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Home » News » Archivi di TF » La porta di Carlo V e la cappe...
domenica 11 novembre 2018
La porta di Carlo V e la cappellina di S.Maria della Soledad
letture: 5253
Data evento: martedì 27 gen 2009
GAETA - La Porta di Carlo V (sec. XVI)
GAETA - La Porta di Carlo V (sec. XVI)
Archivi di TF: Nell'anno 1516, alla morte del re Ferdinando d'Aragona (Ferdinando il Cattolico), il trono di Spagna venne ereditato da suo nipote Carlo d'Asburgo passato poi alla storia come Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero.
Continuando le opere di fortificazione della città di Gaeta, già iniziate dal nonno, Carlo V dal 1516 al 1538, avvalendosi dell'ingegno dei migliori architetti militari del suo tempo, fece erigere un'alta e robusta muraglia lungo la linea di costa a partire dall'attuale Punta Stendardo. Tale baluardo, seguendo il litorale, giungeva fino all'opera di protezione, avanzata e ben difesa, chiamata "La Cittadella", sotto la quale venne collocato l'accesso principale della Città.
Quest'ingresso è costituito da un grande androne fra due porte, una orientata ad est e l'altra a sud. Sulla porta meridionale è stato ricollocato dopo l'Unità d'Italia lo stemma dell'imperatore che era stato rimosso e sostituito, durante la dominazione dei Borbone di Napoli, dall'emblema di questa dinastia.

L'intero complesso, oggi conosciuto come Porta di Carlo V (o della Cittadella), per secoli (fino al 1928) è stato per chi proveniva dalla via di terra l'unico accesso alla Città fortificata e, per questo motivo, è noto anche come Porta di Terra, denominazione data anche al rione circostante.

img

Nell'anno 1660 governava la piazza di Gaeta il generale spagnolo e Maestro di Campo Don Alonso de Monrroy il quale, forse "in ringraziamento per essere scampato ad un attentato nel quale era rimasto ucciso il suo aiutante", fece edificare nell'androne della Porta di Carlo V una cappellina dedicata alla Madonna e volle che fosse simile ad altra fatta erigere in Napoli dal Maestro di Campo don Luigi Henriquez.
Vi fu esposto un quadro della Vergine Addolorata che gli Spagnoli onorano in modo speciale sotto il titolo di S. Maria de la Soledad e che il popolo ben presto chiamò impropriamente della Solitudine o Solitaria.
Il Monrroy, oltre ad averla fatta edificare a proprie spese, la fornì di rendita ed ottenne da Roma il permesso per potervi celebrare una Messa settimanale nelle domeniche ed in tutte le festività di precetto, dando al sacerdote celebrante la giusta elemosina a tale scopo. Volle che servisse ad uso pubblico e che la prima Messa vi fosse celebrata il 15 agosto dell'anno 1661.
Nel suo testamento, rogato dal notaio Erasmo Baccarella il 28 gennaio 1668, lasciò un capitale di 200 ducati per l'ampliamento della cappella e per l'acquisto degli arredi sacri. Volle che vi fosse istituita una Cappellania con l'obbligo di affidarla ad un sacerdote spagnolo o di origine spagnola, e qualora anche questo mancasse, vi si supplisse con un prete qualunque, salvo a concedere definitivamente la nomina quando il candidato si presentasse. Volle altresì che la nomina venisse fatta dal comandante militare della fortezza. Le sue volontà furono a lungo rispettate.
Il Governatore Monrroy morì il 4 febbraio 1668 in età di 57 anni e fu sepolto sotto la chiesa di S. Francesco, che gli Spagnoli chiamavano di S. Giacomo. Quando, nel 1809, questa chiesa fu distrutta, la bella lapide che copriva il sepolcro del Governatore venne recuperata tra le macerie e murata nella parete destra della Chiesa della Natività o dell'Ulivo, dove ancora oggi è visibile.

