Home | News | Eventi | Links | Oroscopo | Community | Ricerca

TeleFree



Community
Nick:
Pass:
:: registrati!
:: persa la password?

sx Eventi dx
dal 10/01 al 19/04 Golfo di Gaeta: XX corso di fotografia digitale
letture: 12202
dal 26/02 al 01/11 Sermoneta: Giardino di Ninfa, via alle prenotazioni online
letture: 4586
dal 02/04 al 04/05 Salute e Benessere: REGINA ELENA e SAN GALLICANO attivano TELEMEDICINA
letture: 419
Calendario Tutti gli Eventi
dw

sx Menù dx
 menu Home
 menu News
 menu Eventi
 menu Links
 menu Fototeca
 menu Oroscopo
 menu Ricerca

 menu Community
 menu Registrati
 menu Entra
 menu M. Pubblici
 menu M. Privati
 menu Invia una news
 menu Invia un link

 menu Info
 menu Disclaimer
 menu Netiquette
dw

sx Online dx
iscritti:15.619
visitatori:107
dw

sx Links dx
 links Abbigliamento
 links Agenzie Immobiliari
 links Agriturismo
 links Alberghi
 links Artigianato
 links Associazioni
 links Auto - Moto
 links Aziende
 links Banche
 links Bar e Pasticcerie
 links Biblioteche
 links Centri Commerciali
 links Chiese
 links Cinema
 links Comuni
 links Cultura e Spettacolo
 links Enti Locali
 links Eventi
 links Farmacie
 links I siti degli utenti
 links Il Territorio
 links Imprese Edili
 links Informazione
 links Medicina
 links Nautica
 links Parchi
 links Partiti Politici
 links Piante e Fiori
 links Ristoranti & Pub
 links Scuole
 links Sport
 links Stabilimenti Balneari
 links Studi Cine-Foto
 links Supermercati
 links Terapisti
 links Viaggi e Turismo

Links Tutti i Links
dw

sx Eventi Storici dx
martedì
07
aprile
S. Ermanno
Compleanno di:
sex annina72
sex baby2030
sex dmstudio
sex gigiorosa
sex laterzasergi...
sex quarnaroserg...
sex sergiola3
nel 1795: Viene istituito il sistema metrico.decimale. L'unità di lunghezza è il metro, quella di massa il chilogrammo.
nel 1983: In Egitto viene ritrovato il più antico scheletro umano, risale ad 80.000 anni fa.
nel 1991: La nazionale italiana di hokey ghiaccio,vince i mondiali gruppo B e viene promosa nell'elite mondiale. Da allora non è più retrocessa,guadagnandosi 10 salvezze consecutive.
dw

Home » News » Webzine » Cinema e Teatro » Prima stella sul Berliner Boul...
venerdì 05 febbraio 2010
Prima stella sul Berliner Boulevard per Marlene Dietrich
letture: 2981
Marlene Dietrich
Marlene Dietrich
Cinema e Teatro: Marlene Dietrich riceverà la stella sul Berliner Boulevard delle star: la 60esima edizione della Berlinale inaugurerà venerdì prossimo, il giorno dopo l'apertura del festival del cinema della capitale tedesca, la stella di ottone con il nome e la firma della diva alla Potsdamer Platz. "Ne è valsa la pena lavorare, il Boulevard è una rivalutazione costante dei luoghi di cultura di Berlino", ha detto la committente principale Regula Luescher.
Accanto alle stelle di ottone, in omaggio ad attori, registi e altri big della storia del cinema e della tv tedesca, sul Boulevard saranno installate telecamere fisse, in tedesco "Sternegucker" (occhi per le stelle), tramite i quali sarà possibile vedere la star che fluttua sulla sua stella. Chi vuole farsi fotografare accanto alla stella della Dietrich, deve però sbrigarsi, perché l'omaggio rimarrà inizialmente per due settimane alla Potsdamer Platz. L'inagurazione ufficiale del Boulevard, dove sono installate 40 stelle, si terrà solo a settembre. Ogni anno ne saranno aggiunte altre 10.

