberi.

Io fra le prime cose direi intanto di tornare almeno ad essere più coscienti, non iper-informati monodirezionali e confusi. Può essere uno dei punti di partenza e sembra, almeno apparentemente, uno dei meno faticosi.

Non adagiamoci ancora acriticamente su messaggi ed immagini create in salotti e studi televisivi, accettando l'idea che la realtà "non esiste più" e solo ciò che passa attraverso i media di ogni genere, anche "pseudo-alternativi" e contestatari, ha significato.
Il "medium" è sempre e comunque uno strumento che filtra la realtà e quelli in questione sono pure in gran parte in mano all'insieme dei nostri "nemici" che giocano fatalmente con le nostre debolezze, o a gente che con queste persone comunque "ci pranzano" e ne condividono l'ambiente e le prospettive. Il nemico è pure dentro di noi e ha modificato persino la nostra percezione. Non attendiamo che ci suggerisca, oltre cosa pensare e consumare, pure come è conveniente morire. La vita è altrove.

Se si ha anche più coraggio e determinazione, bisognerebbe togliere forse pure un po' il volto da dinnanzi il pc o la tv per farlo stare di più davanti al nostro prossimo, bisognoso almeno quanto noi.
Chi ci crede, potrebbe invece addirittura rischiare la fame per impegnarsi in altre forme di socialità più umane e solidarie. Ciò comporta comunque "alzare il culo" e rischiare pure che le varie forze coercitive del Sistema quel posteriore e la soprastante schiena ce le rompano o che ci calcino via ai margini della "loro" società.

Sono pericoli, lo so. Eppure tutto questo si può vivere come una liberazione dall'angoscia di sentirsi dei solitari cani randagi fra tutte altre bestie più feroci e rapaci.

C'è una euforia che deriva dallo spogliarsi da corazze che ci sono state inflitte, per invece denudarsi, gioire con il prossimo o mettersi la divisa di una forza che davvero ci appartiene; liberare e così condividere tante ricchezze interiori ed altruiste che sono state rimosse da chi ci ha gettato in una guerra contro noi stessi.

Da questo punto di vista, la Storia ancora una volta non riesce ad esserci maestra.
Tutte le conquiste sociali, di fatto, sono sempre state raggiunte non con chiacchiere e voti, ma prima ancora con sacrifici, sangue, sudore, proteste e morti di persone unite, solidari, motivate, idealiste e coraggiose, nonché ben organizzate. Il più delle volte affamate e adirate, al dire il vero, ma ben indirizzate. Non pensate che questa regola non valga più.

Ogni Regime non ha mai regalato alcunché ai suoi sudditi, anche quando si chiama Libero Mercato e Alta Borghesia e si nasconde dietro le sembianze di uno Stato Democratico. Non vi premieranno cedendo a questo vostro reiterato lagnarvi, tra l'altro appena accennato più che urlato (perché in fondo siamo pure tanto codardi e ci piace definire questa condizione "la ricerca della pace sociale dopo la morte delle ideologie"). In "assenza" di ideologia, con ogni probabilità si vive piuttosto acriticamente quella dominante.

Ora "noi facciamo schifo", sì, e ci sentiamo pure deboli e sperduti, e forse all'inizio rivedendoci allo specchio toccherà pure sputarsi in faccia da soli per il disprezzo per ciò che davvero vediamo oltre quel viso osservato e dentro quegli occhi. Eppure questo potrà ripetersi fintanto che non ci si troverà più "abbelliti" dal fatto di essere tornati davvero a vivere e rischiare in prima persona, legati ad altri e senza ignavi egoismi o supponenza, vanità e vuoti proclami mediatici come maschere.

Fino ad allora potete continuare a ripetervi invece questo altro nuovo slogan che ho fatto mio: "Facciamo Schifo, Facciamo schifo, Facciamo schifo...".

Potrebbe servirci per scendere dall'egocentrica piramide inesistente su cui ci sentiamo posti, mentre invece affondiamo da tempo sempre più soli e abbandonati nel fango delle illusioni della "società dello spettacolo" messa su da questo capitalismo, una frustrante competizione con regole non decise da noi.

"Facciamo schifo, facciamo schifo, facciamo.."

Non scherzo più, sapete?
"Facciamo schifo tutti" oramai e dobbiamo cambiare lo stato delle cose noi per primi assieme.

di: Benedetto Crocco


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