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venerdì 11 agosto 2017
Le forze occulte che manovrano il mondo
letture: 645
Sotto il giogo di Israele
Sotto il giogo di Israele
Webzine: .

Estratti dal libro:

Le forze occulte che manovrano il mondo

di Vermijon
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Alcuni giudizi sul volume:


— «E' un lavoro poderoso. Chiaro. Convincente. Se divulgato farà un gran bene. Iddio sia premio all'autore».

— «Dalla lettura di questo studio i problemi dell'ora presente ricevono una luce insospettata».

— «La vasta e delicata questione è stata trattata con una competenza che sorprende e conquide, dalla prima all'ultima riga».

— La pubblicazione è stata premiata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 9 agosto 1957 ed ha avuto un'ottima recensione su la rassegna «Libri e Riviste»; che, come si sa, è edita dal Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio della Repubblica Italiana (Giugno 1955, p. 1707).


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COSA CI INSEGNA LA STORIA


...al tempo dell'Impero dei Persiani, noi sappiamo come l'Imperatore Serse (cioè Assuero figlio di Dario), che imperò su 127 province dall'India all'Etiopia, «veduto come una sola nazione, ribelle a tutto il genere umano, che segue massime perverse, altera la concordia e la pace di tutte le genti, ecc....», fulminò contro i Giudei un editto di strage per cui, senza pietà, dovevano essere tutti insieme sterminati in un determinato giorno «con le mogli e coi figli, affinché questi uomini scellerati, scendessero nello stesso giorno all'inferno». Questo editto, com'è noto, non ebbe più esecuzione, essendo stato revocato dallo stesso Imperatore, in seguito agli svenimenti ed alle suppliche della sua moglie Ester, che era di nazionalità ebraica. (V. libro di Ester). Qui devo fare un opportuno rilievo: è sistema degli Ebrei, specialmente ai nostri giorni, come in seguito avremo modo di constatare, mettere a fianco di persone che hanno mansioni altamente direttive, delle mogli di stirpe giudaica (vere «femmine sapienti in seduzione»), perché possano influire sopra di loro secondo il pensiero di Israele. Anche dai Greci, i Giudei furono non poco combattuti e perseguitati, tanto da chiedere — per difendersi da questi — un'alleanza con Roma. (V. primo libro dei Maccabei).


Seneca denunciò il pericolo dei Giudei, qualificandoli «scelleratissima gente, che avevano saputo diffondersi ed imporsi dappertutto» e pronunziando la storica frase: «Victoribus victi legem dederunt» 1. Tali parole dettero poi motivo a Diocleziano di dettare leggi restrittive contro gli Ebrei. Cicerone stesso — nella sua «Oratio prò Flacco» — arriva a dire d'avere timore della compattezza giudaica e della loro influenza nelle assemblee.


Alla base di ciò, ben ora si comprende dov'erasi da ricercare la causa prima delle persecuzioni scatenatesi contro gli invitti Cristiani, nei primi secoli dell'e.v.


Il che è confermato da Tertulliano con le parole «Le Sinagoghe degli Ebrei sono le fonti delle nostre persecuzioni». ( «Synagogae Judaeorum genus seminarium persecutionum»)2. L'influenza giudaica fra i Romani divenne, ad un dato momento, così preponderante che si vide, per la prima volta, salire sul trono dei Cesari un Imperatore d'origine ebrea. Costui fu appunto Settimio Severo Africano. (Capostipite della dinastia dei Severi).


Egli — messi a morte i suoi nemici — introdusse una grande e pericolosa novità: il servizio militare obbligatorio in tutto l'Impero, ad eccezione degli Italiani, ai quali era invece proibito. D'ora in poi essi erano in balìa delle Legioni straniere3. L'«Enciclopedia Italiana» (Treccani) conferma, come le legioni Italiche furono sostituite con legioni Illiriche e Siriache. Conclusione: preparato il terreno come si voleva, ebbe inizio — come afferma lo storico Paribeni — un periodo d'anarchia e di disastri4; Roma non tardò ad essere invasa dai barbari e la sua potenza annientata. Si compiva, così, la vendetta della Sinagoga per la distruzione di Gerusalemme, operata da Tito. Oggi, vediamo ancora troneggiare nel Foro Romano — l'uno contro l'altro — due soli Archi di Trionfo: quello di Tito e quello di Settimio Severo. E' una coincidenza? O si è forse voluto ammonire: tengano presente i posteri, che, se Roma ha vinto Israele, Israele ha distrutto Roma? Nel Medio Evo, i Giudei furono dappertutto assai perseguitati, sempre a causa della loro invadenza e prepotenza.



LE TRE RETI EBRAICHE: MASSONERIA - COMUNISMO - STAMPA


Il Dott. Martinez, nella sua opera «Le Juif, voilà l'enncmi»1, ci dà una schiacciante dimostrazione, come, all'organismo massonico, presieda una meravigliosa unità.


