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Home » News » Webzine » Salute e Benessere » Creme solari
sabato 01 agosto 2009
Creme solari
letture: 2241
Creme solari
Creme solari
Salute e Benessere: Prendere il sole è un po' il nostro sport nazionale. Come darci torto, visto che abbiamo la fortuna di poter contare su chilometri di spiaggia? Ma anche noi italiani, per quanto "mori" e avvezzi a tintarelle estreme, ci scottiamo.
E rientriamo a pieno titolo nella casististica internazionale sull'incidenza dei melanomi, cioè dei tumori della pelle, il cui rischio aumenta a causa dei raggi solari. Il melanoma è in preoccupante aumento (in Italia colpisce ogni anno mediamente 10 persone su 100 mila), ma non è l'unico problema collegato alla bramata tinta dorata. Il sole, in generale, non è un buon alleato della pelle: provoca spesso eritemi, scottature e comunque ne velocizza il processo di invecchiamento.
Impariamo quindi ad affrontare la stagione estiva armati di buon senso e soprattutto di una valida crema solare: il nostro test ne ha messo alla prova 18 tra le più vendute.

Più sensibili le donne
Sarà lo spauracchio di ritrovarsi con qualche ruga di troppo, sarà la maggior abitudine a ricorrere ai cosmetici, fatto sta che le donne usano con più frequenza degli uomini la crema solare. Le femmine superano i maschi di 22 punti percentuali, attestandosi al 78% che ne fa uso, contro il 56% degli uomini. Questo dato deriva da una nostra indagine specifica sulle abitudini degli italiani per quello che riguarda l'esposizione al sole. In generale, però, tra tutti gli intervistati (circa 800) solo uno su due fa uso di prodotti solari. Troppo pochi. E non basta: fra coloro che non si preoccupano di difendersi dal sole, il 24% ammette che il motivo è semplice disinteresse.
Un dato che rivela ancora una scarsa sensibilità alla questione protezione.

Non solo in spiaggia
Il sole batte sempre, non solo in riva al mare. Eppure gli italiani usano la crema solare principalmente nel classico momento della abbronzatura sul bagnasciuga, o al massimo sul bordo della piscina (82%). E quando si fa trekking o si scia in montagna? E durante altre attività sportive all'aria aperta? Purtroppo le percentuali dei virtuosi crollano vertiginosamente, attestandosi rispettivamente al 48 e 30%. Ricordiamo che i filtri solari devono essere usati in tutte le situazioni in cui si è esposti ai raggi Uv, dalla spiaggia alla scampagnata in bicicletta. Perché la nostra pelle rischia ovunque, anzi: spesso ci scottiamo proprio nelle occasioni in cui siamo meno organizzati per affrontare le insidie del sole.

Il giusto fattore di protezione
Dato che non tutti sono ancora molto esperti nel decodificare tutte le informazioni presenti nelle etichette dei solari e soprattutto il significato di numeri e sigle (solo il 24% di chi usa prodotti solari conosce il significato preciso del termine "fattore di protezione") facciamo il punto su questo aspetto.
• Fattore di protezione. La prima cosa da considerare, quando si acquista un prodotto solare, è il suo fattore di protezione (Spf, o Fp), cioè il rapporto tra la dose minima di esposizione al sole che causa scottatura o eritema con crema e senza crema. In altre parole, una persona che può stare al sole senza scottarsi per 10 minuti. con un filtro solare a protezione 15 potrà stare al sole senza scottarsi per due ore e mezza, cioè 15 volte di più. Attenzione, però, non fidiamoci troppo: il fattore di protezione è valutato con una metodica standard in laboratorio, non possiamo pensare di trasportarlo pari pari nella realtà. Anche perchè, chi di noi si spalma sei cucchiai di crema ogni volta, come dovrebbe essere fatto? E chi di noi lo fa ripetutamente, cioè almeno ogni due-tre ore, anche se non si fa il bagno? Per questo oggi le creme riportano anche un valore indicativo della protezione (bassa, media, alta e molto alta), studiata per dare un'indicazione più immediata e anche per non creare false aspettative.
• Filtro anti UvA .Proteggersi dai raggi Uvb, per intenderci quelli che causano danni immediati come macchie scure, eritemi e scottature, non è sufficiente. Le creme devono avere anche un filtro contro i raggi Uva, che a lungo andare danneggiano la pelle e possono aumentare il rischio di melanoma.

