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Home » News » Club degli autori di TF » Luigi Gorrini
sabato 24 novembre 2018
Luigi Gorrini
Combattente indomito dal coraggio inesauribile
letture: 1144
Luigi Gorrini
Luigi Gorrini
Club degli autori di TF: Ho incontrato Pietro Spina al Caffe' Letterario e ci siamo fatti quattro chiacchiere.
Lucius: Hai letto recentemente dagli Archivi di Telefree l'articolo di Kalkreuth sulla battaglia di Birra dei Gobbi, quella tra i fascisti e gli inglesi?

Pietro: Bir el Gobi, non Birra dei Gobbi. Tu continui ad italianizzare i nomi stranieri come si faceva ai tempi del fascismo e non mi fai capire niente.

Lucius: E tu sei sempre il solito pedante. Comunque Kalckreuth scrive: "quei giovanissimi tennero testa agli inglesi che avanzavano scrivendo pagine di erosimo indimenticabili".

Secondo me quel che conta e' che a Birra dei Gobbi, in quel posto al sole, nei fatidici 18 e 19 novembre del 1941, categoricamente, e senza alcuna ombra di dubbio, spezzammo le reni agli inglesi.

Pietro: Indubbiamente vinceste quella battaglia, ma dimentichi che Bir el Gobi fu poca cosa rispetto a quello che vi avevano fatto gli inglesi poco prima che arrivassero Rommell e i Deutsches Afrikakorps a darvi manforte. Con l'Operation Compass (la "Caporetto del deserto"), nel dicembre 1940 gli inglesi avevano sferrarato un'offensiva contro la decima armata di Graziani e, con soli 30.000 uomini, in due mesi e dopo 4 battaglie, a Sidi el Barrani ed in Cirenaica avevano praticamente annientato l'armata italiana composta da 150.000 uomini. In quel breve tempo ben 138.000 soldati italiani erano stati fatti prigionieri dagli inglesi. Gli italiani confermarono nell'occasione una forte vocazione alla sconfitta sul campo di battaglia.

Voce Narrante: Lucius a questo punto si finge distratto, guarda per aria, fa finta di non sentire, anzi non vuole sentire, poi di nuovo rivolgendosi a Pietro

Lucius: Tornando alle pagine di eroismo indimenticabile, Kalckreuth nell'articolo sulla Birra dei Gobbi parla di ... giovanissimi ragazzi inquadrati nel Regio Esercito, a dispetto del nome del loro reggimento che era "Giovani Fascisti" ...

Pero' mi chiedo, ma i Fascisti del Regio Esercito erano fedeli al re o al Duce?

Pietro: Secondo me, piu' che fedeli all'uno o all'altro, i fascisti del regio esercito erano confusi dal re e dal duce che si contendevano il potere.

Voce Narrante: Lucius e Pietro si siedono al bar e ordinano un caffe'. Davanti a loro, sul tavolino, c'e' una vecchia copia del Corriere della Sera pubblicato il 29 settembre 2017. Sfogliandolo Lucius nota l'articolo: "Quel monumento a Luigi Gorrini, il top gun di Salo' che piace anche ai partigiani. Tre anni dopo, l'asso della Repubblica Sociale Italiana, che abbatte' 26 aerei, viene celebrato ufficialmente a Fidenza, dove e' vissuto. Il suo Macchi diventa monumento".

Lucius: Ma chi era questo Luigi Gorrini?

Pietro: Era un impavido pilota della Regia Aereonautica prima, della Repubblica Sociale Italiana dopo, che combatte' nella seconda guerra mondiale. Fu l'unico ad aver ricevuto la medaglia d'oro quando era ancora in vita.

