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Home » News » Webzine » Diritto e Giustizia » Caso Mesiano, il cdr di Mattin...
martedì 20 ottobre 2009
Caso Mesiano, il cdr di Mattino 5 si dimette in blocco
letture: 1558
il TG5 Mattino - dimessosi
il TG5 Mattino - dimessosi
Diritto e Giustizia: Il sindacato interno della testata contro il direttore: "Non portiamo l'elmetto".
Ancora strascichi in Mediaset per il servizio mandato in onda sul giudice Mesiano. Il cdr (il sindacato interno) di Videonews, la testata cui fa capo Mattino 5, ieri si è dimesso in blocco. In un assemblea accesissima i giornalisti hanno chiesto a Claudio Brachino delle spiegazioni. Ma inutilmente. Il direttore della testata era troppo impegnato per poter rispondere ai suoi redattori. E così il cdr ha votato, a maggioranza, un documento nel quale si rivendica il diritto a esercitare la professione giornalistica "al di fuori della logica politica e nel rispetto delle regole deontologiche", e nel quale i giornalisti prendono le distanze dal servizio che ha violato la privacy del magistrato senza dare nessuna notizia. Il messaggio del sindacato interno è chiaro: "Essere giornalisti di Mediaset non significa essere militanti. Non vogliamo l'elmetto".


Le dimissioni del cdr
Dopo di che il cdr si è dimesso in blocco: "Si è creato un clima spiacevole in cui la fiducia è minata. E il voto non all'unanimità produrrà strascichi. La vicenda Brachino non è chiusa ma sospesa". Prima, però, il sindacato interno alla testata ha voluto difendere Annalisa Spinoso, l'autrice del servizio su Mesiano: "Il pezzo era stato commissionato e poi corretto dal direttore. Nessun precario Può essere strumento di lotta politica".


Le minacce alla Spinoso
Solidarietà alla Spinoso, che dopo la messa in onda dell'assurdo servizio è stata prontamente convocata dall'Ordine, è stata portata anche dall'Fnsi. Soprattutto perché la ragazza negli ultimi giorni ha ricevuto moltissime minacce e insulti (il termine più gentile che le è stato rivolto è stato "escort"). D'altra parte la sua mail e il suo telefonino erano già sul web.


Le scuse di Brachino
"Chi mangia fa molliche. Il servizio sul giudice Raimondo Mesiano, andato in onda giovedì scorso, non è stato un capolavoro. Di questo me ne assumo tutte le responsabilità. Mi scuso quindi con Mesiano e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Io non ho alcuna paura di scusarmi". Così il direttore di Videonews, Claudio Brachino, è tornato sulla vicenda al centro delle polemiche, cioè il servizio sul giudice Mesiano trasmesso da Mattino 5. Non solo: Brachino ha anche invitato il giudice ad andare in trasmissione.


Valanga di mail contro Mattino 5
A far cambiare atteggiamento al direttore di Videonews - come da lui stesso ammesso - "la valanga di mail critiche" ricevute dalla redazione di Mattino 5, che Brachino dice di accettare, "a differenza degli insulti".
Per questo, contemporaneamente, Brachino ha reagito a quelli che ha defiinito "gli insulti che gli sono piovuti addosso", e ha definito "inaccettabile" la reazione di Repubblica.


La rivolta contro il "servizio killer"
Attacco ai giudici, attacco al Csm attacco alla Costituzione: l'Associazione nazionale dei magistrati proclama lo stato di agitazione contro l'offensiva del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nata dopo la pronuncia della Corte costituzionale contro il Lodo Alfano e dopo la sentenza del Tribunale civile di Milano che impone alla Fininvest di pagare una multa di 750 milioni a Carlo De Benedetti, defraudato all'epoca - della Mondadori. Una sentenza del giudice Mesiano, che ora è diventato un bersaglio per Berlusconi e per la Fininvest.L'organismo dirigente dell'Associaziona nazionale magistrati ha proclamato all'unanimità lo stato di agitazione, esprimendo "viva preoccupazione per il clima di costante tensione che attraversa il Paese e che oggi ha coinvolto anche le massime autorità di garanzia, con il rischio di alterare il delicato equilibrio tra i poteri dello Stato".
L'Anm convoca assemblee in ogni distretto aperte a tutti i magistrati per valutare le iniziative da intraprendere, compreso lo sciopero.

La risposta del ministro Alfano
La reazione del ministro della Giustizia, Alfano, è stata sconcertante. Il ministro ha definito l'agitazione peroclamata dall'Anm una "guerra preventiva", come se i giudici non avessero abbastanza da temere dopo le reazioni scomposte del governo sia alla sentenza del giudice Mesiani, che ha condannato la Mondadori, sia dopo la decisione della Consulta che ha bocciato proprio il Lodo che porta il nome del ministro della Giustizia.