Sei il mio fototipo
La crema deve essere scelta in base al proprio tipo di pelle: chi ha una pelle molto chiara, magari con lentiggini, deve stare più attento e acquistare una crema con un fattore di protezione molto alto. Esistono 6 fototipi: i primi tre appartengono alle persone più delicate, che si scottano molto facilmente e sono maggiormente esposte al rischio di tumori della pelle. Secondo la nostra indagine quasi una persona su due usa un fattore di protezione troppo basso. Inoltre spesso sovrastimiamo la capacità di resistere della nostra pelle: il 65% degli intervistati si espone al sole troppo a lungo.

Filtri, profumazioni, allergeni
Dalla nostra inchiesta emerge che i primi due criteri di scelta di un prodotto solare sono la presenza di filtri anti Uva (69%) e il fattore di protezione Uvb (65%). Altri criteri importanti sono la resistenza all'acqua e caratteristiche come "ipoallergenici o dermatologicamente testati". Il nostro test ha verificato questi aspetti, analizzando l'efficacia dei fattori di protezione, il loro equilibrio, la resistenza all'acqua. Dal punto di vista delle allergie tutti sono sicuri, abbiamo fatto il test di tollerabilità cutanea, ma chi soffre di problemi specifici legati a uno o più componenti controlli con attenzione la lista ingredienti.
• Filtri chimici. Alcuni sono ritenuti poco raccomandabili. Tra questi il benzofenone 3 (benzophenone-3), considerato un perturbatore endocrino (interagisce con il nostro sistema ormonale), contenuto in Coppertone e Piz Buin. I filtri chimici sono comunque importanti, perché garantiscono un'adeguata protezione (Weleda, con filtri solo fisici, pur non avendo controindicazioni non protegge abbastanza), basta stare alla larga da quelli sospetti.
• Profumi. Alcune profumazioni possono essere allergizzanti. Coppertone, Erbolario e La Roche Posay non contengono profumi. Auchan, Vichy e Piz Buin, pur essendo profumati, non contengono alcuna profumazione allergizzante, a differenza di Nivea, Lancaster e Collistar che ne hanno dieci. I più usati sono i parabeni, perché molto efficaci, ma discussi per il loro potere allergizzante. La legge però ammette una concentrazione massima utilizzabile che garantisce la sicurezza del prodotto.
• Conservanti, coloranti, alcol. Vichy e Weleda non usano conservanti. Meglio evitare, infine, i prodotti che contengono inutili coloranti (l'Oreal) e alcol (Weleda, Vichy, Nivea e Lancome).

Il nostro test
I prodotti solari, pur essendo cosmetici e non farmaci, devono garantire la protezione dichiarata.
• Protezione Uvb. Abbiamo verificato che i 18 prodotti, acquistati nella categoria "protezione media", avessero effettivamente questo tipo di potere schermante contro i raggi Uvb.
• In vitro. Per farlo abbiamo riprodotto in vitro le condizioni di una pelle esposta al sole, usando lo stesso metodo approvato per le analisi sui filtri Uva. Una procedura che riteniamo più precisa, riproducibile ed etica, ma non ancora condivisa da tutti i produttori, che in generale effettuano questo genere di prove "in vivo", cioè su un gruppo di volontari .