Tutte le Logge, superiori ed inferiori, dipendono da un Grande Oriente Nazionale, come fu sancito nel Convento universale di Losanna. nel 1879, pel Rito Scozzese antico ed accettato, e più o meno si osserva ancora dagli altri Riti. Ma poi, tutti i Grandi Orienti dipendono da un Consiglio Supremo, o dall'Oriente degli Orienti, che è l'Alta ed unica Loggia, dove è inibito l'accesso fuorché a gente israelita di sangue e di culto, o, a meglio dire, ai primi Capi d'Israele. Costoro, a loro volta, muovono e dirigono tutta la società massonica ai finali obiettivi dell'ebraismo. Non è dunque esatto il dire che la Massoneria signoreggia il mondo: poiché il vero padrone del mondo è il giudaismo, di cui quella non è che mancipio.


Dopo di che, si può ritenere per certo e fermissimo, come tutta la compagine della Massoneria Universale sia regolata da un Sinedrio ebraico, che la comanda e dirige nella maniera più dispotica ed assoluta. Aggiungerò, che non è raro il caso di vedere presiedere ai Grandi Orienti nazionali, dei Gran Maestri di pretta nazionalità giudaica. Se la Massoneria forma lo Stato Maggiore dell'Umanità, il Comando Supremo è tenuto dall'ebraismo.


I nostri rivoluzionari altro non sono che delle marionette messe in moto dai Giudei.


Di che avvedutosi un gran massone italiano, restò sì stomacato che volse tosto le spalle al Grand'Oriente, come egli stesso ebbe a ripetere al suo amico Dc Camillc, dicendogli: Ho abbandonato la Massoneria, perché mi sono persuaso che noi non eravamo se non l'istrumento dei Giudei; i quali ci spingevano alla distruzione del cristianesimo


La seconda rete è costituita dal Comunismo. Infatti, ehi è stato l'inventore e il dottrinario dell'ideologia bolscevica se non l'ebreo Carlo Marx, il cui vero nome è Mordechai, figlio di un rabbino tedesco? Chi è stato il braccio e la spada esecutrice, che ha portato al trionfo il Comunismo in Russia se non il generale ebreo Leone Trotsky, coadiuvato dai vari Zinovieff, Kameneff, Rosenfeld, Kerensky e dall altro sterminato stuolo di arruffapopoli, tutti di nazionalità ebraica? L'ebreo M. Cohen così scrive nel giornale il «Kommunist» di Kharkow (12 Aprile 1919): «Si può dire, senza esagerazione, che la grande rivoluzione sociale russa è stata opera degli Ebrei, e che gli Ebrei non soltanto hanno condotto l'affare, ma hanno ancora preso in mano interamente la causa dei Sovieti»


...i rami del governo dei dittatori di Mosca:


«Il maggior numero dei componenti il corpo dirigente la repubblica comunista in Russia non è di indigeni russi, ma di intrusi «ebrei» i quali però si danno premura di occultare quasi sempre il nome di origine, sotto la maschera di uno pseudonimo di colore slavo.


«Lo dimostra il fatto, che sopra cinquecentoquarantacinque (545) nomi di membri degli uffici direttivi dello Stato, i cittadini di stirpe russa sono nulla più che trenta (30): quelli di razza giudaica sono la bellezza di quattrocentoquarantasette (447). Su quarantadue (42) giornalisti che dirigono l'opinione pubblica, uno solo è russo: Massimo Gorkij!!!


I Commissariati del Popolo sono interamente ebraici: 18 ebrei su 22 al Consiglio dei Commissari del Popolo, 34 su 43 al Commissariato della Guerra, 45 su 64 all'Interno, 13 su 17 agli Affari Esteri, 26 su 30 alle Finanze, 18 su 19 alla Giustizia, 4 su 5 all'Igiene, 44 su 53 alla Sanità Pubblica, 6 su 6 all'Assistenza Sociale, 1 su 1 al Lavoro, 21 su 23 al Commercio, 45 su 56 all'Economia Generale, 8 su 8 alla Croce Rossa, 21 su 24 ai Commissariati Provinciali, 41 su 42 alla Stampa, 95 su 119 al Comitato Sovieti Operai e Soldati, 49 su 50 all'Alto Commissariato di Mosca».


La rivoluzione comunista spagnuola, tutti ben lo sappiamo, fu fomentata e sostenuta dalla Russia bolscevica, con alla testa gli ebrei Moise Rosenberg, Julius Deutsch, Del Vayo, Neuman, Giuburg, la giudea Nelhen, La Passionaria (il cui vero nome è Dolores Ibauri), ed ancora Bela Kuhn con tutto il gran numero degli ebrei di Spagna — cominciando da Negrin — più feroci di quelli di Russia ed avidi di massacri e di atrocità.


Se guardiamo la nostra Italia, possiamo bene affermare come, avanti il fascismo, erano quasi tutti ebrei i capi più in vista del movimento rivoluzionario italiano, quali i Modigliani, i Treves, i Della Seta, i Musatti, i Momigliano, i Pio Donati, ecc.... Ed oggi, a fascismo caduto, non vediamo già risorgere, come rappresentante dei comunisti al governo, in qualità di Ministro dei Lavori Pubblici, un tale Emilio Sereni, che è giudeo?


