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Home » News » Webzine » Diritto e Giustizia » "Dietro i barconi c'è la crimi...
martedì 12 maggio 2009
"Dietro i barconi c'è la criminalità" Ma l'Onu stoppa la linea Berlusconi
letture: 1149
l'ONU contro l'Italia
l'ONU contro l'Italia
Diritto e Giustizia: L'agenzia per i Rifugiati: «Fermate
i respingimenti, l'asilo è a rischio».
Ma il premier rilancia: «Gli sbarchi
non sono occasionali, accordi miei».
E il governo mette la fiducia sul ddl
I barconi di immigrati che salpano verso l'Italia «non sono fatti occasionali ma il frutto di una organizzazione criminale»: all'interno vi sono persone che «sono reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali e che hanno pagato un biglietto». Il premier Silvio Berlusconi torna a parlare della questione immigrazione. Anche per stoppare la polemica tra Lega e An, il premier, in una intervista alla Rai, si è assunto in prima persona la responsabilità di aver architettato gli accordi con Gheddafi in base ai quali i migranti intercettati nel Canale di Sicilia vengono riportati al punto dal quale sono partiti.

«Gli accordi con la Libia li ho gestiti io- ha sottolineato il premier - li ho sottoscritti io, Maroni esegue quegli accordi che sono stati assunti direttamente da me. Gheddafi sta rispettando gli accordi che aveva preso con me». In tarda mattinata dall'Onu è arrivato l'ennesimo monito. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha annunciato oggi a Ginevra di aver scritto al governo italiano esprimendo «grave preoccupazione» per il rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare e per chiedere alle autorità italiane di «riammettere quelle persone rinviate dall'Italia ed identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale». Per l'Onu il principio del non respingimento non conosce limitazione geografica.

Ieri, il presidente del Consiglio aveva risposto a Gianfranco Fini, che chiedeva di accertare il diritto d'asilo. «Su questi barconi, come dicono le statistiche, persone che hanno diritto d'asilo non ce ne è praticamente nessuna. Solo casi eccezionalissimi. Noi- aveva sottolineato il Cavaliere- comunque abbiamo sempre uno spirito umanitario». Sulla questione immigrazione, ha spiegato il premier, «la verità è questa: la sinistra vuole che le porte del nostro paese siano spalancate a tutti, quindi anche ai clandestini», mentre «noi invece riteniamo che le porte debbano essere chiuse o socchiuse soltanto per chi viene in Italia per lavorare ed integrarsi». Oggi ha ribadito: «Non credo che ci sia nessuno che, avendo i requisiti per chiedere di essere accolto in Italia, possa dire di non essere stato accettato. Ci sentiamo in dovere di dare accoglienza a chi fugge da una situazione pericolosa per la sua vita e la sua libertà».

Berlusconi elogia poi le posizioni di Piero Fassino e Francesco Rutelli sul tema dell'immigrazione. «Mi fa piacere che i due esponenti del Pd che non abbiano ritenuto uno scandalo il respingimento dei migranti - che ci sia anche nell'opposizione qualche persona di buon senso che non segue fino in fondo l'ideologia». Franceschini parla invece di uso immorale e strumentale della vicenda dei clandestini: «I barconi pieni di disperati sono stati trasformati in uno spot elettorale per le prossime elezioni, come se fossero un manifesto per raccogliere voti e questa è la cosa più immorale». Quanto alle polemiche nel Pd, Franceschini assicura che nel partito non esiste nessun distinguo «noi diciamo tutti la stessa cosa: i respingimenti, cioè rimandare gli immigrati clandestini nei loro paesi deve avvenire, ma vanno rispettate le regole e le norme internazionali, si tratta di rispettare la dignità dell'uomo, le leggi italiane e quelle internazionali».

