Home | News | Eventi | Links | Oroscopo | Community | Ricerca

TeleFree



Community
Nick:
Pass:
:: registrati!
:: persa la password?

sx Eventi dx
dal 26/02 al 01/11 Sermoneta: Giardino di Ninfa, via alle prenotazioni online
letture: 9530
dal 01/05 al 31/05 Golfo di Gaeta: Il Maggio dei Libri
letture: 2623
dal 23/05 al 01/11 Cisterna: Il giardino di Ninfa riapre con nuove regole e un nuovo calendario
letture: 582
Calendario Tutti gli Eventi
dw

sx Menù dx
 menu Home
 menu News
 menu Eventi
 menu Links
 menu Fototeca
 menu Oroscopo
 menu Ricerca

 menu Community
 menu Registrati
 menu Entra
 menu M. Pubblici
 menu M. Privati
 menu Invia una news
 menu Invia un link

 menu Info
 menu Disclaimer
 menu Netiquette
dw

sx Online dx
iscritti:15.622
visitatori:77
dw

sx Links dx
 links Abbigliamento
 links Agenzie Immobiliari
 links Agriturismo
 links Alberghi
 links Artigianato
 links Associazioni
 links Auto - Moto
 links Aziende
 links Banche
 links Bar e Pasticcerie
 links Biblioteche
 links Centri Commerciali
 links Chiese
 links Cinema
 links Comuni
 links Cultura e Spettacolo
 links Enti Locali
 links Eventi
 links Farmacie
 links I siti degli utenti
 links Il Territorio
 links Imprese Edili
 links Informazione
 links Medicina
 links Nautica
 links Parchi
 links Partiti Politici
 links Piante e Fiori
 links Ristoranti & Pub
 links Scuole
 links Sport
 links Stabilimenti Balneari
 links Studi Cine-Foto
 links Supermercati
 links Terapisti
 links Viaggi e Turismo

Links Tutti i Links
dw

sx Eventi Storici dx
martedì
26
maggio
S. Filippo Neri
Compleanno di:
sex fdd
nel 1805: Napoleone Bonaparte viene incoronato re d'Italia.
nel 1910: Prima trasferta e prima sconfitta per l'Italia che a Budapest si errende all'Ungheria per 6-1.E' Rizzi all'88' a salvare l'onore azzurro firmado l'unica nostra rete.
dw