(Apcom)

---------------------------------------------------------------------------------

Marlene Dietrich

« I monologhi sentimentali non s'addicevano al mio registro. Dovetti quindi adottare uno stile diverso, insinuarmi faticosamente nella pelle di un altro tipo di donna. Non era una donna che mi piacesse. Ma imparai dolcemente tutte le sue detestabili battute. »
(Marlene Dietrich, Marlene D., 1984)

img

Marie Magdalene "Marlene" Dietrich (Schöneberg, 27 dicembre 1901 - Parigi, 6 maggio 1992) fu una attrice e cantante tedesca.

Fra le più belle icone del mondo cinematografico della prima metà del Novecento, la Dietrich fu un vero e proprio mito ed una diva, lasciando un'impronta immortale attraverso le sue immagini, l'interpretazione delle canzoni (arricchite da una ammaliante e sensuale voce) e la sua recitazione. Un mix raramente ripetuto dopo di lei è sufficiente a farla entrare nella leggenda dello show business quale modello di femme fatale per antonomasia.

Il suo mito nacque e si sviluppò in contrapposizione a quello della divina Greta Garbo, quali star di punta di due compagnie di produzione rivali.

Biografia

I primi successi

Nacque a Schöneberg, oggi quartiere di Berlino, il 27 dicembre 1901, da Louis Erich Otto Dietrich (ufficiale militare prussiano) e da Elisabeth Josephine Felsing (figlia di un gioielliere), anche se lei stessa dichiarò più volte di essere nata nel 1904.

Dal 1907 al 1919 frequentò le scuole di Berlino e di Dessau: a quattro anni iniziò a studiare il francese, l'inglese, il violino e il pianoforte. A causa di uno strappo ai legamenti di un dito della mano fu costretta a interrompere lo studio della musica suonata e si diplomò come cantante all'Accademia di Berlino.

Nel 1922 iniziò a calcare i palcoscenici dei teatri di Berlino (Großes Schauspielhaus Berlin) e lavorò con il regista Max Reinhardt, ottenendo piccole parti in alcuni film muti.

Il 17 maggio 1923 sposò Rudolf Sieber, un aiuto regista, e un anno dopo nacque la figlia Maria Elisabeth. Nel 1929 arrivò la sua prima interpretazione da protagonista nel film "Die Frau nach der man sich sehnt".

Nell'ottobre dello stesso anno firmò il contratto per interpretare il film che le diede la fama, "L'angelo azzurro", con la regia di Josef von Sternberg, tratto da un romanzo di Heinrich Mann, fratello del più famoso Thomas.

In questo film, che è il primo film sonoro del cinema tedesco, la si vede sfoderare un tocco di perversa sensualità ed interpretare la famosa canzone "Lola Lola". Le pellicola venne girata in versione multipla, in tedesco e in inglese. I costumi furono disegnati da lei stessa (in seguito saranno disegnati dal sarto Travis Banton). È in questo periodo che il regista Sternberg la convinse a farsi togliere quattro molari e la mise a dieta ferrea per darle un aspetto più "drammatico".

Il giorno dopo la prima de "L'angelo azzurro", la stampa berlinese la proclamò una star, capace di mettere in secondo piano anche la prova recitativa del grande attore Emil Jannings, ma l'attrice in quel momento era già sul transatlantico che la portava in America.

La gloria ad Hollywood

Mentre il regista stava ancora montando la versione definitiva la Paramount, che distribuiva negli Stati Uniti "L'angelo azzurro", il 29 gennaio 1930 telefonò alla nuova stella e le offrì un contratto settennale con uno stipendio iniziale di 500 dollari a settimana e aumenti fino a 3.500 al settimo anno. L'attrice accettò, ma riuscì ad inserire nel contratto una clausola accessoria importante, che si rivelerà onerosa per lo studio: quella di poter scegliere il regista dei suoi film, una condizione maturata per paura di perdere la collaborazione di von Sternberg.

Sul viaggio in transatlantico incontrò Travis Banton, il costumista con il quale collaborò sempre, con il quale aveva in comune l'ammirazione per Sternberg e una straordinaria resistenza fisica alla fatica. Fu in questo periodo che venne scattata la famosa foto di Marlene vestita da yachtman, scattata da Sternberg stesso, che venne diffusa dalla Paramount con la frase di lancio dell'immagine divistica di Marlene: «La donna che perfino le donne possono adorare». Il glamour di quella immagine spazzò via tutte le remore della Paramount che invano aveva tentato di proibirle di mostrarsi in pantaloni: a quell'epoca, indossare vestiti di foggia maschile per una donna, quando nessuna donna, in nessun caso indossava pantaloni, a meno di non voler sembrare uno sconvolgente androgino, era un atto ben più sovversivo di oggi.