E il famoso Togliatti, capo del comunismo italiano, non avrebbe, per caso, pure lui come moglie un'ebrea, cioè la Montagnana, il cui fratello — Mario Montagnana — è direttore del giornale comunista di Torino «L'Unità»?


E che dire degli altri ebrei comunisti, come l'operosissimo Umberto Terracini, che fu già Presidente della Costituente Italiana, Carlo Levi, Foà e di quelli che stanno alla direzione o redazione della stampa comunista, come Longo alle «Vie Nuove» (oggi Capo del Comunismo Italiano); Tedeschi a «L'Unità» di Milano; Ferrara, Alatri, Segre a «L'Unità» di Roma; Cohen, Cingoli, Gaeta, Carpi, Levi al «Paese Sera»; Giuseppe Levi alle «Lotte Sindacali»; Jacchia alla «Repubblica», divenuto, in seguito, capo dell'Ufficio Stampa del P.C.I.?


Come si spiega che, mentre da una parte gli Ebrei — la quale cosa sanno pure i fanciulli — sono le persone più avide della proprietà, i detentori dell'oro del mondo, i più veri ed autentici capitalisti, d'altra parte e contemporaneamente si facciano, ovunque, così strenui propagatori del comunismo che, viceversa, abolisce la proprietà privata ed in cui tutto viene statizzato? E' possibile che costoro si facciano paladini e difensori della classe operaia e dei diritti del proletariato, quando essi non sanno, né come è fatto né dove stia ad abitare il «servile lavoro»? Come si spiega una contraddizione così stridente? Quale mistero si nasconde? Ecco in quale maniera mi permetto spiegare:

Gli Ebrei anelano a che trionfi ovunque la dittatura comunista perché, in questo modo, tutta la proprietà privata dovrà passare, senza sforzi, in mano allo Stato.


Ora, siccome alle leve del comando delle nazioni comuniste vediamo, infallibilmente, installati, gloriosi e trionfanti, ognora i Giudei — sebbene a volte celati dietro terze persone — ecco, che con questo trapasso generale di proprietà, s'impadroniscono «ipso facto» di tutto l'oro e di tutti i beni appartenenti a quelle nazioni. Fanno, d'un colpo, un bottino di proporzioni così immense e colossali, che uno più spettacolare non si potrebbe davvero immaginare.


I popoli, caduti sotto tale dittatura, vengono storditi con gran fracasso di propaganda, con dottrine che hanno la parvenza di verità, con paroloni altisonanti, come: pace, libertà, lavoro, democrazia, progresso, ecc...; eppoi, canti, balli e cortei; un po' di polvere negli occhi, col procurare loro un qualche effimero ed apparente benessere; ecco, allora, questi popoli, del tutto tacitati, bene addormentati, contenti e... canzonati.


Al contrario, i veri trionfatori della partita, bene occultati ed in alto, se la ridono allegramente, mangiano a quattro ganasce, giubilanti di essere riusciti, così magistralmente, a menare per il naso la gran massa dei proletari che, mentre anelavano all'abolizione del capitalismo e convinti di operare in proprio favore, senz'accorgersene, si sono invece adoperati a... diventare lo sgabello dei più autentici e sfrenati capitalisti.


Nel Congresso giudaico, tenutosi l'anno 1848 a Cracovia, al quale concorsero gli Ebrei più ricchi del mondo, fu decretato che il disperso Israello avesse ad impadronirsi dei più potenti giornali d'Europa. «Con questo mezzo — dice lo Statuto che vi si approvò — la stella ebraica spanderà la luce sopra tutto il globo» 1.

E che ciò sia un fatto compiuto, ne abbiamo conferma da quanto gli stessi Giudei hanno scritto nel loro libro «I Protocolli dei Savi Anziani di Sion» al VII Protocollo:

«La pubblica opinione viene dovunque preparata da noi per mezzo di quel massimo dei poteri che è la Stampa, la quale, fatte insignificanti eccezioni, di cui non è il caso tener conto, è completamente nelle nostre mani».


E altrove, al Protocollo II:


«Per mezzo della stampa acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte, in virtù della stampa accumulammo l'oro» ecc... Meraviglioso, poi, è il sapere come, a fondare le grandi agenzie giornalistiche d'informazione quali la «Reuter». la «United Press», l'«Havas». la «Stefani» ecc.... che diramano, come si sa, i comunicati alla stampa internazionale, altri non furono che notori capitalisti giudei, di cui pur si conoscono nomi e cognomi. «Impadronitevi della stampa ed avrete ogni cosa» gridava il Gran Maestro della Massoneria francese, l'ebreo Crémieux (presentemente avrebbe forse aggiunto: «nonché del cinema e della radiotelevisione»)3.