Nel conferirgli la Medaglia d'oro al Valor Militare - era il 1958 - la Repubblica Italiana di lui disse: źAudacissimo cacciatore del cielo, giÓ distintosi per l'abbattimento di due aerei avversari, faceva rifulgere ancora le sue eccezionali qualitÓ di combattente indomito, attaccando sempre e dovunque il nemico. In 132 combattimenti aerei col fuoco inesorabile delle sue armi abbatteva numerosi grossi bombardieri e ne colpiva efficacemente un numero ancora maggiore, prima di essere a sua volta abbattuto. Salvatosi col paracadute, ustionato ma non domo, tornava con coraggio inesauribile ad avventarsi contro l'avversario, continuando a conseguire brillanti successi con l'abbattimento e il danneggiamento di altri aerei. Ineguagliabile esempio di ardimento e di dedizione alla Patria.╗

Lucius: Se era un asso della Repubblica Sociale Italiana, che in 132 combattimenti abbatte' ben 26 aerei inglesi e americani, aerei che cercavano di "liberare" l'Italia dai nazifascisti, come ha fatto a ricevere una medaglia d'oro al valor militare dalla Repubblica Italiana, nata dopo la liberazione dai nazifascisti? La liberazione non avvenne anche grazie a quegli aeri alleati che lui abbatteva? Di quale patria parlava nel 1958 la Repubblica Italiana quando gli conferiva la medaglia d'oro?

Pietro: Queste, caro Lucius, sono le contraddizioni dell'Italia. Gorrini, per coerenza, passo' dalla aereonautica del re (che era passato col nemico anglo-americano), a quella di Mussolini (che era stato messo a capo della Repubblica di Salo'). Dunque Gorrini milito' prima per la monarchia e per l'Italia fascista, poi per la Repubblica di Salo', mai con i partigiani.

Ma vediamo un poco piu' in dettaglio e dall'inizio chi era Luigi Gorrini.

Arruolatosi a 20 anni nella Regia Aeronautica - era il 1937 - la servi' fino a quel fatidico otto settembre del 1943 quando, mentre il re fuggiva a Brindisi, lui passava all'Aeronautica Nazionale Repubblicana (Repubblica di Salo'). Gorrini giustifichera' la sua scelta in questo modo: źDopo aver volato per tre anni fianco a fianco con i piloti tedeschi, sulla Manica, in Nord Africa, Grecia, Egitto, Tunisia e infine sulla mia patria, avevo fatto amicizia con alcuni di loro ... non volevo fare la banderuola, per dire cosý, e forse sparare sui miei amici tedeschi. Inoltre, volevo proteggere le cittÓ del Nord Italia dai bombardamenti indiscriminati, per quanto possibile╗.

All'inizio della sua carriera, Gorrini comincio' a combattere in nord Africa, nel 1941, pilotando un obsoleto Fiat CR 42 Falco, biplano in parte di lamiera e in parte di tela, simile a quei CR 32 mandati dal Duce in Spagna durante la guerra civile. Nonostante i limiti del mezzo, Gorrini arrivo' ad abbattere cacciabombardieri bimotori Bristol Beaufighter, aggredendoli dall'alto, buttandocisi sopra in picchiata e mitragliandoli a distanza ravvicinata nei pochi secondi in cui, rischiando ogni volta la collisione e la vita, gli passava vicino velocissimo.

Lucius: Era uno spericolato!

Pietro: Aveva molto coraggio e quella tecnica d'attacco, spericolata ma di provata efficacia, prese il suo nome, la tecnica Gorrini. Con quella tecnica, e con un aereo piu' avanzato, il Macchi M.C. 205, in seguito abbatte' tanti altri aerei nemici, fortezze volanti incluse.

Lucius: Se la sua tecnica d'attacco era tanto pericolosa, come fece a sopravvivere dopo 132 combattimenti, e dopo aver abbattuto ben 26 aerei anglo-americani?

Pietro: Sopravvisse quasi miracolosamente, dato che anche il suo aereo venne abbattuto per ben 5 volte (si lancio' ogni volta col paracadute dall'aereo che precipitava, riportando ferite anche gravi).