Marlene Dietrich arrivò così a Hollywood il 2 aprile 1930, dove si rifugeranno presto anche alcuni tra i migliori attori, registi e tecnici del cinema tedesco dell'epoca, in fuga dal nazismo. La Paramount la mise in contrapposizione a Greta Garbo, la star scandinava della MGM. La diva tedesca aveva anche il dono del canto, il che le dava una carta in più nel cinema sonoro.

La Dietrich iniziò quindi a recitare in una serie di film memorabili girati dal suo regista di fiducia, Sternberg, e fotografata solo e soltanto da Rudolph Maté, che le creò quell'immagine di graffiante ma raffinata sensualità che la consegnò alla popolarità mondiale.

Il primo film americano fu "Marocco", nello stesso 1930 (ottobre), nel quale cantava due canzoni e che le valse la nomination all'Oscar come migliore attrice. Marocco uscì negli Stati Uniti prima de "L'angelo azzurro" (dicembre 1930) e nel marzo 1931 arrivava nelle sale già "Disonorata": in pochi mesi era già diventata una star cinematografica mondiale.

In "Marocco" restò famosa la sua performance canora vestita da uomo e il bacio con una donna del pubblico, il primo bacio omosessuale della storia del cinema.

Per "Shanghai Express" (1932) venne accoratamente studiato il suo look: vestiti neri che la snellissero e piume nere di gallo da combattimento. L'anno dopo Sternberg si rifiutò di dirigerla ne "Il Cantico dei Cantici", ma le suggerì comunque di chiedere Rouben Mamoulian, cosa che lei fece puntualmente in virtù della sua libertà contrattuale in merito alla scelta dei registi.

I film successivi più celebri sono tutti declinazioni su sfondo fantasiosamente esotico della sua immagine di diva, come era successo in "Marocco": la Russia con "L'imperatrice Caterina", la Spagna con "Capriccio spagnolo" (1935), che fu l'ultimo film nel quale collaborò con Sternberg. Per quest'ultimo film essa voleva dare una sfumatura mediterranea al personaggio di Conchita e cercò di scurirsi gli occhi, usando un collirio per dilatare le pupille. Non riuscendo però a muoversi sul set confessò a Sternberg la sua cattiva trovata ed egli la rassicurò: con un pezzo di carta che copriva una parte del riflettore che illuminava il suo primo piano riuscì a darle la sfumatura bruna cercata.

La professionalità e la determinazione della Dietrich sul set erano proverbiali. Con la disciplina essa pretendeva da se stessa un'interpretazione perfetta, che andasse a coprire qualche pecca sul profilo dell'interpretazione drammatica. In "Capriccio spagnolo", ad esempio, Sternberg aveva ideato la scena di presentazione di un personaggio, con il primo piano di un palloncino che scoppia e mostra il volto della diva. Le venne richiesto di restare impassibile allo scoppio del palloncino, evitando il riflesso naturale di sbattere almeno le palpebre: essa si sottopose a prove estenuanti, ma alla fine riuscì ad eseguire, come sempre, la corretta performance.

Dopo sette anni di permanenza negli USA ottenne la cittadinanza. I suoi familiari la seguirono poi nell'avventura americana, anche se ormai viveva separata dal suo unico marito che conviveva con una sua ex-amica; del resto erano innumerevoli le avventure che si concedeva con amanti di ambo i sessi: la sua era una vita che molti definivano scandalosa. Nel 1934 arrivò a guadagnare 350.000 dollari l'anno, una cifra astronomica, che la rendevano una delle persone più ricche degli Stati Uniti. Quello stesso anno fece un viaggio in Europa.

Il rapporto con Sternberg era molto teso: entrambi si sfidavano continuamente e arrivavano ad aggredirsi verbalmente durante le riprese. La rottura definitiva avvenne nel 1935, soprattutto per volontà di lui. La sua immagine comunque restò ancorata a quella creata da Sternberg.

Con gli Stati Uniti collaborò tenendo spettacoli di intrattenimento per le truppe americane e portando la sua arte in Nord Africa e in Europa negli ospedali da campo: cantava - con indosso un'uniforme di sua creazione - la canzone pacifista "Lili Marleen", che sarebbe poi diventata il suo inno.