Il Governo intanto, come già preannunciato nei giorni scorsi, ha posto la fiducia su tre maxiemendamenti per approvare velocemente le norme del disegno di legge sicurezza. Il primo voto è previsto per domani alle 10,30. Immediate le proteste dell'opposizione, che contesta metodo e merito seguiti dalla maggioranza. Queste norme - osserva il capogruppo del Pd a Montecitorio, Antonello Soro - hanno profili evidenti di incostituzionalità. Con l'introduzione del reato di clandestinità, medici e presidi saranno costretti a fare la spia. L'Idv ha disertato il comitato ristretto della Commissione Giustizia, convocato di prima mattina, «per ragioni politiche molto chiare». In aula il Pd boccia la scelta dell'esecutivo: la richiesta di fiducia contravviene alle sollecitazioni del Capo dello Stato e del Presidente della Camera, viola la logica del voto a scrutinio segreto previsto dal regolamento. La ratio, sottolinea Soro, «è quella di predeterminare e garantire» una sfera di diritti costituzionali e di materie sulle quali i deputati possano votare liberamente a scrutinio segreto, senza subire il vincolo della disciplina di partito. «La tutela di diritti fondamentali rilevanti implica la prevalenza della libertà del Parlamento rispetto al valore della stabilità del Governo».

È stato lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, a spiegare che la richiesta del Governo non ha alcun profilo di inammissbilità. «Essendo problematico o comunque opinabile l'adesione alla Costituzione delle norme in esame, lungi dalla presidenza ledere le prerogative sovrane dell'Assemblea», ha detto in Aula la terza carica dello Stato. La presidenza non può dichiarare inammissibili gli emendamenti su cui il Governo ha chiesto, stamane, di porre la fiducia. Emendamenti che peraltro, osserva Fini, riproducono il lavoro delle Commissioni. «Il regolamento - sottolinea ancora - esclude la questione di fiducia solo sugli argomenti per i quali è prescritta obbligatoriamente la votazione per alzata di mano o a scrutinio segreto». Non trova applicazione laddove il ricorso ad esso abbia luogo su richiesta. Naturale e «doveroso» per il presidente dei deputati della Lega, Roberto Cota, porre la fiducia. «Noi manteniamo le promesse fatte ai cittadini», sottolinea.
[La Stampa]

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Berlusconi: sui barconi nessuno ha diritti d'asilo. Ma l'Onu scrive all'Italia: ''Grave preoccupazione, riammettete i migranti''

Il governo pone la fiducia sui maxi-emendamenti di Maroni. Ignorati i ripetuti inviti del Vaticano. La Lega esulta.
Angelo Angeli

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha annunciato oggi a Ginevra di aver scritto al governo italiano esprimendo "grave preoccupazione" per il rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare e per chiedere alle autorità italiane di "riammettere quelle persone rinviate dall'Italia e identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale". Per l'Onu il principio del non respingimento non conosce limitazione geografica.

"L'Unhcr-Roma - ha detto a Ginevra il portavoce Ron Redmond - ha mandato stamattina una lettera al governo italiano per affermare che l'Unhcr, pur essendo cosciente del problema che l'immigrazione irregolare pone all'Italia e agli altri Paesi dell'Ue, resta gravemente preoccupato che la politica ora applicata dall'Italia mina l'accesso all'asilo nell'Unione europea e comporta il rischio di violare il principio fondamentale di non respingimento" (non refoulement) previsto dalla Convenzione del 1951 sui rifugiati. "Il principio di non respingimento - ha detto il portavoce Ron Redmond in un briefing alla stampa - non conosce limitazione geografica e gli Stati sono obbligati a rispettare questo principio ovunque esercitano la loro giurisdizione, in alto mare incluso". Il portavoce ha ricordato che la Libia non ha firmato la Convenzione del 1951 e che non vi sono quindi garanzie che le persone bisognose di protezione internazionale possano trovarla in Libia. "L'Unhcr si sta sforzando di fornire assistenza umanitaria e protezione alle persone rinviate in Libia dall'Italia e dai primi colloqui risulta che alcune di loro chiedono protezione internazionale e potrebbero avere diritto a tale protezione. Si tratta ad esempio di persone provenienti dalla Somalia e dall'Eritrea", a detto Redmond. "In considerazione del fatto che gli Stati sono responsabili delle conseguenze delle loro azioni che colpiscono persone sotto la loro giurisdizione, chiediamo al governo italiano di riammettere quelle persone respinte e identificate dall'Unhcr quali individui che chiedono protezione internazionale. Le loro domande d'asilo potrebbero allora essere determinate in conformità alla legge italiana", ha spiegato il portavoce. Secondo i dati dell'Unhcr, nel 2008 oltre il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale. Più del 70 % delle circa 31mila domande d'asilo nel 2008 in Italia provenivano da persone sbarcate sulle coste meridionali del Paese.
Il governo pone la fiducia sui tre maxi-emendamenti di Maroni
Ma la maggioranza va avanti perla sua strada. Il governo ha posto la questione di fiducia sui tre maxi-emendamenti del decreto sicurezza del ministro degli Interni, Roberto Maroni. Lo ha annunciato nell'aula della Camera il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, dove il governo gode di un'amplissima maggioranza. La fiducia, quindi, è un problema che riguarda soprattutto la compattezza dei partiti che sostengono il governo.