Home » News » Latina » Gaeta » Il david del Bronx
sabato 02 maggio 2020
Il david del Bronx
I luoghi nella Poesia di Dante Maffia
letture: 4107
Gaeta:
Federico Garcìa Lorca è il Poeta che più mi fa pensare a Maffìa. I due grandi Maestri d'Infinito sono irruenti,(...gli faccio , / vedere le cicatrici del cuore, degli occhi, del cielo... ), anarchici frombolieri, due David immortali del Bronx: "cantavano mostrando le loro cinture/con la ruota, l'olio, il cuoio e il martello//Novantamila minatori traevano l'argento dalle rocce,/i bambini disegnavano scale e prospettive."
Né Dante Maffia teme il Bronx: "Io il Bronx ce l'ho nell'anima.. "... si fermi qui./ Io so come rendere innocui i teppisti" . I due Immensi, nella loro Poesia appaiono rudi e fragili, nati per fare i poeti, per trarre dalle miniere della vita, non solo il bello, ma tutto il dolore del mondo. Importanti nella Poesia del Figlio della Sibaritide sono i luoghi; come, d'altronde, l'intero universo: cielo e terra; mari e monti; città e abissi metropolitani; spettri e sogni (Neve in sogno). Anche le cose, non solo i libri sono parte viva nella sua Poesia, è il poeta che parla non a un generico mondo, ma anche agli oggetti umili del suo quotidiano, così lo si può sorprendere a colloquio con una tazza col caffè :"sei sbreccata, vecchia zitella ormai/certo ricordo le prime volte,/ma i fiorellini azzurri ormai /ti sono sbiaditi./ Non farti sentire altrimenti per me si mette male// Smettila anche tu o finirai in cocci/Dì anche al caffè di tacere,/siamo tra nemici sospettosi e cattivi"
I luoghi di Maffìa non costituiscono mai approdi, nemmeno la sua Calabria, seppure amata al disopra di tutto, può dirsi rifugio, egli appartiene al mistero a un fluido romboidale destinato ad esplorare, in cerchi concentri , come Dante nell' Empireo e nell'Inferno, il logos dell'universo.
E' un Maestrale , a volte, violento , porta con sé nella sua solitudine e nel suo dolore i falchi che il grande Federico gli ha regalato, con essi si orienta e dibatte e in loro compagnia vola sulle Spiagge del Mulino. "Però sappiate che ho di fronte il mare,/Che posso vedervi ancora bambine/e ascoltare la voce dei vostri sogni/e che sono l'unico ospite/alla mensa di Federico/mentre brontola ai falconi/o mi legge i suoi versi. Questi versi di straordinaria e unica bellezza, dedicate alle sue due figlie, non solo a Rosa e che aprono la raccolta Neve Ardente con la prima parte titolata "Figlie" testimoniano in modo franco (come sa esserlo solo Maffìa) che sa di appartenere come figlio non tanto alla Calabria, ma si sente, come uomo e Poeta, di appartenere alla storia, al pari del grande Federico.
Maffià non ama nessuna accademia, nessun tessuto di seta, né i salotti e i mandolini, egli è schivo, uno di quei venti padroni del cielo e della terra, sa di esserlo, ma non è felice, né si accontenta di essere un dio. E' un vento che scompiglia. Parte la sua vita dal Castello di Roseto Capo Spulico, qui da piccolo ha brindato con i torrioni merlati del castello che l'accolsero fanciullo, da qui leggeva il suo futuro nelle mani del cielo, già con corona d'argento, con dentro un dolore così grande da fargli desiderare di preferire i fondali limpidi di quel suo mare, e orientava a piacimento la direzione dei venti, accarezzava nella disperazione delle ferite aperte da chi troppo presto gli era stato rapito, i granelli di sabbia della sua spiaggia che erano la sua dote, il suo tesoro di perle.
Tra stelle e comete, guerre e ribellioni, nenie e racconti della sua gente maturò l'incanto per la vita e per l'amore. Già all'alba, spuntando appena il sole si lasciava attraversare da scie di luci e di rimpianti, a cavalcioni sulle ruote del vecchio Mulino e le spighe di mare erano il suo canto. Sulla sua guancia di bambino portava già stampate due lacrime che saranno eterno tatuaggio alla sua anima: "La Calabria che lo scirocco sferza/non so se venendo o andando verso il mare./La campagna ora arsa ora verde/con pompamagna di vigneti e ulivi/è sempre qui, ingombra la mia anima,/la tesse e la distesse nei giulivi/pomeriggi d'estate, negli inverni amari/e tristi d'ore interminabili./La Calabria che pretende amore/-e non sa bene se sia donna o falco-/io la sradico, la esalto, la sotterro,/la benedico e maledico e poi/la invoco: madre, tomba, cielo,/condanna, luce che non tramonta mai".
Dante Maffia è pellegrino, nessun luogo può calmare il suo dolore, né braccia che possano dare tregua alla sua inquietudine, se non l'abbraccio delle ombre invocate che non l'abbandonano, forse le uniche che gli fanno compagnia.
E' Ulisse senza la sua Itaca.
I suoi approdi non sono da Nausica , sanno di ruggine amara di esiliato che non sa dove dirigere la sua nave.