Nel 1950 ricevette la Legion d'onore dal governo francese e, prima donna della storia, riceve la Medal of Freedom, massima onorificenza civile concessa negli Stati Uniti d'America.

Dal 1954, quando la carriera cinematografica era ormai declinata, su consiglio del commediografo Noel Coward, che ne fu l'organizzatore, si esibì in spettacoli in cui cantava le canzoni dei suoi film ed intratteneva il pubblico con monologhi estemporanei. Lo show fu portato in giro per tutto il mondo con grande successo e dietro lauti compensi.

Negli anni sessanta inserì nel suo repertorio anche alcuni brani di Bob Dylan, ma "Lili Marleen" resterà la canzone che fu il suo inno personale e che diede un marchio a tutta la sua carriera.

Il tramonto

La sua ultima esibizione in pubblico ebbe luogo a Sydney, nel 1975, mentre il suo ultimo film fu "Gigolò", interpretato accanto a David Bowie.

Nel 1984 l'attore Maximilian Schell le dedicò un film-intervista, "Marlene", che l'attrice accettò di fare solo per denaro. Non camminava già quasi più a causa di una frattura al femore, provocata da una caduta in bagno mentre era, si disse, completamente ubriaca. Per non far conoscere le sue condizioni si presentò all'intervista su una sedia a rotelle, dichiarando di aver preso una storta ad una caviglia. Inoltre pretese ed ottenne dal regista di non apparire, se non in materiale di repertorio, e di far solamente udire la sua voce. Altre fonti riferiscono che la frattura fu causata da una caduta avvenuta durante l'uscita di scena dell'esibizione di Sydney: Marlene sarebbe caduta inciampando su un cavo. Fatto è che quell'episodio di fatto mise fine alla sua carriera: Marlene non si riprese mai veramente.

Marlene morì dopo circa dodici anni di immobilizzazione a letto, il 6 maggio 1992. La lunga degenza era stata accompagnata da fasi depressive acute. Il decesso fu attribuito ufficialmente ad un infarto che la colpì nel sonno, ma le cause della morte sono sempre rimaste poco chiare, specialmente dopo le dichiarazioni rilasciate nel 2002 dalla sua segretaria Norma Bousquet, la quale affermò che l'attrice si era suicidata con una forte dose di sonnifero.

La Dietrich venne sepolta il 16 maggio nel cimitero di Berlino, accanto alla madre.

L'immagine della Diva

L'immagine di diva di Marlene Dietrich venne modellata da von Sternberg, che la tratteggiò con efficacia nelle sette regie dei primi anni trenta, e che poi venne replicata all'infinito, anche nelle sue performance canore dal vivo. La sua immagine era essenzialmente quella di donna fatale, trasgressiva, dominatrice, altera e fiera, ma il tratto più originale era il rapporto duplice ed ambiguo che Marlene poteva avere con entrambi i sessi, trattato in maniera molto esplicita e spavalda. Anche la Garbo aveva un'androginia (forse era bisessuale), ma il suo personaggio era più spirituale e psicologico, sempre legato all'enigma bifronte di donna fredda e calcolatrice o eroina romantica. Marlene era invece "La donna che perfino le donne possono adorare".

La figlia della Dietrich riportò come fin dal primo incontro con Sternberg sua madre avesse colpito subito il regista, che prima di farla cantare in inglese le fissò personalmente gli spilli al vestito e le sistemò i capelli. Nei film tedeschi la Dietrich non si riteneva fotogenica, ma Sternberg riuscì a renderla ancora più bella.

In "Marocco" venne ripresa dall'operatore Lee Garmes, che la seguì anche nei tre film successivi. La luce che creò per esaltare la sua immagine era un morbido flou, con luce da nord alla Rembrandt, in maniera da valorizzare i suoi zigomi. Le scene girate di notte inoltre erano illuminate come in pieno giorno. La collaborazione tra Sternberg, Banton, Garmes e la stessa Dietrich crearono la sua immagine che divenne leggendaria. Secondo le lettere che essa scrisse al marito a proposito di "Marocco", Sternberg giocò con la luce creando un'aureola con le punte dei capelli illuminati, scavando le sue guance con le ombre, ingrandendole gli occhi. Ma Marlene non era un soggetto passivo nelle mani del regista e dei collaboratori: anch'essa era un soggetto attivo nella creazione della sua immagine, dalla quale traspariva anche un forte autocompiacimento: accanto alla cinepresa essa faceva sempre sistemare un grande specchio semovente dove controllava la sua figura. Sternberg le scrisse: «Hai permesso alla mia macchina da presa di adorarti e a tua volta hai adorato te stessa».

