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Home » News » Webzine » Carlo Caffarra, profeta inasco...
giovedì 07 settembre 2017
Carlo Caffarra, profeta inascoltato. L'ultima sua lettera a papa Francesco
letture: 889
Il Cardinale Carlo Caffarra
Il Cardinale Carlo Caffarra
Webzine: .


La mattina del 6 settembre è venuto improvvisamente a mancare il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna e teologo morale di prima grandezza, specie sulle questioni della famiglia e della vita.
img
Con la sua scomparsa e dopo la morte, anch'essa inattesa, il 5 luglio scorso, del cardinale Joachim Meisner, i quattro cardinali firmatari dei "dubia" sottoposti un anno fa a papa Francesco sui punti controversi di "Amoris laetitia" si sono dimezzati. I due in vita sono il tedesco Walter Brandmüller e lo statunitense Raymond L. Burke.


Dei quattro, Caffarra era figura trainante. Porta la sua firma la lettera con cui la scorsa primavera chiese udienza al papa per lui e gli altri tre.


Anche questa volta, come già per i "dubia"(1), senza ottenere risposta alcuna.


Poco prima dell'invio di quella lettera, Caffarra aveva avuto in sorte di incontrare papa Francesco che era in visita a Carpi(2), vicino a Bologna, il 2 aprile.


Durante il pranzo sedeva al suo fianco, ma il papa preferì conversare con un anziano sacerdote e con i seminaristi che sedevano alla stessa tavola.


Ecco qui di seguito il testo integrale della lettera, l'ultima scritta da Caffarra al papa, già pubblicata lo scorso 20 giugno in esclusiva su Settimo Cielo, con l'autorizzazione dell'autore.


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"LA NOSTRA COSCIENZA CI SPINGE..."


Beatissimo Padre,


è con una certa trepidazione che mi rivolgo alla Santità Vostra, durante questi giorni del tempo pasquale. Lo faccio a nome degli Em.mi Cardinali: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Joachim Meisner, e mio personale.


Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il "dolce Cristo in terra", come amava dire S. Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino. Siamo mossi solamente dalla coscienza della responsabilità grave proveniente dal "munus" cardinalizio: essere consiglieri del Successore di Pietro nel suo sovrano ministero. E del Sacramento dell'Episcopato, che "ci ha posti come vescovi a pascere la Chiesa, che Egli si è acquistata col suo sangue" (At 20, 28).


Il 19 settembre 2016 abbiamo consegnato alla Santità Vostra e alla Congregazione della Dottrina della Fede cinque "dubia", chiedendoLe di dirimere incertezze e fare chiarezza su alcuni punti dell'Esortazione Apostolica post-sinodale "Amoris Laetitia".


Non avendo ricevuto alcuna risposta da Vostra Santità, siamo giunti alla decisione di chiederLe, rispettosamente ed umilmente, Udienza, assieme se così piacerà alla Santità Vostra. Alleghiamo, come è prassi, un Foglio di Udienza in cui esponiamo i due punti sui quali desideriamo intrattenerci con Lei.


Beatissimo Padre,

è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di "Amoris Laetitia". In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell'Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Nonostante che il Prefetto della Dottrina della Fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli Vescovi, di Cardinali, e perfino di Conferenze Episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l'accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo - oh quanto è doloroso constatarlo! - che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell'Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l'amara constatazione di B. Pascal: "Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra".


Numerosi laici competenti, profondamente amanti della Chiesa e solidamente leali verso la Sede Apostolica, si sono rivolti ai loro Pastori e alla Santità Vostra, per essere confermati nella Santa Dottrina riguardante i tre sacramenti del Matrimonio, della Confessione e dell'Eucarestia. E proprio in questi giorni, a Roma, sei laici provenienti da ogni Continente hanno proposto un Seminario di studio assai frequentato, dal significativo titolo: "Fare chiarezza".


Di fronte a questa grave situazione, nella quale molte comunità cristiane si stanno dividendo, sentiamo il peso della nostra responsabilità, e la nostra coscienza ci spinge a chiedere umilmente e rispettosamente Udienza.


Voglia la Santità Vostra ricordarsi di noi nelle Sue preghiere, come noi La assicuriamo che faremo nelle nostre. E chiediamo il dono della Sua Benedizione Apostolica.


Carlo Card. Caffarra

Roma, 25 aprile 2017
Festa di San Marco Evangelista



1.http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=120743

2.http://w2.vatican.va/content/francesco/it/travels/2017/inside/documents/papa-francesco-carpi-mirandola_2017.html




Sandro Magister


---


UN SACERDOTE RIVELA LE ULTIME DRAMMATICHE PAROLE DEL CARD. CAFFARRA


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di Antonio Socci


Tantissimi cattolici, negli ultimi anni, hanno guardato al card. Carlo Caffarra come una delle poche luci nelle tenebre presenti.


Un sacerdote mi confida che, proprio nei giorni scorsi, è andato da lui a dirgli il suo dolore per il disastro quotidiano che si vive nella Chiesa, riferendogli alcuni fatti.


Il cardinale è scoppiato a piangere e gli ha detto:


"Il Signore non abbandonerà la Sua Chiesa. Gli Apostoli erano dodici e il Signore ricomincerà con pochi. Immagina la sofferenza di S. Atanasio che rimase da solo a difendere la verità per amore di Cristo, della Chiesa e degli uomini. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza".


Quel sacerdote mi confida: "il cardinale era molto addolorato, ma mi ha trasmesso tanto coraggio e tanto amore per la Chiesa".