La Toscana lancia una petizione per la Costituzione
A difesa della Costituzione c'è anche una petizione lanciata dal presidnete della Regione Toscana, Claudio Martini. "Quel che accade in questi giorni - si legge nel testo - dopo la sentenza della Consulta che ha annullato il lodo Alfano, preoccupa tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Paese e della sua democrazia: non è in discussione il diritto di governare da parte di chi ha vinto le elezioni, ma il governo deve realizzarsi dentro le regole costituzionali, senza delegittimare gli altri poteri, senza scossoni che dividano il Paese e la sua coscienza".
Il documento si intitola "Appello per la nostra Costituzione" ed è pubblicato sul sito della Regione Toscana www.regione.toscana.it/presidente nonché su www.claudiomartini.it.
Da quest'ultimo sito è possibile aderire alla petizione.

Si muove il Grante della privacy
L'Autorità garante per la privacy sta valutando l'ipotesi di aprire un'istruttoria sul servizio contro il giudice Mesiano mandato in onda da Mattino 5, e sui servizi sul magistrato di altre testate giornalistiche. L'intervento dell'Authority è stato sollecitato dall'Associazione nazionale magistrati, anch'essa, come tanti, profondamente indignata dal servizio di Canale 5.
"Pestaggio mediatico": così si esprimono l'Associazione nazionale magistrati e la Federazionale nazionale della stampa in merito al servizio mandato in onda da Mattino 5 - trasmissione di Canale 5 - sul giudice Mesiano, il magistrato che ha condannato Mediaset a risarcire la Cir di De Benedetti con 750 milioni di euro. "Far seguire il magistrato dalle telecamere mentre si fa radere dal barbiere o fuma una sigaretta seduto su una panchina di un giardino pubblico è una vergogna, un'intollerabile intromissione nella privacy di una persona" dice Giuseppe Cascini, il segretario dell'Anm.
Del resto, nei giorni scorsi, il quotidiano Il Fatto aveva già annunciato che sarebbe partita la "persecuzione" nei confronti del magistrato, attaccatio stanattina a 9 colonne in prima pagina anche da Il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi.
Pier Luigi Bersani, in un faccia a faccia in corso su Youdem con gli altri candidati alla segreteria del Pd, ha detto che "si tratta di una situazione preoccupante. Non si può utilizzare la televisione come un mezzo contundente".


L'Anm: "Siamo indignati"
"Chiediamo al Garante della privacy, e a tutte le persone e le istituzioni che abbiano titolo e responsabilità per intervenire, di far cessare questa vergogna": lo chiedono i vertici dell'Anm a proposito di un articolo comparso oggi sul quotidiano "Il Giornale" nel quale si "pubblica il racconto di un anonimo avvocato che tre anni fa avrebbe carpito in un ristorante alcune frasi dello stesso giudice, a commento dei risultati delle elezioni politiche 2006".
"Racconto - affermano il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini - evidentemente privo di qualsiasi riscontro, e dal quale tuttavia non si potrebbe trarre alcun elemento sulla mancanza di correttezza del magistrato nell'esercizio della giurisdizione. Non crediamo che esistano precedenti simili in Italia, per denigrare una persona e delegittimare una funzione essenziale e delicata per la civile convivenza in uno Stato di diritto".
"Siamo esterrefatti e indignati": continuano i dirigenti dell'Anm. È una vergogna. Dove arriveremo? Definire stranezze il fatto che una persona fuma o sottolineare il colore dei suoi calzini. Distruggere così l'identità di una persona è inqualificabile", continua il segretario di Anm.
"Questa campagna mediatica deve finire. Tutte le persone di responsabilità abbiano un sussulto di dignità" conclude.


I magistrati: "Difenderemo a oltranza la Costituzione"
La discussione sul caso Mesiano si intreccia anche al nuovo attacco portato ieri da Silvio Berlusconi alla Costituzione, che il presidnete del Consiglio intende stravolgere per piegarla verso una Repubblica presidneziale, senza contrappesi, in cui tutto il potere sia nelle mani dell'esecutivo.
E la replica dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) arriva subito: "Difenderemo a oltranza i valori della Costituzione", afferma il presidente dell'Anm, Luca Palamara.
Poi Palamara spiega: "Noi diciamo no a una riforma della Carta costituzionale perchè difendiamo l'autonomia della magistratura nell'interesse dei cittadini. Ma dire no alla riforma della Costituzione- sottolinea- non vuol dire no a una riforma della giustizia che renda più veloci i processi".
Per quanto riguarda gli annunci del governo di procedere a una riforma delle modalità di elezione del Consiglio superiore della magistratura, Palamara dice: "Il nostro obiettivo è garantire l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, noi abbiamo avviato comunque una seria riflessione di autoriforma della magistratura".
Quindi "no" all'ipotesi di far dipendere i pubblici ministeri dall'esecutivo.: "Questo sarebbe un ritorno al passato, a cui ci opporremo".