Un problema di immagine nacque quando, nel 1931, la Dietrich fece portare a Hollywood sua figlia: la Paramount era infatti preoccupata che l'immagine di donna fatale cozzasse con quella di madre. Ma allora venne l'intuizione, poi usata per moltissime star, di mescolare il materiale biografico per diffondere, tramite i periodici, l'immagine della persona-star. La Dietrich, come scrisse poi sua figlia, venne presentata come una "Madonna": «Certo la Metro non sarebbe riuscita a trovare una figlia a Greta Garbo dall'oggi al domani!».

L'immagine venne rafforzata da film basati sul suo personaggio fino a "Capriccio spagnolo" (1935), quando terminò la collaborazione con Sternberg. La sua immagine venne perpetrata identica anche nei film successivi, ma all'abbandono del maestro essa iniziò a potenziare la propria immagine mediatica. Se prima evitava la mondanità hollywoodiana, dopo il 1935 vi si gettò a capofitto, con il fedele sarto Travis Banton a disegnarle i costumi, oltre che per il set, anche per le esibizioni in pubblico. Mitico è rimasto il party in costume dove si presentò vestita da Leda, disegnando una vera icona camp: si presentò con i riccioli corti, alla greca, ed inguainata da un vestito di chiffon bianco con piume che le ricoprivano la metà del corpo e una testa di cigno appoggiata sul seno; la accompagnava una sua amante-attrice vestita "da Dietrich", cioè con il cappello a cilindro e frac.

Vita privata

Grande scrittrice di lettere e diari, ha raccolto nella sua casa di Parigi circa 300.000 testimonianze della sua vita.

Dichiaratamente bisessuale, la Dietrich ebbe molti amanti famosi, sia nel mondo del cinema che tra scrittori famosi, fra i quali Hemingway. Ebbe anche molti amici tra gli omosessuali: le donne erano affascinate da lei (pare avesse avuto una storia pure con Edith Piaf per la sua mascolinità) e gli uomini ammaliati dal suo fascino.

Fu legata per un certo periodo a Burt Bacharach ed a Noel Coward, ma la relazione ebbe molti alti e bassi; l'amicizia finì con la morte di lui.

Fu in seguito legata anche allo scrittore Erich Maria Remarque, il cui amore non era tuttavia ricambiato. Lo scrittore era molto geloso di Jean Gabin, reduce da una lunga relazione con l'attrice; nonostante questo, Remarque e la Dietrich ebbero anche in seguito una lunga corrispondenza (ma le lettere inviate dall'attrice allo scrittore sono state quasi tutte distrutte dall'ultima moglie di Remarque, l'attrice Paulette Goddard).

A breve distanza una dall'altra, fra il 1979 e il 1984, pubblicò due autobiografie, la seconda delle quali intitolata laconicamente "Marlene D.".

È stata la prima donna a farsi assicurare le gambe, stipulando un contratto con la società londinese Lloyd's.

Rapporti con la Germania

Il rapporto con la sua patria di origine fu quasi sempre negativo. Marlene non perdonava alla Germania il regime nazista e anche se Goebbels e Hitler (che la corteggiò a lungo) avrebbero voluto che diventasse una delle grandi rappresentanti del nazismo, lei rifiutò sempre ogni proposta in tal senso (aveva anche alcuni antenati ebrei). A causa di questo gran rifiuto molti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale verrà accolta con evidente astio dai suoi compatrioti che la ritenevano una "traditrice" della patria. In particolare, l'attrice tornò in Germania durante una grande tournée in giro per il mondo. Dopo una prima accoglienza senza problemi, iniziò ad essere fischiata dal popolo tedesco e tacciata di tradimento. Quella fu l'ultima volta che l'artista si recò, in vita, in Germania. Più volte poi, dopo la morte, la sua tomba fu oggetto di vandalismi, specie da parte di neonazisti.

Omaggi

A Berlino le è stata dedicata una piazza; pare che Bob Dylan si sia ispirato a lei nello scrivere la canzone "Forever Young". La raffinata immagine di Freddie Mercury nella copertina dell'album "Queen II" del 1974 è ispirata ad una famosa foto di Marlene Dietrich.