Lucius: Dimmi quello che vuoi, ma a me pare strano che questo audacissimo eroe Gorrini, militando dall'inizio alla fine della guerra col Duce, abbatteva tutti questi aerei di nemici con i quali il re e quelli che avrebbero fondato la repubblica italiana nel frattempo si erano alleati, e cosi' facendo si guadagnava una medaglia d'oro conferitagli dalla repubblica italiana, amica degli anglo-americani. Pero' quello che mi pare ancora piu' strano e' che ora Gorrini viene celebrato in maniera doppiamente partigiana, o come dici tu bipartigiana. Che c'entra Gorrini coi partigiani?

Pietro: Gorrini viene celebrato in maniera bipartisan, Lucio, non bipartigiana, perche' era un eroe coraggioso e coerente. Era quello che gli italiani tipici, per intenderci quelli impersonati molto bene al cinema da Alberto Sordi, non potranno mai essere. Con la vocazione alla sconfitta, per tanti italiani il problema che si poneva in guerra non era tanto contro chi combattere, ma da chi farsi fare prigionieri.

Lucius: Vorrei sapere che t'ha fatto di male il popolo italiano, un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori!

Pietro: Una citazione dotta la tua Lucius. Certe volte mi sorprendi. Questa frase e' ancora scritta sopra il Palazzo della Civilta' Italiana all'EUR, quel colosseo quadrato costruito tra il 1938 ed il 1942, ma nella realta' il popolo italiano mi pare sia stato soprattutto un popolo di trasmigratori, vale a dire di emigranti.

Lucius: Torniamo a Gorrini. Mentre militava con la Repubblica Sociale Italiana, Gorrini non perse la Guerra? Come fece da perdente a ottenere la medaglia d'oro?

Pietro: Perse la guerra ma vinse tante battaglie abbattendo aerei quali i Curtiss, gli Spitfire, i Mustang, i Lightning, i Thunderbolt, i Liberator, e addirittura i B-17, le cosiddette fortezze volanti. Con il suo piccolo Macchi butto' giu' enormi fortezze volanti cariche di bombe pronte per essere scaricate sulle nostre citta' d'arte. Fu proprio come Davide contro Golia.

Non salto' sul carro dei vincitori, come fece a partire dal loro re la maggioranza degli italiani dell'epoca, incluso la maggioranza dei notabili fascisti e la maggioranza dei notabili mafiosi, questi ultimi pare grazie anche agli americani ai quali avevano facilitato lo sbarco e l'avanzata in Sicilia.

Va detto pero' ad onor del vero che anche Gorrini, dopo la fine della guerra e nonostante l'opposizione del comando alleato, venne arruolato dall'Aeronautica Militare della neonata repubblica italiana, ma venne nominato ufficiale solo quando ando' in pensione.

Lucius: E pensare che ai mafiosi sotto il Fascismo il prefetto di ferro Cesare Mori, mandato in Sicilia dal Duce, gli aveva spezzato le reni.

Pietro: Si ma questa e' un'altra lunga storia. Adesso e' ora di chiudere questo dialogo.

Lucius: Secondo me l'Italia, dopo la caduta del Fascismo, comincio' a marcire e oggi si trova in uno stato di putrefazione avanzato.

Pietro: Temo che il marcio in Italia ci sia sempre stato, prima, durante e dopo il fascismo. Ma forse, e di questo di do' atto, soprattutto dopo. Nel 1976 un conservatore rispettabile e tutto d'un pezzo come Indro Montanelli, temendo che alle elezioni vincesse il PCI, non a caso disse: "turatevi il naso ma votate DC".

A proposito Lucius, ma alle ultime elezioni tu per chi hai votato?

Lucius: Per uno col polso di ferro.

Pietro: Io invece, da dove mi trovo, ho votato per il Generalfeldmarschall Kalckreuth. Sebbene da un punto di vista politicamente diverso, leggo volentieri suoi vecchi articoli che non conoscevo, come quello su Bir el Gobi. Colgo ora l'occasione per mandargli un saluto da questo caffe' letterario.

Lucius: Pietro dimmi la verita', ma ti manca l'Italia?

Pietro: Si, anzi no.

Lucius: Anche tu ti contraddici!

Pietro: Sono anch'io italiano: ma non poeta, artista, eroe, eccetera ... solo emigrante.

postato da: LuciusQuinctius  


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