Ci sono prodotti per ogni esigenza
Esistono diverse formulazioni, per soddisfare tutti i gusti e le necessità degli utilizzatori. Scegliete il solare giusto per le vostre esigenze.
• Creme e lozioni. Dette anche "latti solari", sono le più diffuse, e offrono tutti i gradi di protezione. I filtri sono dispersi in un'emulsione di acqua, olio e cere. Creano una barriera omogenea, con una buona copertura.
• Olio. Si stende facilmente, ma non riesce a creare sulla pelle una pellicola omogenea abbastanza resistente da garantire una protezione alta. Lascia la pelle unta. Non servono conservanti. Ha protezioni medio-basse.
• Stick. È un solare solido, ad alta protezione. Ideale per piccole zone del corpo particolarmente delicate, come labbra, zigomi, contorno occhi e così via. Può lasciare una colorazione bianca.
• Gel. Le formulazioni in gel danno una sensazione di freschezza. Ma, poiché spesso contengono alcol, non sono indicate per pelli sensibili, irritate e nei bambini. La copertura non è omogenea e la protezione è bassa.
• Spray. Sono prodotti liquidi. Non creano una barriera sufficientemente spessa a garantire un'adeguata protezione. Non necessitano di conservanti e sono facili da usare. Il prodotto è protetto da contaminazioni grazie allo spruzzatore.

Sprecati fino a 5 euro
C'è il virtuoso, che rovescia il tubetto con minuti di anticipo e schiaccia forte per fare uscire fino all'ultima goccia di prodotto. E lo sprecone, che appena la crema comincia a scarseggiare si arrende e butta il flacone così com'è. Fatto sta che, quando non esce più nulla, si pensa erroneamente che la crema sia finita. In realtà dentro c'è sempre qualcosa di "salvabile". Un nostro esperto si è munito di pallottoliere e ha fatto i conti in tasca ai prodotti del test. Nella migliore delle ipotesi, quel che resta, pur schiacciando, è il 5% dell'intero contenuto (Ambre Solaire e Lancaster); nella peggiore è il 21% (Collistar). Mediamente, abbiamo constatato che anche impegnandosi per far uscire il prodotto, si perde sempre l'11% del contenuto. Poca cosa direte voi. Invece no: lo spreco, tradotto in soldoni, va dai 68 centesimi di Ambre Solaire ai quasi 5 euro del solare Collistar.

Bambini: devono essere sempre protetti
Volevo sapere se avete già fatto dei test sulle creme solari. Quale potete consigliarmi per i miei bambini? Corrado Brambilla - Sovico (Mi)
Prima di tutto, come raccomandazione generale, è bene non esporre i piccoli al sole nelle ore più calde (11 - 15). Per quanto riguarda la crema, consigliamo sempre una protezione alta o medio alta, almeno fino ai tre anni di età. I solari specifici per bimbi, per esempio, hanno sempre questo grado di protezione: con loro andate sul sicuro. Inoltre, contengono più filtri fisici: sono creme pastose, che creano una patina bianca, ma sono più indicate per le pelli sensibili dei più piccoli, perché proteggono anche dal surriscaldamento. In ogni caso, verificate la presenza di protezione Uvb e Uva. Diffidate da scritte come "protezione naturale": non esistono piante o erbe che proteggono dal sole, deve sempre esserci almeno un filtro, fisico o chimico. Le creme colorate sono divertenti e utili per vedere dove sono state spalmate, ma contengono coloranti superflui.

Consigli utili: come fare del sole un alleato
Anche se scegliete una protezione molto alta e un prodotto stabile e resistente all'acqua, non crediate che basti ad assicurarvi una protezione totale.
• Per evitare le scottature e l'invecchiamento della pelle, o altri guai peggiori, bisogna prima di tutto saper usare i solari: vanno applicati abbondantemente prima di stendersi sulla sdraio (per dare un'idea servono circa sei cucchiai per tutto il corpo) e riapplicati ogni due ore e dopo ogni bagno.
• Non esponetevi comunque nelle ore più calde.
• Non esponete al sole i bambini sotto i sei mesi.
• Indossate occhiali da sole e cappello.
• Una dieta ricca di frutta e verdura aiuta a combattere i radicali liberi causati dall'esposizione ai raggi solari, grazie all'effetto protettivo degli antiossidanti.
• Bevete molta acqua e/o spremute di frutta, per mantenere un buon livello di idratazione della cute.
• Anche i tessuti, come quello dell'ombrellone o di una maglietta, fltrano i raggi del sole. Il cotone protegge più della fibra sintetica, ma se è bagnato non riesce più a fermare i raggi solari.
• Inutile prepararsi sottoponendosi alla lampada abbronzante, perché questa si limita a creare una patina di colore che scompare rapidamente e che non è abbastanza forte da proteggere la pelle.
• Continuate a usare le protezioni solari fino alla fine della vacanza, anche se siete già color cioccolato.
• Attenzione alla data di scadenza che trovate sulla confezione (il cosiddetto PAO) e alle condizioni di conservazione del prodotto: controllate odore, colore e consistenza della crema.