Berlusconi: sui barconi quasi nessuno ha diritto d'asilo
"Non c'è quasi nessuno sui barconi che ha diritti d'asilo". Da Sharm el Sheikh, in Egitto, dove oggi è in programma il secondo vertice italo-egiziano, il presidente del Consiglio fa sentire ancora una volta la sua voce, schierandosi dalla parte del ministro degli Interni, Roberto Maroni e delle posizioni della Lega Nord. Con Berlusconi e il presidente egiziano Mubarak si sono anche i ministri degli Esteri Frattini, dell'Interno Maroni, delle Infrastrutture Matteoli, del Lavoro Sacconi e dello Sviluppo economico Scajola. In Egitto aranno firmati, tra l'altro, 22 accordi nei settori energia, sviluppo e collaborazione culturale. Il presidente del Consiglio ignora le ultime prese di posizione del Consiglio d'Europa e del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Anzi la sua frase senra quasi una risposta diretta ai dubbi sollevati ieri proprio da Fini.

Poi Berlusconi ha di nuovo accusato la sinistra di voler "spalancare le porte ai clandestini". "La sinistra - ha detto il presidente del Consiglio - vuole che le porte del nostro paese siano spalancate a tutti, quindi anche ai clandestini". "Noi riteniamo, invece, che le porte debbano essere chiuse, oppure debbano essere socchiuse soltanto a chi viene in Italia per lavorare e integrarsi". Quanto alle posizioni espresse dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, Berlusconi ha sottolineato con i cronisti di "non voler entrare in questo discorso". Un modo "diplomatico" per prendere le distanze.


La posizione del Consiglio d'Europa
Interviene anche il Consiglio d'Europa per chiedere all'Italia di smetterla di respingere i clandestini, dopo i reiterati interventi dei giorni scorsi della Chiesa. E lo fa per voce di Thomas Hammarberg, il commissario per i Diritti umani del Consiglio, definendo l'iniziativa "molto triste", perchè "mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d'asilo". In altre parole, "non è una buona soluzione".
Il messaggio lanciato da Hammarberg, che si dichiara "totalmente in linea con le posizioni espresse dal Vaticano" è chiaro, tanto quanto l'augurio: "Spero che l'Italia non vada avanti con questa politica". Il commissario per i diritti umani ha tuttavia spezzato una lancia in favore del ministro dell'Interno Maroni, invitando l'Unione europea a fare di più per sostenere il nostro Paese a rispondere all'emergenza sbarchi: "Credo che il ministro Maroni agisca in questo modo perchè a Bruxelles ha trovato soltanto il silenzio dell'Ue", conclude, augurandosi maggiore responsabilità e ascolto da parte dell'Unione verso quei paesi, come "Italia e Malta, che devono affrontare questa sfida".