Ed ecco che si profila nella sua vita la città di Torino, terra di esiliati, (quanti sono i meridionali che nella Città della Fiat hanno costruito il loro "destino", seppelliti là dove non volevano morire), città con false promesse come L'America per gli altri raminghi emigrati meridionali:" Torino della mia infanzia / era la culla dell'ordine e della ricchezza / e presentarsi a me con quella schifezza / di bidoni consunti, di giornali vecchi, / su cui c'erano vistose cacche di topi / mi fece male" (Mi meravigliai). "Per le strade di Torino", avventurarsi per quelle strade... l'orrore dei bidoni dove anche lì ,nella città della ricchezza ,i poveri continuano a frugare e la nebbia e le ombre che attediano l'animo fino a temere che tutto è morto, solo rimangono i lamenti dei morti che invocano il mare e il tepore del dolce cielo natio. E' una città di fronte alla quale il Poeta inorridisce, dalla quale il Poeta fugge," :Cantilene di sporcizia, di cadute a picco/sulla vertigine dello sballo. Nei letti caldi/dei più la consolazione del televisore", dove l'anima si accartoccia, dove la solitudine è cosi immensa da creare una itinerante astenia, un'assenza di appartenersi, se non il sentirsi vivo solo in furiosi assalti sessuali, sempre nelle strade occasionali e nella notte che dopo la furia lasciano il pianto e il vuoto. Continua tortuoso , come in un labirinto di mostri il vagare per via Po, Porta Nuova, corso Unione Sovietica, corso Galileo Ferraris, via Lagrange, via Spano, via Roma, via Tunisi, via Novara, le Molinette, il vecchio stadio, i Murazzi, il ghetto ebraico, via Cibrario, la collina di Superga, E' come se il Poeta nel voler ostinatamente puntualizzare, voglia anche distruggere ogni ricordo, meglio morire che vedere ciò che i suoi occhi hanno visto e, ancora, insiste, Porta Palazzo, via Paoli, Un lungo inganno che persiste. "E" la fatica delle "camminate" per le strade della città.
Il Poeta- Ulisse ha vagato per tutto il mondo. Alcune Nazioni Il Giappone, L'Africa l'hanno accolto come un dio, riconoscendogli la sua grandezza di Poeta e oratore.
Poi venne New York .
Mai si sentì più dolorosamente estraneo alla vita e, sempre di più, nel suo cuore piuma, dopo piuma creò un nido sullo strapiombo del Castello tra mare e cielo, qui nel suo infinito avanzare incontrava i suoi morti . Aveva sulla sua nave alzato uno stendardo, con disegnata la Rosa dei venti, era la sua bacchetta per l'orchestra: li dirigeva in un concerto di violini e pommedije narrate da donne col fazzoletto nero in testa, a coprire pudiche i loro capelli neri , e le mani logorate dal lavoro: "Me rassegn?allu sciullaminte, alli scuncizze/ntusinghese sbròded'u fùche da poguedìje...Tutta l'America contrapposta al suo cuore: "Non riesco a scrollarmi di dosso/il rumore/fatto di mani alzate a chiedere soccorso. Un livido schiocco di serpi anelava alla gloria,/ e su ogni facciata di grattacielo si udiva/lo scorrere della pietà che ansimava./ Non ho più le mani, né gli occhi,/ma solo un riflesso di luna rubato al Central Park" .
La Sibartite lo tenne stretto, non lo lasciò mai andare e lui, in tutto il mondo, rese celebre la sua Calabria e il suo dialetto. Quale meraviglia di musicalità sono quei versi calabresi in "Neve in sogno" un monumento di fedeltà, un desiderio di appartenenza, un urgenza di gridare al mondo che forse un paradiso ci potrebbe essere su questa terra, se solo gli uomini smettessero di essere bastardi. Ed ecco nei ricordi di New York, mentre dolore e ribellione lo assalgono, trova salvezza da una depressione malefica che lo assale appollaiato su tralci d'uva , schiva disgustato un materialismo volgare, la fame insaziata e insaziabile di ricchezze. Il Poeta trova questa estrema orgia di possesso, il volgare abbuffarsi di cibo più spregevoli della povertà. Quest'America umilia , è arrogante, rapace insaziabile dove i poveri,: quelli americani, perché anche in America ci sono i poveri, non hanno nulla da invidiare a quelli calabresi: "Poi fare i conti con l'estensione del corpo,/cercare se nelle fibre le sensazioni restano/in strascichi limpidi o come zecche nascoste/Il deposito dei ricordi è situato/in una radura scomoda dell'ansa delle ossa/Forse niente resterà a guardia del senso/e la vita si risolverà nei passi nella voce/nel desiderio di stringere una mano. Ecco dunque il diario di bordo di un viaggio che il tempo macina ingordo/allucinato o stanco o nero di fuliggine.
Il Poeta è terrorizzato di essere abbandona da quel Maestrale che l' ha reso signore di se stesso, ha terrore di perdere "il mistero" che ha alimentato la sua poesia nei vicoli di Roseto, dove affascinato, fin da bambino succhiava la "Neve in sogno". E nella America l' allucinogena luce al neon che lo rendono ombra e nuvola, pronta a scomparire, un cuore che batte in dolore tra vite desolate. Il poeta si ritrae terrorizzato da questa società levigata per apparire, il cui unico profumo che conosce non è di viole e margherite, men che mai il profumo del mare e l'ardore del Maestrale, a New York l'unico profumo è quello dei dollari, sugli altare gli americani non mettono fiori, ma, maledetti dollari. Ritrarsi e conservare il mistero della vita è il suo unico grido, unico segno che gli rimane è urlare il suo dolore, fuggire da New York.
"Un fiume che viene cantando/nei dormitori delle periferie, ed è argento, cemento o brezza/nell'alba ingannevole di New York/Esistono le montagne. Lo so./E le lenti per la sapienza./Lo so. Ma io non sono venuto a vedere il cielo./Sono venuto a vedere il torbido sangue./Il sangue che porta le macchine alle cateratte/ e lo spirito alla lingua del cobra. Tutti i giorni ammazzano in New York / quattro milioni di anitre, /cinque milioni di porci,/duemila colombe per il piacere degli agonizzanti...
Di Carmen Moscariello