Interviene anche Mancino, vicepresidente del Csm
"A chi dice che bisogna fare un doppio Csm io dico che non si può, perchè uno dei due dovrebbe andare sotto al ministero della Giustizia, il che è assurdo. O si è giudici e si è indipendenti, oppure si è qualcos'altro e bisogna vedere che cos'è questo qualcos'altro": Nicola Mancino, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratuta (Csm) interviene anche lui sulla riforma della giustizia.
Intervistato dall'Agenzia Ansa (che ha appena concluso uno sciopero di 48 ore proclamato dai giornalisti, in difesa del posto di lavoto) Mancino spiega che "Al momento non c'è un testo di riforma e quindi non si può esprimere un parere. Ci sono propositi, molti velleitari, molti duttili e prudenti, molti altri non ancora definiti. Quando ci sarà una proposta definitiva, che è nei poteri del governo formulare, allora noi ci esprimeremo".


Mancino parla anche del "caso Mesiano"
E sul caso Mesiano, il vicepresidente del Csm osserva che "ci sono troppe polemiche. Un magistrato va giudicato più per quello che scrive che non per quello che s'immagina debba scrivere. Bisogna rispettare - ha concluso Mancino - un giudice che fa una sentenza".

L'Fnsi: "Questo è uso criminoso della tv"
Ma anche il presidente della Fnsi, Roberto Natale, è stato altrettanto duro domandando: "Visto che il presidente del Consiglio continua a deprecare l'uso criminoso della tv, ancora una volta tirando in ballo a sproposito Annozero, come considera l'uso della tv che è stato fatto ieri mattina dalla più importante rete Mediaset?". E ancora: "Mattino 5 ha mandato in onda un servizio su Raimondo Mesiano che rassomiglia molto ad un pestaggio mediatico. Ci sembra un tema ben più rilevante che non le minacce di ritorsione sul canone Rai al solito segnate dal suo clamoroso conflitto di interessi".


Mattino 5 innondato di mail di protesta
Neanche i telespettatori di Canale 5 hanno gradito l'operato di Mattino 5, invadendo la redazione con durissime mail di protesta. Una di queste è stata inviata - per conoscenza - anche alla redazione de ilsalvagente.it; ve ne proponiamo uno stralcio: "Siete subdoli, vergognosi e dovete proprio fare una bella fatica a guardarvi allo specchio: vergognatevi. Cambiate mestieri pubblicitari dei miei stivali, il giornalismo è tutta un'altra cosa, siete penosi".


Mediaset furiosa: "Niente bacchettate"
Claudio Brachino, conduttore di Mattino 5 e direttore di Videonews si è difeso: "Non c'era alcuna malizia ma solo il senso televisivo di dare un volto a un personaggio che la gente non conosceva di persona".
Ma la reazione più forte arriva, nel tardo pomeriggio, da Mauro Crippa, direttore generale delle news di Mediaset: "Non accettiamo bacchettate da chi negli ultimi mesi ha reso sistematica prassi giornalistica lo spionaggio a senso unico dal buco della serratura". "Troppo comodo - continua Crippa - prendersela oggi con Brachino, che mostra a passeggio per strada un magistrato che obbiettivamente ha acquisito notorietà nazionale ed internazionale, quando l'informazione giornalistica è dominata da curiosità assai più morbose".
In realtà Canale 5, tv generalista, è stata ben attenta - in passato - a non irritare una parte del suo pubblico, perché sono in gioco ricchi contratti pubblicitari e le grandi aziende detestano i programmi che suscitano un conflitto con i telespettatori. Ma 750 milioni di euro (a tanto ammonta la condanna inflitta dal giudice Mesiano alla Mondadori) valgono abbastanza da stravolgere una filosofia aziendale perseguita per anni.


Anche Il Giornale di famiglia Berlusconi all'attacco di Mesiano
Anche Il Giornale, come ha annunciato lo stesso Berlusconi "Se ne sentiranno delle belle su quel giudice" va all'attacco del giudice Mesiano con un articolo in prima pagina dal titolo: "Comizio anti Cav, poi il giudice stanga Fininvest". E ancora: "Raimondo Mesiano tre anni fa lodava in pubblico Prodi e sbottava: 'Berlusconi deve andarsene'. E già sapeva che avrebbe dovuto emettere la sentenza sul caso Mondadori". Nonostante il titolone, però, tutto il pezzo è scritto sulla base di una testimonianza assolutamente anonima.di un avvocato, che trovandosi per caso nello stesso ristorante del giudice, in un altro tavolo, sostiene di aver sentito Mesiano parlar bene di Prodi e male di Berlusconi "anche se sono passati tre anni e non posso ricordare con esattezza le parole".


Da Facebook alla rete, tanta solidarietà a Mesiano
L'indignazione sul servizio di Mattino 5 in un batter d'occhio rimbalza anche su Facebook, dove ci sono tre gruppi che esprimono solidarietà al giudice Mesiano. Il piu frequentato ha 132 iscritti, molti dei quali scrivono, a proposito del servizio di Matino 5, commenti molto duri. Si va da "spegniamo Mediaset, iniziamo a non guardare più le reti di re Silvio" a "E' una vera vergogna... che schifezza...ma un giornalista serio non può ammutinarsi di fronte a questi servizi?". I commenti, più o meno, sono tutti di questo tipo.
Su internet, invece, su generazioneblog.it si invita a comprare e indossare domani un calzino turchese in solidarietà a Mesiano.

[Il Salvagente]

postato da: fu  


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