Fini: "Rispettare il diritto d'asilo"

Il presidente della Camera Gianfranco Fini in visita ufficiale ad Algeri interviene sul tema della sicurezza e dice: "Non c'è alcun profilo di incostituzionalità nel testo dei maxiemendamenti presentati dalla maggioranza" nel disegno di legge Maroni. "La presidenza della Camera - ha detto ancora Fini - li ha ammessi come del resto era suo dovere fare". Ma poi Fini aggiunge che va, comunque, rispettato "il dirito d'asilo".

"Caccia grossa"? Casini e Franceschini si oppongono
Una campagna elettorale come una caccia grossa? Il dubbio viene quando il ministero degli Interni emette, uno dopo l'altro, "trionfali" bollettini sulle battaglie in mare contro barconi che a stento si reggono a galla.
Sono 500 gli immigrati riportati in Libia in 5 giorni. Nuove critiche della Cei, mentre reagiscono sia il leader del Pd, Franceschini, che quello dell'Udc, Pierferdinando Casini.
Franceschini trova "orrendo" che si faccia campagna elettorale affrontando in mare aperto i clandestini e sostenendo che non sono entrati nelle acque territoriali italiale che vengono loro sbarrate. Anche Pierferdinando Casini, vicinissimo alle posizioni espresse dalla Chiesa ripetutamente durante il week, parla di "demagogia elettorale":

Maroni, invece, si vanta

Maroni, invece, continua a vantarsi delle sue disposizioni. "Pochi minuti fa abbiamo riportato a Tripoli altri 240 clandestini trovati in mare": annuncia a Vicenza il ministro dell' Interno. "La linea della fermezza - ha proseguito Maroni - continua e continuerà in maniera chiara finché gli sbarchi non cesseranno. Accanto a questo continuerà l'accoglienza per chi arriva e riesce a entrare, con la verifica che dirà se ci sono o meno i requisiti per l'ottenimento dello status di rifugiati.
Ma la nuova linea sulla quale ci attestiamo e che continuerà è il respingimento. Chi non entra nelle acque territoriali italiane verrà rispedito da dove è venuto. Ciò è possibile grazie alle normative internazionali che noi applichiamo rigorosamente".
Secondo Maroni infine "la Lega porta avanti una opposizione storica quella dell'impegno di contrastare l'immigrazione clandestina e ci stiamo riuscendo".


Bossi soddisfatto: la nostra linea paga
"La nostra linea fa proseliti": afferma soddisfatto il leader della Lega Umberto Bossi, arrivando a Vicenza per partecipare agli Stati Generali del Carroccio, facendo riferimento alle posizioni di maggioranza e del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sull'immigrazione. Bossi ha deciso di giocare, in realtà tutte le sue carte, nella campagna elettorale per le europee, sullo stop ai clandestini e ha costretto Berlusconi a rincorrerlo sul suo terreno.
La sfida in alcune regioni del Nord fra Pdl e Lega è, infatti, testa a testa.
Anche per il ministro leghista Roberto Calderoli "l'intervento del presidente del Consiglio che rifiuta un'Italia multietnica sottolinea un passaggio rivoluzionario rispetto al passato".
"I respingimenti - ha detto il ministro - non sono mai esistiti prima d'oggi, sono merito della Bossi Fini e oggi si possono realizzare".
Calderoli nega che questo nuovo corso di Berlusconi possa influire sul consenso elettorale, perché - a suo dire - è il presidente del Consiglio ad essersi "pontidizzato". Al momento sembra così, nei prossimi giorni si vedrà.




I Vescovi replicano ancora: la pluralità già c'è

L'Italia multietnica e multiculturale è ''un valore'' ed esiste gia' ''di fatto''. Ancora una replica della Cei, cioè dei Vescovi italiani, a Berlusconi che ieri aveva dichiarato di essere contrario a una "società multietnica". L'ultima presa di posizione arriva dal segretario generale della Cei, monsignor, Mariano Crociata che all'Agenzia Ansa aggiunge: ''il problema è, invece, il modo in cui le culture e le presenze si rapportano'', perché ''non si cresce insieme in una accozzaglia disordinata e sregolata''. E anche l'ultima frase sembra una critica alle politiche di integrazione non messe in atto dall'attuale governo.