Questione di gusti
Vi piace il profumo? Si spalma bene sulla pelle? Abbiamo raccolto le impressioni di un gruppo di utlizzatori sulle creme del nostro test.
• La crema solare deve piacere. Solo così si ha la garanzia di utilizzarla spesso. Odore o consistenza possono essere fastidiosi per alcuni, ma piacevoli per altri. Per questo consigliamo di provare sempre la crema prima di acquistarla.
• Idratazione. Subito dopo l'applicazione tutte le creme, secondo il parere dei nostri volontari, danno una sensazione di idratazione. Diverso è invece il giudizio di laboratorio, effettuato a distanza di alcune ore, sulla loro reale efficacia idratante.
• Profumazione. L'odore di queste creme non è sempre piaciuto. Profumazioni poco gradite o troppo intense per Bilboa, Biotherm, Coop, Coppertone, Erbolario e Vichy. Bocciate anche le marche senza profumazione: La Roche Posay, Coppertone ed Erbolario (prendetele in considerazione però in caso di allergia ai profumi).
• Assorbimento. Alcune creme sono risultate troppo liquide o al contrario troppo "spesse" (Auchan, Bilboa, Clinians, Coop).
• Colore e consistenza. Non sono piaciuti i prodotti colorati (Bilboa e L'Oreal) e quelli troppo grassi e densi (Coop, Coppertone, Vichy e Weleda).


Creme solari dell'anno scorso? Meglio di no

Estate, sole, protezione con crema: se nell'armadietto è rimasto qualche flacone avanzato dall'estate precedente, perché non finirlo? La ragione è semplice: dopo un anno i filtri contenuti nel prodotto solare non proteggono più. Hanno perso tutta l'efficacia. La creme solari vanno bene solo se utilizzate entro un anno dalla loro apertura.

Un test francese
I nostri colleghi della rivista francese Que Choisir hanno analizzato di nuovo le creme solari testate l'anno scorso per valutarne l'efficacia dopo circa 7-9 mesi.

Il test sulla protezione UVB e UVA rivela che l'efficacia si conserva. Il test è stato condotto in condizioni "meno severe" rispetto alle situazioni reali d'uso e per un tempo inferiore all'anno.

In generale possiamo dire che le creme solari durano 12 mesi dall'apertura se conservate in modo ottimale, se però le lasciamo aperte in spiaggia e sotto il sole, potrebbero anche durare meno. In ogni caso mai utilizzare la crema solare dell'estate precedente.

Obbligatoria la data di scadenza
Le creme solari, in quanto cosmetici, sono obbligate per legge a riportare la durata: sulla confezione potreste trovare indicata la data di scadenza (obbligatoria se il prodotto ha una durata inferiore a 36 mesi, ad es. marzo 10, 03/10) oppure il PAO (period after opening), ossia la durata una volta aperto. È obbligatorio se non c'è la data di scadenza: viene riportato il disegno di un barattolo aperto e ad esempio 12M.
Consigli per conservare al meglio le creme

* Chiudi sempre bene la crema.
* Evita il contatto con la sabbia: pulisci le mani prima di prendere la crema, non appoggiarla nella sabbia.
* Non lasciarla esposta al sole in spiaggia, né chiusa in auto al sole per ore.
* Non travasarla in altri contenitori.
* Non aggiungere acqua o altri ingredienti.
* Evita le creme in barattoli o con una apertura grande, sono molto meglio i tubetti e contenitori con un piccolo foro o quelli sottovuoto, è più difficile che si contaminino.
* Non utilizzare mai la crema oltre la data di scadenza.
* Se la crema non è omogenea o ha un odore rancido non utilizzarla anche se non è ancora scaduta.

Buon consiglio, le buone e vecchie creme utilizzatele come doposole o idratanti, ma recuperate nuove creme per proteggersi dal sole

[Altrocunsumo]

postato da: fu  


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