Innumerevoli, dopo la sua scomparsa, sono stati e continuano ad essere, i lavori cinematografici, televisivi, radiofonici e teatrali a lei ispirati. Il più noto è "Bugsy" di Barry Levinson con Warren Beatty, Elliott Gould, Harvey Keitel, Ben Kingsley e Joe Mantegna, che uscì pochi mesi prima della scomparsa della diva. Il suo ruolo - e sarà la prima volta che Hollywood porta sullo schermo il personaggio Marlene Dietrich - era interpretato dall'attrice/cantante croato-americana Ksenija Prohaska. Da notare che la stessa Prohaska tornò a interpretare Marlene, ma a teatro, nel 1999, con un monodramma musicale, grazie al quale otterrà al Mittelfest di Moni Ovadia il Premio Adelaide Ristori che tutt'ora porta sui palcoscenici di tutto il mondo in varie lingue.

Nel 2000 la vita di Marlene Dietrich fu portata sullo schermo in una co-produzione italo-tedesca dal regista tedesco Joseph Vilsmaier (1939 - vivente) con il titolo Marlene, nel quale la parte della protagonista è interpretata dall'attrice tedesca Katja Flint (1959 - vivente).

Filmografia

* Im Schatten des Glücks (1919)
* Tragödie der Liebe (1923)
* So sind die Männer (1923)
* Der Mensch am Wege (1923)
* Der Mönch von Santaren (1924)
* Der Sprung ins Leben (1924)
* Der Tänzer meiner Frau (1925)
* Der Juxbaron (1926)
* Manon Lescaut (1926)
* Madame wünscht keine Kinder (1926)
* Eine Dubarry von heute (1927)
* Kopf hoch, Charly! (1927)
* Sein größter Bluff (1927)
* Café Elektric (1927)
* Prinzessin Olala (1928)
* Gefahren der Brautzeit (1929)
* Il bacillo dell'amore (Ich küsse Ihre Hand, Madame) (1929)
* Enigma (Die Frau, nach der man sich sehnt) (1929)
* La nave degli uomini perduti (Das Schiff der verlorenen Menschen) (1929)
* L'angelo azzurro (Der Blaue Engel) (1930)
* Marocco (Morocco) (1930)
* Disonorata (Dishonored) (1931)
* Shanghai Express (1932)
* Venere bionda (Blonde Venus) (1932)
* Il cantico dei cantici (The Song of Songs) (1933)
* L'imperatrice Caterina (The Scarlet Empress) (1934)
* Capriccio spagnolo (The Devil Is a Woman) (1935)
* Ho amato un soldato (I Loved a Soldier) (1936)
* Desiderio (Desire) (1936)
* Il giardino di Allah (The Garden of Allah) (1936)
* La contessa Alessandra (Knight Without Armour) (1937)
* Angelo (Angel) (1937)
* Partita d'azzardo (Destry Rides Again) (1939)
* La taverna dei sette peccati (Seven Sinners) (1940)
* L'ammaliatrice (The Flame of New Orleans) (1941)
* Fulminati (Manpower) (1941)
* La signora acconsente (The Lady Is Willing) (1942)
* I cacciatori dell'oro (The Spoilers) (1942)
* La febbre dell'oro nero (Pittsburgh) (1942)
* Kismet (1944)
* Turbine d'amore (Martin Roumagnac) (1946)
* Amore di zingara (Golden Earrings) (1947)
* Scandalo internazionale (A Foreign Affair) (1948)
* Jigsaw (1949) - non accreditata
* Paura in palcoscenico (Stage Fright) (1950)
* Il viaggio indimenticabile (No Highway) (1951)
* Rancho Notorious (1952)
* Montecarlo (1956)
* Il giro del mondo in ottanta giorni (Around the World in Eighty Days) (1956)
* Testimone d'accusa (Witness for the Prosecution) (1957)
* L'infernale Quinlan (Touch of Evil) (1958)
* Vincitori e vinti (Judgment at Nuremberg) (1961)
* Insieme a Parigi (Paris - When It Sizzles) (1964) - cameo, non accreditata
* Gigolò (Schöner Gigolo, armer Gigolo) (1979)
* Marlene (1984)- documentario