Berlusconi dà la copertura a Bossi e Maroni contro la Chiesa
Ci ha pensato su 24 ore, poi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di difendere il suo ministro degli Interni, Roberto Maroni e l'alleanza con la Lega che sostiene il Berlusconi IV. "Non apriremo le porte a tutti come la sinistra - dice Berlusconi - la loro è un'idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l'asilo politico".
"Non vedo nessuno scandalo - aggiunge il premier - è chiaro che in mare dobbiamo dare assistenza, ma noi siamo in linea con le disposizioni europee. Non c'è nulla che violi gli accordi internazionali". E quanto alla legge Bossi-Fini, "non c'è nessun progetto di cambiamento che io conosca".
Interviene nuovamente anche il ministro degli Interni e ribadisce che "chi non è ancora entrato nelle acque territoriali italiane verrà rimandato nel paese di provenienza, chi entra nelle nostre acque verrà accolto come sempre, valutando se ha i requisiti per rimanere in Italia".
Poi Maroni fa riferimento alle "polemiche che si ripetono da due giorni" e parla di "accuse infondate a cui non replico, anche se in taluni casi hanno toccato toni grevi, pesanti ed offensivi. Questa linea continuerà finché gli sbarchi non cesseranno".
Questo perché si tratta, sostiene il ministro, di un'iniziativa che si è rivelata "molto efficace ed è largamente condivisa dai cittadini italiani, che vedono finalmente una reazione forte e decisa del governo".

Dalla Chiesa ieri tre critiche in un giorno
E tre, anche l'Osservatore romano ha da dire la sua contro il decreto sicurezza di Maroni, che dovrebbe essere convertito in legge, grazie alla fiducia imposta alla Camera, la prossima settimana. Ma la Chiesa non è rassegnata a questa conclusione, che - per la verità - a questo punto sembra inevitabile, visto che la Lega l'ha imposta a Berlusconi come "pegno elettorale" in vista delle europee. Ma il Vaticano non intende mollare e ieri lo ha fatto capire con un crescendo di prese di posizione. Da ultima è arrivata quella dell'Osservatore romano.
Il quotidiano della Santa Sede sottolinea "la priorità del dovere di soccorso nei confronti di chi si trova in gravi condizioni di bisogno. I migranti devono poi essere ricoverati presso strutture - conclude l'Osservatore - che possano fornire adeguate garanzie di assistenza e di rispetto dei diritti umani''.
"Il respingimento del barcone di clandestini in Libia è stata una brutta sorpresa" anche per l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).
Il portavoce dell'Unhcr, Laura Boldrini, alla Radio Vaticana, ha ricordato, infatti, che il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva assicurato due settimane fa, proprio all'Alto Commissario Gutierrez, che ''il cosiddetto modello Lampedusa, quindi questo sistema di soccorso, accoglienza, informazione, non era minimamente in discussione''.


Respinto un altro barcone con 80 immigrati a bordo
Un altro barcone con 80 immigrati a bordo è stato riportato, intanto, ieri mattina nel porto di Tripoli. Lo ha reso noto il Viminale mettendo in evidenza i ''primi effetti concreti nell'ambito della collaborazione Italia Libia sulla lotta alla criminalita' organizzata''.
L'imbarcazione, che si trovava in difficoltà non lontano dalle coste libiche, è stata soccorsa da un rimorchiatore in servizio presso una piattaforma dell'Eni.Gli immigrati sono sbarcati al porto di Tripoli intorno alle 11 di ieri mattina. Ad attenderli c'erano delle ambulanze che si sono occupate di portare immediato occorso ai passeggeri più provati dalla traversata.
Tutti gli altri, come di prassi in Libia, sono stati consegnati ai funzionari del ministero dell'Interno libico.