...ogni giornale dovrà fare, con tutto l'impegno possibile, per il partito di cui è esponente, la più strenua e diuturna lotta nei confronti dei partiti avversari, affinché trionfino i rispettivi ideali. Con ciò si vuole, che, fra i «goim», resti più che mai accesa e sempre ben viva, la tensione degli spiriti e lo stato di discordia. I Giudei ben conoscono, quanto sia la discordia l'arma più potente ed efficace per tenere distratti i popoli e dissolverli, mentre essi, ben compatti ed uniti, si rendono ognora più forti onde meglio speculare sul terreno favorevole della miseria altrui.



OTTENEBRAMENTO INTELLETTUALE


Oggi gli Ebrei regolano le borse, le banche, gli istituti di assicurazione, le case editrici, i giornali, i pubblici spettacoli nonché gli altri strumenti di diffusione sociale, cui sono da aggiungersi le grandi strade di comunicazione, per terra, per mare e per aria. Mentre, poi, uno smisurato numero di beni immobili delle maggiori metropoli, insieme alle migliori aziende, sono ormai caduti nelle loro mani, con la possanza dei capitali e con l'accortezza, tengono chiusa, come in una rete, tutta la società umana.


Si erge, però, uno scoglio al perfetto svolgimento del loro programma di azione, e questo è: l'intelligenza dei «goim».


Quei signori ben sanno, quanto sia ad essi necessario impedire, con ogni mezzo, che il livello intellettuale dei popoli si elevi ad un'altezza, per dire così termometrica, alquanto elevata, perché, in questo caso, troppo facilmente apparirebbe ai loro occhi tutta la nefandezza del loro modo di agire, per cui ne seguirebbe. contro di essi, una immediata reazione difensiva. Quindi ritengono cosa fondamentale, che, per raggiungere tranquillamente l'obiettivo cui aspirano, sia necessario preparare, antecedentemente, un terreno ben disposto e favorevole.


Vale a dire: fare in modo di abbassare, per quanto è possibile, il livello intellettuale dei «goim», in maniera tale che, offuscandosi fra essi sempre più la chiarezza dell'intelletto, non si arrivi a vedere né a distinguere, il loro obliquo modo di operare. A tale fine diffondono, con sovrumana scaltrezza, in mezzo ai popoli, quelle cose che maggiormente servono per ottenebrare l'umana intelligenza. (A questo proposito vedere 'Il piano segreto dell'elite attraverso la perversione dei costumi')


LE LOTTE RELIGIOSE E LA TRAPPOLA DELLA DEMOCRAZIA


Per mostrare ora, fino a quale segno la malizia ebraica riesca a farsi gioco di noi ed a truffarci, col fare credere ciò che non è, ritengo, innanzi tutto, di dovere segnalare, come la Sinagoga non sia estranea neppure al divampare delle lotte religiose, fomentando, con ogni sorta d'intrighi (nei quali è artista), il contrasto delle opinioni dottrinali ed il sorgere delle eresie. Lo scrittore Bernard Lazare, dice apertamente in un suo libro: «Si può tessere la storia della penetrazione ebraica nella Chiesa Cristiana, cominciando dall'Ebionismo primitivo fino al Protestantesimo». Lutero, infatti, si schierò per gli Ebrei e fu da questi sostenuto; ma quando il fuoco dell'eresia fu acceso, essi, facendo macchina indietro, si ritirarono, Per tale voltafaccia, lo stesso Lutero li ininvestì con l'opuscolo «Gli Ebrei e le loro menzogne», qualificandoli addirittura come «bestie malvage, allo quali bisognerebbe dar la caccia, come a cani arrabbiati, che vivono di scelleratezze e di rapine».


Nel 1608, in un opuscolo dal titolo «Lo specchio ebreo del Calvinismo», si afferma, come nessuna religione quanto il Calvinismo si avvicini tanto all'ebraismo, nella soluzione dei problemi religiosi e pratici. E non si pensi che, allo stesso sorgere del Maomettanesimo, sia stato estraneo l'intervento della Sinagoga. Maometto, in principio, fu aiutato da Giudei col consiglio e con l'oro. Ma, una volta che tale religione si diffuse, essi trovarono il modo di ritirarsi alla chetichella. Onde il Profeta fece loro tagliare la testa.

come, anche l'istituzione del «Parlamentarismo», nato in Inghilterra, ed il formarsi dei vari partiti politici non sia per essere tutta opera della stessa mano giudaica, che si serve all'uopo, della potenza del suo oro, dell'abile propaganda e della servilità della setta massonica.



E il buon elettore, che di tutto ciò non sa nulla, montato dai resoconti dei giornali, discute con serietà a casa, nei ritrovi, nelle officine, i programmi, segue con passione le lotte parlamentari, crede che tutti i suoi rappresentanti stiano lì a vituperarsi e ad accapigliarsi per lui; crede che i ministeri cadano per il miglioramento della sua sorte, e si lascia, così, menare candidamente per il naso dal suo giornale, che è ispirato da un deputato, il quale segue il suo capo gruppo, che tratta col ministro e questi obbedisce al finanziere!


I Giudei sanno escogitare anche mille altre diavolerie, come, ad esempio, i «totocalcio», i «lascia o raddoppia», il dar risalto — a mezzo della Stampa — a fattacci di cronaca, a processi, a fantasticherie, ecc., che, assorbendo fortemente l'attenzione di chi n'è conquiso, producono l'impossibilità di pensare a quello che invece sarebbe doveroso pensare.