img
Nella Cappella della "Soledad" per oltre due secoli si celebrò la S. Messa per i soldati della guarnigione e ben presto la Madonnina Solitaria, dal viso dolcissimo, divenne, secondo la tradizione, la protettrice dei pescatori e dei marinai che nelle notti di bufera sono ancora soliti invocarla.
Nel 1867, in forza delle leggi applicate all'asse ecclesiastico, il lascito dei 200 ducati fu incamerato dal Governo e le modeste rendite della cappellanìa fino a non molti anni addietro erano riscosse dall'Ufficio del Registro di Formia.
Da allora la Cappella è stata officiata solo saltuariamente ed alla sua manutenzione hanno provveduto negli anni i Marinai del limitrofo Comando Difesa Marittima (fino all'ultima guerra), e, dopo la guerra, i Marinai del Comando Dragaggio e del Deposito Combustibili M.M. (oggi Pol-Nato). Una particolare attenzione per il pio luogo ha avuto negli anni della sua vita l'ex Sottufficiale di Marina cav. Giuseppe Monti, che nel triste periodo dell'immediato dopoguerra ha evitato che la cappellina andasse in rovina.
Nel 1935 furono eseguite, a cura del commissario prefettizio della Città, alcune opere di restauro. Altre discutibilissime opere di restauro, tanto all'androne quanto al quadro, sono state compiute intorno alla metà degli anni '90.
A lato della cappellina, è conservata una lapide sui frontali della quale sono incise le epigrafi originali in lingua spagnola dalle quali, oltre al testamento del Monnroy, si ricavano le notizie sopra riportate. La prima epigrafe, più vecchia, è stata visibile a sinistra della cappellina fino all'ultimo restauro:

A Honrra y gloria de Dios y de su Madre
Santissima de la Soledad hico haçer esta
capilla El Maestro de cnpo D. Alònso
De Monrroy Cavallero Del orden del
Señor S.tiago Sendo Gobernador y Cap.n
A guerra de esta Civdad y se canto la pri
Mera Misa 'A 15 de Agosto de 1661


II restauro dell'androne ha comportato lo spostamento della lapide sulla destra della cappellina. La targa è stata girata ed è stata resa visibile la seconda iscrizione, già nota per essere stata riportata dallo storico locale Diego Monetti nel 1869:

A Honrra I gloria de Dios I de su madre Santisima de la
Soledad hico açer esta capilla el Maestro de ca~po
Don Alonsso de Monrroy Cavallero Del horden
De Santiago Comendador de Castro Verde del
Consejo Corateral de su Magestad Governador
Y Capitan a Guerra Desta Civdad ysse Canto
la primera Misa En ella A 15 de Agosto 1661
Suçedio le Su hermano El Maestro de Campo
Don Juan de Monrroy En dicho cargo Año 1668
Y Fue Continuando El Mantener Esta Buena Hobra


Immediatamente al di sotto è collocata una targa recante la traduzione dallo spagnolo della prima iscrizione, fatta fare e collocata nel 1938 a cura dal cav. Giuseppe Monti, che già aveva a cuore la cappellina della Soledad.
Le traduzioni dallo spagnolo di tali lapidi, peraltro simili, sono le seguenti:

A onore e gloria di Dio e di Sua Madre
Santissima della "Solitudine" fece fare questa
cappella il Maestro di Campo Don Alònso
de Monrroy cavaliere dell'ordine del
Signor San Giacomo essendo governatore e Capitano
di guerra di questa Città e si cantò la prima
Messa il 15 di Agosto del 1661

A onore e gloria di Dio e di sua Madre Santissima della
"Solitudine" fece fare questa cappella il Maestro di Campo
Don Alonso de Monrroy Cavaliere dell'Ordine
di San Giacomo Commendatore di Castro Verde del
Consiglio collaterale di Sua Maestà Governatore
e Capitano di Guerra di questa Città e si cantò
la prima Messa in ella il 15 di Agosto 1661
Gli successe suo fratello il Maestro di Campo
Don Juan de Monrroy in detta carica Anno 1668
e fu continuando a sostenere questa buona opera


img

Oggi, nonostante i tempi moderni costringano ad una vita frenetica, la Madonnina della "Soledad" è ancora tappa d'obbligo per tutti i Gaetani che vi passano ogni giorno. La sosta sotto le spesse mura antiche riporta alla mente i tempi passati ispirando, nel silenzio e nella penombra, riflessioni, suggestioni e preghiere.

Intanto sopra la porta sud, sotto l'emblema di Carlo V, dal 25 marzo 1536 una targa in travertino ancora attende l'iscrizione dedicatoria o commemorativa della visita, fatta quel giorno, dall'imperatore alla città di Gaeta.

img

Ci auguriamo che il restauro, ormai assolutamente necessario ed indifferibile, di questo storico monumento non debba aspettare i tempi della targa di Carlo V.


***
Pubblicato su TeleFree.it il 27 gennaio 2009
***

postato da: carandin  


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