Il riferimento di Caffarra a S. Atanasio rimanda al momento più buio della storia della Chiesa. Quando gli eretici ariani nel IV presero il controllo della Chiesa.


Quasi da sola si levò la voce del vescovo Atanasio a difesa della verità cattolica. Egli fu scomunicato dal papa e subì quattro volte l'esilio.


Ma di lì a poco la Chiesa tornò alla vera fede e, in seguito, canonizzò Atanasio proclamandolo Padre e Dottore della Chiesa.


Il sacerdote che ha parlato col cardinale ripete che egli era molto addolorato. Si può forse pensare che sia morto di crepacuore. Di certo nel segreto della preghiera aveva offerto a Dio la sua vita per questa povera cristianità smarrita.


Egli era certo che nel mondo e nella Chiesa alla fine il Signore vincerà. Così si è trovato protagonista, negli ultimi anni, di una poderosa difesa della fede cattolica e dei sacramenti di fronte all'Amoris laetitia di papa Bergoglio.


Lo confortavano, in questa testimonianza, le parole profetiche che aveva ricevuto anni prima da suor Lucia di Fatima, in una lettera in cui lei gli aveva scritto che "lo scontro finale tra Dio e Satana sarà sulla famiglia e il matrimonio".


Questa vicenda - oltre a rivelare a tutti la sua la sapienza, la sua fede e il suo coraggio - ha messo in luce anche la sua profonda umanità.


Ne ho un ricordo personale. Era il 15 agosto del 2010, festa dell'Assunta. Mia figlia Caterina si era appena risvegliata dal coma ed era ricoverata alla "Casa dei risvegli", sulle colline bolognesi.


Quel giorno - sorprendendoci - vedemmo arrivare, nella calura, col suo modo dimesso e semplice, il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna.


Venne a trovare Caterina di cui aveva seguito il dramma (eravamo in contatto indiretto) e stette con noi tutto il giorno.


Era vestito come un semplice prete. Andò anche a salutare e benedire tutti gli altri, malati e familiari. Un vero uomo di Dio.


Lo conoscevo fino ad allora come teologo di grande spessore, amico e collaboratore di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI che lo stimavano moltissimo.


Ma quel giorno - in quel luogo di dolore e di speranza - lo scoprii come vero padre. La sua umanità e la sua saggezza paterna mi colpirono e le ho ritrovate tutte nella sua ultima missione per la Chiesa.


Antonio Socci

Da "Libero", 7 settembre


---


A PAPA FRANCESCO - IN MORTE DI SUA EMINENZA, IL CARDINALE CARLO CAFFARRA

img


Papa Francesco,


Le porgo il mio saluto con animo rispettoso.


Le scrivo, apertamente, poiché stasera ho appreso da questo video

https://www.facebook.com/caffarra/?hc_ref=ARQIHW3Uatc9F2TToa2Gm9sBiqXH-k_0_LvTF5dXlhz9Q-seP9mBB6O7l0BSIZAxfhY&fref=nf

che Lei, in tempi recenti, ha rivolto (per il tramite di mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna) parole di affetto al Cardinale - che oggi Dio ha richiamato a Sé - Carlo Caffarra.


Precisamente Lei aveva pronunciato queste parole: "Devi dire al Cardinal Caffarra che gli voglio molto bene".


Con il dovuto rispetto, papa Francesco, e con evangelica schiettezza, Le dico che Lei, delle volte, ha uno strano modo di esprimere affetto. Difatti, la vera carità, come ci insegna l'Apostolo Paolo, non manca di rispetto (1Corinzi 13,5).


Ora, mi scusi: che rispetto è quello da Lei espresso nei confronti dei quattro Cardinali dei dubia?


Che amore è quello che non risponde a domande - alquanto fondate ed estremamente serie - poste a Lei, rispettosamente, da quattro confratelli nell'episcopato?


Purtroppo, anche in questo giorno, segnato dalla morte corporale del Cardinale Carlo Caffarra, mi vedo costretta a permanere nella convinzione - fondata ormai su molti fatti - che Lei non è una persona affidabile: spesso dice tutto e il contrario di tutto.


Con umiltà - che è verità - e profondo dolore dell'animo, per i danni gravissimi - tra cui i sacrilegi eucaristici (ossia: Santa Comunione, grazie alla Sua Amoris laetitia, concessa agli adulteri) - che Lei, con il Suo operato, volutamente ambiguo e di tendenza luterana, sta causando alla Sposa di Cristo: la Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana - continuo ogni giorno a pregare Dio per Lei: affinché finalmente adempia la missione per cui il Cristo L'ha voluta sommo pontefice: confermare i fratelli nella Fede Cattolica.


Sabrina Luraschi Corbetta

Associazione Riparazione Eucaristica


***


IL CORDOGLIO DEL PAPA PER TETTAMANZI E L'ATTESA PER CAFFARRA


Il 5 agosto scorso a poche ore dalla notizia della morte dell'arcivescovo emerito di Milano Dionigi Tettamanzi giunse il cordoglio di Papa Francesco con un telegramma inviato al cardinale Angelo Scola.

A distanza di un giorno dalla morte dell'arcivescovo emerito di Bologna Carlo Caffarra al contrario non si è ancora letto nessun messaggio di cordoglio da parte del Papa.



Un silenzio assordante che fa il paio con l'assenza di cordoglio per la morte del cardinale Meissner avvenuta nel luglio scorso.


E' forse una casualità il fatto che Caffarra, come Meissner, fosse fra i firmatari dei "Dubia".......


07 settembre 2017 ore 11:41, Americo Mascarucci
Intelligonews


Ore 18:30, tutto tace.

postato da: sweda  


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