Chi illumina il popolo sulla realtà che si cela dietro il sipario parlamentare? Nessuno!


Per rompere questa cerchia d'interessi, da cui le nazioni si trovano serrate ed oppresse, non ci sarebbe che la coscienza popolare, la cosiddetta opinione pubblica; ma questa è creata dalla Stampa, e la Stampa è in mano... ai Giudei.


I GOVERNO DEL MONDO E LE CRISI ECONOMICHE


Oh, con quanta chiaroveggenza parlò Beniamino Franklin agli Americani alla Convenzione Costituzionale di Boston del 1789!
«Se gli Ebrei — egli disse — non sono esclusi dagli Stati Uniti per costituzione, fra meno di cento anni essi ci governeranno e ci distruggeranno, e muteranno la nostra forma di governo per la quale noi Americani abbiamo sparso il sangue e sacrificato la nostra vita. Io vi avverto, signori: se voi non eliminate gli Ebrei per sempre, i vostri figli e i figli dei vostri figli vi malediranno nelle vostre tombe. Le idee degli Ebrei non sono quelle degli Americani quand'anche essi abbiano vissuto fra noi per dieci generazioni».


Badino gli Americani che — immediatamente appresso alla Russia — la nazione più fortemente predominata dai Giudei è oggi precisamente l'America!


Basterà fare un'indagine in proposito, cominciando dall'ex Generalissimo degli Stati Uniti, David Eisenhower, divenuto in seguito Presidente della Federazione1; il Commissario per la bomba atomica, Bernardo Baruch; il Delegato presso l'O.N.U., Beniamino Cohen; il Ministro per la Difesa, Marshall; il Segretario alla Guerra, Pace; il Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate americane, gcn. Nathan Twining, ecc.


Ha dell'incredibile il pensare, come gli Stati Uniti siano sorti sotto l'egida della Massoneria. Il suo stemma l'attesta: l'aquila che vi campeggia è l'aquila degli stendardi delle tribù di Israele: Le 13 stelle e i rami d'olivo nei suoi artigli sono simboli d'Israele. Washington e de Lafayette erano degli illustri massoni, cioè: strumenti ciechi dei Giudei. Le due prime nazioni che hanno riconosciuto lo Stato d'Israele sono state Russia e Stati Uniti.


Lord Disraeli, allorché ci avvertiva che il mondo moderno è governato da personaggi, ben diversi che non si figurino coloro, i quali non vedono ciò che accade nel retroscena.


Quindi, altro che Stalin, Churchill e Roosevelt! Quelli che dirigono le nazioni sono ben altri! Questi personaggi, pure agendo in buona, fede, sono strumenti perfettamente manovrati dalla scaltrezza ebraica.


La Repubblica Universale, voluta da costoro, ossia il Comunismo in tutto il mondo sotto la loro direzione, sarà cosa ben matura per la sua realizzazione, solamente quando i popoli avranno raggiunto l'ultimo stadio della disperazione e della fame. Poiché, è un fatto ben chiaro che, qualora i popoli stessero bene, a tale obiettivo essi non potrebbero giammai pervenire. Pertanto, è supremo interesse dell'ebraismo creare nel mondo il massimo disagio possibile. Ecco, infatti, quanto si legge nei già citati «Protocolli dei Savi Anziani di Sion», Prot. III:

«Noi creeremo una crisi economica universale con tutti i mezzi possibili (occhio alla Massoneria!), e con l'aiuto dell'oro che è nelle nostre mani. All'ora stabilita noi scateneremo la rivoluzione che, distruggendo tutte le classi della cristianità, asservirà definitivamente i popoli cristiani».

Dopo di che, con intrepida faccia di bronzo, fanno attribuire il disagio che ci assilla, proprio a quelle persone che maggiormente si adoperano per arginarlo, e la moltitudine dei grulli, abituata a bere le scemenze quanto più sono incredibili, immediatamente crede a simili balordaggini; per cui nascono altre battaglie, altre discordie e di conseguenza, sempre maggiori disagi.


RESPONSABILITA' TOTALE DEL GIUDAISMO


Poca gloria, miei signori, mille che non capiscono contro uno che capisce!


Pertanto, intera cade sopra i Giudei la responsabilità della presente universale tragedia, sopra questo popolo di dura cervice, adoratori, più che del vero Dio, del vitello d'oro, cui Mosè già ruppe in testa le tavole della Legge. Essi, infatti, uccisero i Profeti — che li tacciavano di deviazione — e il Cristo, il Quale, però, così li bollò:

«Figli dell'inferno... sepolcri imbiancati... serpenti, razza di vipere... (Matt. XXIII, 15, 27, 33). Voi avete per padre il diavolo... che fu omicida fin da principio e padre della menzogna...(Giovanni VIII, 44) ...pieni di rapina e d'iniquità (Luca XI, 39)».