Critiche del Vaticano

Il rimpatrio dei clandestini in Libia "ha violato le norme internazionali sui diritti dei rifugiati", e anche alcune norme del pacchetto sicurezza, come quella sulla denuncia obbligatoria dei medici, preludono a "gravi difficoltà" per la realizzazione dei diritti umani dei migranti in Italia. Lo dichiara all'Agenzia Ansa, il segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, Monsignor Agostino Marchetto.
"La normativa internazionale, alla quale si è appellata anche l'Onu - ha ricordato monsignor Agostino Marchetto - prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati 'rifugiati presunti''".
"Capisco che gli attuali flussi misti complicano le cose anche per i governi - ha aggiunto - ma c'é bisogno comunque di rendere operative le norme concordate e riaffermate più volte nelle sedi internazionali".

Un attacco ancora più duro in serata

A far capire bene a tutti che non si tratta di una posizione isolata è intervenuto anche padre Gianromano Gnesotto, direttore dell'Ufficio per la pastorale degli immigrati. Padre Gnesotto ha ribadito, ieri sera, che "Il nuovo pacchetto sicurezza del governo, e in particolare l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, preoccupa i vescovi. Le norme mettono a rischio, oltre ai diritti umani degli immigrati, il riconoscimento dei diritti ''fondamentali'' alla salute e all'istruzione di tutti i cittadini".

Napolitano: stiamo attenti all'intolleranza

Si fa sentire anche la voce del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in un discorso tenuto in occasione del 157° anniversario della fondazione del Corpo di polizia, in un passaggio ammonisce: "La cooperazione internazionale è da privilegiare anche nel contrasto dell'immigrazione clandestina e della criminalità straniera sul territorio nazionale, che rischiano di ingenerare una diffusa percezione di insicurezza e preoccupanti fenomeni di intolleranza". [Il Salvagente]

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Save the Children: il governo mette a rischio i minori

Dure le accuse di Save the Children ed forte l'attenzione a Strasburgo sui respingimenti in mare praticati dalla Marina Militare italiana nel Maditerraneo.
Save the Children afferma che "i minori stranieri soli arrivati via mare a Lampedusa da maggio 2008 a febbraio 2009, sono stati 1994, a cui si vanno ad aggiungere 300 minori accompagnati.Tali dati rafforzano la presunzione di presenza di minori tra i migranti che continuano ad essere rimandati in Libia". Aggiunge inoltre l'associazione "La prassi adottata dal Governo italiano metterebbe a rischio i loro diritti fondamentali in considerazione delle violazioni che avverrebbero nei centri di detenzione libici".
Rincara la dose Secondo il commissario UE per i Diritti umani, Thomas Hammarberg, secondo cui il respingimento dei barconi dei migranti "mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d'asilo. L'iniziativa italiana mina totalmente il diritto di ogni essere umano di ottenere asilo. Spero che l'Italia non vada avanti con questa politica".
Eppure non fa una piega la maggioranza di Berlusconi che respinge tutti gli attacchi in modo compatto avvalendosi anche del sostegno Fini. "Non si può dire che respingere l'immigrato che vuole entrare clandestinamente viola il diritto internazionale, che prevede il respingimento e prevede ovviamente e Gianfranco Finigiustamente che venga verificata la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo prima che si riaccompagni il migrante al paese da cui proviene" afferma il Presidente della Camera, che però pone l'accento sulla questione del diritto d'asilo sostendo che i respingimenti rendono "complicata la vicenda" e aggiunge "va ricordato che anche noi abbiamo il dovere di verificare se tra quelli respinti vi sono alcuni che hanno diritto di chiedere asilo".
Coglie la palla balzo Ronchi che si associa a Borghezio nell'additare le istituzioni continentali come anti-italiane, denunciando "un problema di pregiudizio nei confronti del nostro Paese".
L'opposizione tace, laddove non approva in linea generale la dottrina Maroni, in un paese che non reagisce neanche davanti alla ripresa feroce di politiche evidentemente razziste [Altro on line]

postato da: fu  


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