img

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

postato da: Capitan  


locandina Lazio ti porta al cinemaCinema e Teatro: La Regione Lazio ti porta al cinema Cinema scontato e biglietti omaggio
letture: 2009
03 ottobre 2018 di simonilla
 Cinema e Teatro: I racconti di Bronx Film alla Casa del Cinema Rassegna di documentari e cortometraggi
letture: 1393
10 gennaio 2017 di accordieDISACCORDI
Cinema e Teatro: Chi è Stefano Simondo? Un personaggio in cerca d'autore...
letture: 1846
01 settembre 2016 di matoo
 Cinema e Teatro: Stefano Simondo intervista Tg3 Rai Regione L'attore Romano d'adozione su Rai Basilicata parla del film sulla tragedia di Balvano (Potenza)
letture: 1711
03 gennaio 2016 di matoo
Locandina dello spettacolo ChocolatCinema e Teatro: La Compagnia Teatrale dell'ITS Bianchini di Terracina mette in scena CHOCOLAT Il 3 di Giugno alle ore 20,30 presso l'Aula Magna del Liceo Scientifico L. Da Vinci di Terracina
letture: 3879
24 maggio 2015 di philleas
Cinema e Teatro: SENZA SIPARIO IL MALATO IMMAGINARIO al Teatro Remigio Paone Formia 20 Dicembre ore 20:30 21 Dicembre ore 18:00
letture: 3556
18 dicembre 2014 di Teatro Bertolt Brecht
Cinema e Teatro: 10 E LODE: Il teatro per le scuole "Santa Claus e la maledizione del Faraone" 4 dicembre 2014 Teatro Ariston, Gaeta
letture: 3569
02 dicembre 2014 di Teatro Bertolt Brecht
Cinema e Teatro: Stagione senza sipario: In fondo agli occhi 15 Novembre ore 20:30 16 Novembre ore 18:00 Teatro Remigio Paone, Formia
letture: 3755
13 novembre 2014 di Teatro Bertolt Brecht
De Sica leggenda del Neorealismo. L'artista che reinventò il cinemaCinema e Teatro: De Sica leggenda del Neorealismo. L'artista che reinventò il cinema Ricordo del regista a 40 anni dalla morte
letture: 3066
13 novembre 2014 di TF Press
Il brindisi di Leo DiCaprio nel film Cinema e Teatro: Il "Bloody Mary" compie 80 anni. Segnò la fine del probizionismo New York festeggia la bevanda ispirata alla feroce Maria Tudor. Il primo brindisi fu al King Cile Bar dell'hotel Saint Regis. Poi il boom nei ristori jazz club
letture: 2948
13 ottobre 2014 di TF Press








:: Archivio News
:: Pagina Stampabile
:: Invia ad un amico
:: Commenta


News dello stesso autore:
Pagella elettronica
Dai video sui social network alla pagella elettronica, le regole del Garante privacy
letture: 4000
06 settembre 2012
Paperone
Ecco i 10 paperoni d'Italia che posseggono quanto i tre milioni più poveri (2)
letture: 4354
02 aprile 2012
Energie rinnovabili
Con le energie rinnovabili tagli alla bolletta degli italiani per 400 milioni di euro (2)
letture: 3983
02 aprile 2012
FIAT
Mercato auto, tonfo in Italia a marzo, -26,7%
letture: 3883
02 aprile 2012
Karima El Mahroug (Ruby)
Processo Ruby va avanti, Consulta respinge ricorso delle Camere (2)
letture: 4035
14 febbraio 2012
Guardia di Finanza
Sequestrati 300mila barattoli cibo scaduto, arrugginiti e forati poi rietichettati (2)
letture: 4250
14 febbraio 2012
Karima El Mahroug (Ruby)
Agente: Ruby disse che Berlusconi sapeva che non era egiziana (4)
letture: 4129
13 febbraio 2012
Whitney Houston
Morta regina soul-pop Whitney Houston (7)
letture: 4666
12 febbraio 2012
11 Febbraio: Giornata Mondiale contro ACTA
Dietro il risiko dell'ACTA minaccia globale alla libertà
letture: 4357
11 febbraio 2012
Concordia, un nuovo video mostra il caos
Concordia, un nuovo video mostra il caos "Passeggeri da soli nelle lance... Vabbuò" (4)
letture: 4331
11 febbraio 2012