Queste parole, sebbene rivolte direttamente ai dirigenti d'Israele, riguardano anche i successori di tale genìa, e, nessuno vorrà sostenere che costoro, ai tempi d'oggi, abbiano cessato di esistere. Bene, dunque, le parole di Cristo dovrebbero servirci di ammonimento e norma circa la nostra linea di condotta.


Con molta esattezza, dunque, «il serpente simbolico degli Ebrei» (cioè l'astuzia), che deve divorare le nazioni attraverso le quali s'infiltra, prefigura: nella sua testa i maggiori esponenti dell'ebraismo, e nel suo corpo l'intera massa del suo popolo.


E pensare che tale popolo — dotato di facoltà sì eccezionali — se abbracciasse il cristianesimo, potrebbe davvero essere la guida del mondo! Se l'ingegno che pone per la causa del male l'impiegasse per quella del bene, quale immenso benessere potrebbe produrre all'umanità! Ma oggi sono guide cieche di altri ciechi e cadranno insieme nella fossa.


GRAVI DOCUMENTI


...la rivista israelita «Revue des études Juives».


E' la lettera programmatica di risposta, scritta, il 21 Novembre 1489, dal Principe degli Ebrei, residente a Costantinopoli, al rabbino di Arles, allorché costui gli chiedeva istruzioni sul da farsi, in merito alla espulsione degli Ebrei dalla Provenza, decretata da Luigi XII. L'autenticità del presente documento è dimostrata dall'abate Chaubauty, nella sua opera «Les Juifs nos maîtres», con argomenti così potenti da fare crollare ogni specie di dubbio o sofisma che, in proposito, si possa mettere in campo. E' del seguente tenore:


«A quel che voi dite, il Re di Francia vi obbligherebbe a farvi cristiani: fatelo; ma che la Legge di Mosè sia conservata nei vostri cuori. «L'assimilazione non fa paura, scriveva il «Bauembündler», un ebreo, pur battezzato, non cessa mai dall'essere Ebreo. La Francia è già nelle nostre mani, ora è la volta dell'Austria.


«A quel che voi dite, vi si vorrebbe spogliare dei vostri beni: fate i vostri figli mercanti, acciocché a poco a poco, essi spoglino i cristiani dei loro. «A quel che voi dite, si attenterebbe alle vostre vite: fate i vostri figli medici e farmacisti, acciò ch'essi tolgano ai cristiani le loro vite. «A quel che voi dite, essi distruggerebbero le vostre Sinagoghe: fate i vostri figli canonici e chierici, acciò che essi distruggano le loro chiese.


«A quel che voi dite, vi farebbero molt'altre vessazioni: fate in modo che i vostri figli siano avvocati, notai, e che essi sempre si immischino negli affari di Stato, acciocché, mettendo i cristiani sotto il vostro giogo, voi dominiate il mondo e possiate vendicarvi di loro
. «Non vi scostate da quest'ordine che vi diamo, perché vedrete con l'esperienza, che di abbassati che siete voi, arriverete al fastigio della potenza». Il 21 Kisleu 1489


Il possedere l'oro e i giornali ci renderanno gli arbitri dell'opinione pubblica e ci daranno
l'impero delle masse.


SOTTO IL GIOGO D'ISRAELE


San Girolamo, un competente in materia ebraica, nel primo libro sopra Amos scrive: «I Giudei, conservando l'antico furore e l'antica ira, anche ora nelle loro Sinagoghe bestemmiano il nome cristiano sotto il nome di Nazarei; e purché riescano ad ammazzarci sono contenti di essere anche bruciati vivi».


Prescrizioni talmudiche: «essere lecito far del bene anche ai cristiani, però quando può questo giovare alla sua tranquillità e a meglio celare l'inimicizia verso i cristiani»5. «In questo caso può il giudeo eziandio partecipare alle feste dei cristiani; ma solo
nell'intento di nascondere meglio l'odio suo verso di essi, a mo' degli ipocriti (sic)6.


E' stata, più avanti, menzionata l'altra espressione: «Se i non ebrei conoscessero quello che noi insegniamo a loro riguardo, ci avrebbero senz'altro sterminato».


Se essi insegnassero l'umanitarismo, perché mai dovrebbero temere lo sterminio?


Dalla loro opera umanitaria e di redenzione, abbiamo avuto un'eloquente testimonianza in quei paesi, in cui riuscirono a prendere il sopravvento e ad imporsi, quali la Russia, dove — come si legge in una statistica pubblicata dal «Russkaja Mysl», giornale russo stampato in Francia, nel numero 30 del Novembre 1947 e da altre fonti — ben si vede «di che lagrime grondi e di che sangue» la rivoluzione comunista:


— Per le guerre combattute dal 1917 al 1945, (vittime umane)...............................18.358.000
— Per la fame causata dal regime nel 1921-22 e 1930-31....................................... 13.000.000
Fucilati:
— Arcivescovi.................................................................................................... 50
— Preti........................................................................................................ 4.860
— Maestri e Professori..................................................................................... 7.824
— Medici .................................................................................................... 8.920
— Ufficiali di Polizia...................................................................................... 65.000
— Ufficiali dell'Esercito................................................................................... 75.490
— Funzionari.............................................................................................. 120.800
— Soldati...................................................................................................360.000
— Intellettuali............................................................................................. 420.000
— Guardie municipali e Gendarmi..................................................................... 480.000
— Operai .................................................................................................. 692.000
— Aggiungendovi l'enorme numero dei contadini fucilati per la loro resistenza al regime.. 8.707.056, si ha un totale di vittime.............................................42.300.000


basterà affermare, come in tutti i paesi ove è riuscito a trionfare il regime comunista, si manifestino gli stessi fenomeni di grave oppressione per i «goim», con effettiva direzione ebraica: fucilazioni, impiccagioni e gli orrori dei campi di lavoro coatto.


Gioverà pure non dimenticare, che gli Ebrei non hanno patria. La patria degli Ebrei sono i quattrini. L'ebreo Russo e l'ebreo Americano sono fratelli, e così sono, fra di loro, gli Ebrei sparsi per tutto il mondo.


TESTIMONIANZA AUTOREVOLE


...la testimonianza che ci offre l'ebreo Daniele Pergola, il quale non fu un ebreo qualsiasi bensì un rabbino della Sinagoga di Torino nonché professore di Università.


Egli — essendosi convertito al cristianesimo — illustra, con assoluta competenza, il pensiero e l'azione dei Giudei, in un opuscolo dal titolo «Gli ebrei popolo reietto e maledetto da Dio» (Torino 1886). Ecco quanto vi si legge:


«L'ebreo si considera straniero nel paese dove nacque. Dunque dal punto di vista legale gli ebrei non possono godere i diritti civili e politici, non possono considerarsi cittadini dello Stato in cui nacquero. E' questa la ragione per cui a Pietroburgo, come a Bucarest si negano loro tali diritti. Chi fa voti per tornare a stabilirsi in un paese che mai conobbe, prova con ciò di non amare quello in cui nacque, ed è assurdo ed ingiusto conferire diritti di cittadinanza a chi tiene a vile la cittadinanza stessa.


I fedeli della Sinagoga pregano tre volte al giorno e domandano sempre a Dio le stesse cose, cioè:

1°) Vendetta contro i «goim» (o nazioni del mondo).

2°) Pronta venuta di un Messia politico per ricondurre a Gerusalemme gli esuli d'Israello.


Confrontando l'antica legge mosaica col Vangelo, vediamo che questo mira all'affratellamento di tutti i popoli, considerando Iddio un padre amoroso di tutta l'umana famiglia, ed ognun sa che un buon padre desidera la pace tra i suoi figli; quella, invece, fa di una ciurmaglia numerosa di predoni il popolo prediletto di un Dio furente, geloso e vendicativo, il quale impone ai suoi devoti lo sterminio di tutti i popoli pagani».


IL CRIMINE, NORMA DEL GIUDAISMO


Finché Stalin pensava a fare soltanto l'entusiasta del Comunismo (come da chi comandava dietro le quinte era voluto) ogni cosa filava a gonfie vele; tutto l'onore, la gloria era la sua, egli era il padre dei popoli. Ma il giorno che costui ha voluto vedere le cose troppo in profondità, e s'è accorto che l'U.R.S.S. è piena di traditori e di spie, e che medici ebrei avevano ucciso i comandanti dell'Armata Rossa — fedeli creature di Stalin — le cose hanno mutato d'aspetto.


In conseguenza di ciò, essendosi scatenata, nei paesi sovietici una persecuzione antisemitica molto seria, gli Ebrei hanno detto: a che gioco giochiamo? I padroni dell'U.R.S.S. siamo noi. Tu, Stalin, dovevi soltanto essere una persona figurativa da noi manovrata, ed ora fai sul serio. Il fatto è che Stalin è morto... perché ha avuto l'emorragia cerebrale. A breve distanza è morto anche Gottwald, Presidente della Ceco-Slovacchia, il quale aveva fatto impiccare, in quei giorni, non pochi Ebrei sulle forche di Praga... perché ha avuto la polmonite. Ma ci rendiamo conto che il giudaismo, con in mano la stampa mondiale, ci fa credere tutto quello che vuole? Ha facoltà di occultare o travisare qualsivoglia delitto a beneplacito? Di innalzare o di atterrare le persone che vuole? Spesso — a mezzo della stampa, propaganda ed intrighi — si creano artificiosamente falsi idoli massonici, cui si erigono monumenti, con l'unico fine di mantenere nell'inganno la gente del tutto ignara. A persuaderci maggiormente degli effetti malefici della Stampa — in mano ai nemici della Croce e della Società — torna opportuno citare l'autorità del Sommo Pontefice Pio XI che, nella Sua enciclica «Divini Redemptoris» (c. 18), così si esprime:


«Un terzo potente aiuto al diffondersi del Comunismo è una congiura del silenzio in una grande parte della stampa mondiale non cattolica. Diciamo congiura, perché non si può altrimenti spiegare che una stampa così avida di mettere in rilievo anche i più piccoli incidenti quotidiani, abbia potuto per tanto tempo tacere degli orrori commessi in Russia, nel Messico e anche in gran parte della Spagna, e parli relativamente così poco d'una sì vasta organizzazione mondiale quale e il Comunismo di Mosca. Questo silenzio è dovuto in parte a ragioni dì una politica meno previdente, ed è favorito da varie forze occulte le quali da tempo cercano di distruggere l'ordine sociale cristiano».