postato da: computer  


La vista dei pini da campi da tennis in Gaeta medievaleGaeta: Disboscamento a Gaeta Continua l'opera dell'amministrazione comunale nell'abbattimento dei pini.
letture: 286
23 maggio 2020 di enrico90
PARTITO COMUNISTAGaeta: Covid-19 e spiagge: proposta per gestione pubblica degli arenili liberi. CONTROLLO ARENILI LIBERI, LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE, ACCESSIBILITA' DELLE SPIAGGE
letture: 1668
11 maggio 2020 di Benedetto Crocco
Cosimino MitranoGaeta: Sostegno a lavoratori e piccole attività? No, sprechi e sentinelle.
letture: 2498
02 maggio 2020 di Benedetto Crocco
Partito ComunistaGaeta: Cassaintegrazione Acqualatina: bilanci sistemati sulla pelle dei lavoratori e con soldi pubblici.
letture: 2469
29 aprile 2020 di Benedetto Crocco
dott. Domenico TuzzoloGaeta: Salta, per il COVID, l'annuale convegno di Gaeta sulle tecniche innovative sull'urologia Promosso dal dott. Domenico Tuzzolo, è stato annullato per le restrizioni del Governo, nè è dato sapere quando verrà riproposto.
letture: 2454
24 aprile 2020 di Flaminio
Partito ComunistaGaeta: Piccole attività: abbattere subito tasse comunali e canoni d'affitto. ALLARME DEL PC DI GAETA PER LE PICCOLE ATTIVITA': ABBATTERE SUBITO LE TASSE COMUNALI E FAVORIRE L'ABBATTIMENTO DEI CANONI D'AFFITTO
letture: 2230
24 aprile 2020 di Benedetto Crocco
Spiaggia di Serapo, Gaeta.Gaeta: PC: "Stabilimenti sottoscrivano accordo su contenimento dei prezzi e tutela dei dipendenti" GLI STABILIMENTI SOTTOSCRIVANO UN ACCORDO CHE GARANTISCA CONTENIMENTO DEI PREZZI E TUTELE PER I DIPENDENTI.
letture: 2310
20 aprile 2020 di Benedetto Crocco
Cesco RealeGaeta: COVID-19. La prevenzione contro il virus spiegato in icone L'iperpoliglotta Cesco Reale, di Gaeta, ha realizzato un importante progetto internazionale per favorire in tutto il mondo la comprensione delle norme per difendersi dal Covid-19.
letture: 2142
18 aprile 2020 di Nicola Reale
Partito ComunistaGaeta: Fase 2: No alle spiagge solo per i ricchi. Servono contenimento dei prezzi e tutela dei lavoratori.
letture: 2153
17 aprile 2020 di Benedetto Crocco
Partito ComunistaGaeta: Ma quale beneficenza? Vogliamo il rilancio complessivo dell'ospedale e della Sanità pubblica. Il Partito Comunista mette a nudo l'ipocrisia di Mitrano.
letture: 1833
15 aprile 2020 di Benedetto Crocco








:: Archivio News
:: Pagina Stampabile
:: Invia ad un amico
:: Commenta


News dello stesso autore:
Il david del Bronx
letture: 4108
02 maggio 2020
Lilly Brogi parla di Modigliani. L'anima dipinta.
letture: 3339
10 aprile 2020
Mauro Pietro Paolo Montacchiesi poeta, critico e italianista scrive su Carmen Moscariello
letture: 3042
31 marzo 2020
Lo scandalo dei nudi di Modigliani
letture: 3107
16 febbraio 2020
Il più bello del Branco di Carmen Moscariello
letture: 3081
21 gennaio 2020
Dante Maffia candidato al Nobel per la Letteratura, scrive della Poesia di Carmen Moscariello
letture: 3093
18 gennaio 2020
Premio mondiale Tulliola Renato Filippelli
letture: 3824
14 ottobre 2019
Indelebile come un tatuaggio
letture: 2340
11 settembre 2019
L'ultimo buncker
letture: 5720
08 settembre 2019
Premio per la Legalità contro le mafie (VII Edizione)
letture: 3579
01 settembre 2019