IL FOSCO AVVENIRE


Avete mai fatto caso come gli ex-Presidenti degli Stati Uniti, Roosvelt, Truman, così anche Churchill, Eden e altre personalità politiche e militari siano tutti massoni, sotto l'influenza ebraica? Avete notato che, pur essendo costoro, più o meno sinceramente anticomunisti, in realtà, obbedendo alla direttiva della setta, la loro azione non si risolve ad altro che a facilitare il trionfo di Israele nel mondo?


L'ATTUALE SITUAZIONE MILITARE


La politica degli Stati Uniti — cioè della sua classe dirigente — è, secondo me, il nemico numero uno: non fa che giovare alle mire d'Israele


A suscitare il «casus belli», basterà che l'ebraismo dia ordine alla massoneria d'una data nazione di sostenere un determinato punto di vista, in opposizione a quello che verrà comandato di sostenere un'altra. Le relative «stampe» soffieranno sul fuoco, ed ecco i popoli muoversi ed il sangue correre. Quale artificiosità! E così si fa la storia
.


Cari, amici, qui si profila lo sterminio dell'umanità proprio a mezzo dell'atomica, che si dice creata essenzialmente da Giudei: i Fermi (?), gli Einstein, i Samuel Allison, i Segre, i Castelnuovo, i Fuchs, i Pontecorvo, i Rosenberg;...


UN CENNO SULLA RIVOLUZIONE FRANCESE


E' dall'epoca della Rivoluzione Francese che ha avuto inizio lo scatenamento dell'aggressività giudaica.


La dichiarazione dei «Diritti dell'Uomo», a volere ben guardare, non volle significare altro che i «Diritti degli Ebrei».


Gl'immortali principi, i giacobini, gli illuministi, gli enciclopedisti altro non furono che manifestazioni giudaiche, superfetazioni massoniche1. Marat (Mara), il ghigliottinatore della nobiltà e del clero, era un discendente degli Ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492.


L'ebreo Mosè Hess proclama, che, con la Rivoluzione Francese «si è iniziata l'epoca messianica, una nuova era per il giudaismo». E un più recente scrittore ebraico afferma addirittura: «Il Messia è venuto per noi il 28 febbraio 1789, con i "Diritti dell'Uomo"».


L'ebreo Teodoro Reinach, nel riferire, il 25 Gennaio 1890, all'assemblea generale della «Société des Etudes Juives», rivendicava fieramente al giudaismo la paternità degli immortali principi di «Liberté - Egalité - Fraternité».


L'ANTISEMITISMO


Credere — come molti credono — che l'anti-giudaismo sia determinato da semplici motivi di religione o di razza, è cadere in un errore di valutazione, in un grosso equivoco. Della razza e della religione ebraica — si tenga per fermo — agli antisemiti interessa esattamente un bel niente. Chi combattesse gli Ebrei, mosso da ragioni del genere, dimostrerebbe coi fatti di essere persona barbara e incivile.


Invero, ben altre sono le cause che spingono gli antisemiti ad agire come agiscono: trattasi di dolo, non d'altro che di dolo.


Lo scrittore Osman Bey, in una sua pubblicazione dal titolo «Gli Ebrei alla conquista del mondo» (Venezia 1883, p. 51), così ribadisce:
«In ogni paese si è costituita una associazione compatta e onnipossente, composta di uomini intelligenti, attivi e senza scrupoli (sezioni dell'Alleanza Israelitica Universale»), i quali si sono arrogati una specie di diritto d'immischiarsi in tutti gli affari, di sfruttare la credulità umana, e di educare perfino la gioventù secondo le loro idee. (Governo ombra?). «Una simile associazione costituisce evidentemente da sé sola una potenza formidabile, più forte della Chiesa, una potenza dinanzi alla quale noi non siamo, or più altro, che schiavi».


Conclusione.


«Il problema ebraico avrà sviluppi che faranno fremere tutti i dirigenti politici sensati. Il problema ebraico si alzerà dinanzi ad essi con una forma ed una realtà così pressante e così acuta, come mai nel corso della storia. «I dirigenti politici delle varie nazioni potranno fare ciò che vorranno, ma non si sbarazzeranno del problema ebraico.

Questo apparirà, come la testa della famosa idra, in tutti gli ambienti diplomatici e sbarrerà il passo ad ogni tentativo di distensione internazionale.

Il problema è tale che noi ebrei non lasceremo la pace al mondo, per quanto zelo possano impiegare gli uomini di stato e gli angeli della pace per conseguirla...». Inghilterra, 3 marzo 1939, giornale ebraico «Jewish Chronicle»



Il libro completo in PDF :

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