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Home » News » Webzine » Il più grande devoto di San Gi...
giovedì 16 marzo 2017
Il più grande devoto di San Giuseppe del XX secolo: frère André Bessette.
letture: 637
"io sono lo strumento di San Giuseppe"
Webzine: Frère André Bessette (1845-1937), religioso quebecchese.
img
« Bisogna pregare...Quando dite a bassa voce :

'Padre Nostro che sei nei cieli', Egli ha il Suo orecchio posato sulle vostre labbra.»

.

« Andate a pregare accanto alla statua di San Giuseppe ;

diteGli : San Giuseppe, pregate per me,

come voi lo avreste fatto se foste stato al mio posto sulla terra...»




Frate André, o Alfred Bessette è stato un religioso francese canadese, membro della Congregazione della Santa Croce, noto per essere uno dei più grandi devoti di San Giuseppe della storia della Chiesa e al quale sono attribuite numerosissime guarigioni miracolose.


La sua famiglia era originaria di una comunità molto povera. Suo padre, Isaac Bessette è un taglialegna, mentre la madre, Clothilde, si occupa dell'educazione dei figli e delle faccende domestiche. Alfred è l'ottavo di una famiglia di tredici figli.


I genitori del piccolo muoiono a tre anni di distanza l'uno dall'altra : il padre in un incidente (muore schiacciato dal tronco di un albero), la madre a causa di una malattia, non senza aver prima trasmesso ai suoi figli l'importanza della devozione a San Giuseppe, che ella aveva praticato seguendo alla lettera l'ultimo mandato episcopale di Monsignor Bruget, allora vescovo di Montreal e grande propagatore del culto del santo.


Alfred è un bambino analfabeta e molto malato - soffre di seri problemi gastrici, che ci causano atroci dolori - e pena nel trovare un mestiere adatto alla sua condizione fisica. É, inoltre, particolarmente minuto (raggiungerà appena i 152 cm di altezza), cosa che lo rende inadatto ai lavori più impegnativi. Ciò tuttavia non ostacola il suo attaccamento al duro lavoro, in cui egli vede la volontà di Dio. Sarà prima panettiere e poi ciabattino. Allo zelo materiale, Alfred affianca un'intensa attività di preghiera con lunghe veglie ed esercizi ascetici : nonostante la sua fragile salute, egli si priva di dessert e porta in vita da una cintura di pelle con chiodi appuntiti. Ama particolarmente la Via Crucis e sosta lungamente in ginocchio ad ogni stagione ; si era soliti vederlo con le braccia aperte davanti alla croce o in chiesa.


Dopo quattro anni negli Stati Uniti, in cui ha l'occasione di imparare l'inglese lavorando nelle fabbriche di cotone, si ristabilisce nel 1867 in Canada a Farnham. Nel 1868, Alfred visita padre Joseph André Provençal, parroco di Saint-Césaire, che, osservando la dedizione e la generosità del giovane, decide di presentarlo alla Congregazione di Santa Croce a Montreal, a cui il giovane Alfred sarà legato per tutta la sua vita.


Nella sua lettera di raccomandazione del mese di novembre 1970, padre Provençal scrive di inviare alla congegazione « un santo » (il futuro probando). Poco dopo, 8 Dicembre 1870, Papa Pio IX dichiarò San Giuseppe "Patrono della Chiesa universale". Alfred riceve l'abito il 27 novembre e sceglie il nome di André in onore del suo direttore spirituale, il padre Joseph André Provençal. Malgrado i tentennamenti dei superiori a causa dei suoi problemi di salute e della limitata istruzione, frère André pronuncerà i voti perpetui all'età di ventotto anni, il 2 febbraio 1874.


Inadatto all'istruzione degli allievi, fu guardiano del collegio Notre Dame fino al 1909, avendo in carico l'accoglienza dei fedeli. Ne sorriderà in seguito affermando di essere stato « messo alla porta », dove egli resterà per quasi quarant'anni. Ma, in realtà, frère André è un vero factotum che assicura il perfetto dispiegamento delle attività del collegio.

Dobbiamo arrivare al 1877 per le sue prime guarigioni, tra i religiosi della comunità. La notizia del carattere eccezionale di tali avvenimenti si diffonde rapidamente tra la popolazione locale. Molti malati, visitatori e curiosi accorrono accorrono alla cappella per conoscere il taumaturgo. A queste persone frère André dona una medaglina di San Giuseppe e un po' di olio della lampada della statua del santo, con il quale coloro che desiderano una grazia dovranno poi sfregare la parte colpita dal male. Non si tratta, in realtà, di una pratica superstiziosa : è tramite questo gesto un po' bislacco che è possibile vagliare l'umiltà di cuore del richiedente. Dalle poche parole che frère André riferirà sui suoi colloqui spirituali con San Giuseppe, pare che l'umiltà sia la condition sine qua non affinché Dio accordi le grazie.


Intorno al 1900, la comunità chiede a frère André di non ricevere i pazienti all'interno del collegio, per non intralciare la quotidianità del luogo, e viene così scelta la fermata del tram antistante. La folla, di certo, non manca. Basti pensare che, nonostante l'iniziale riluttanza della società di trasporti, che vedeva in questi santi appuntamenti un intralcio alle proprie attività, si è rapidamente fatto finta di non vedere niente, poiché la grande affluenza provocata dalla santita del religioso apportava notevoli introiti economici alla linea di trasporti.


La vita di frère André è divisa fra gli umili, ma faticosi doveri di stato, le lunghe ore di preghiera e veglia notturna e il perseguimento della sua opera più nota, ovvero la costruzione dell'oratorio di San Giuseppe. Inizialmente prevista come una semplice cappella posta sul Mont Royal (frère André sarà soprannominato « il taumaturgo del Mont Royal »), l'edificio di culto sarà ben presto ampliato a causa dell'esorbitante afflusso di fedeli. L'erezione della basilica, costruita a partire dal 1924 sulla preesistente cripta che poteva accogliere non più di mille fedeli, sarà allora incoraggiata dall'arcivescovo di Montreal Monsignor Paul Bruchési convinto dalla spontaneità della pietà popolare. La basilica, costruita con i proventi degli 'ammiratori' e fedeli dell'umile religioso sparsi un po' in tutto il mondo, è tra le più grandi chiese del mondo e la sua cupola si ispira a quella di San Pietro in Vaticano, meno stilizzata, più allungata e di dimensioni leggermente minori, per non oscurare la grandezza della Sede Petrina.


Frate André muore il 6 gennaio 1937 (91 anni) nellospedale di Nostra Signora della Speranza sull'isola di Montréal, e per un'intera settimana quasi un milione di fedeli nonostante il maltempo, marceranno giorno e notte prima della deposizione della salma. La costruzione dell'oratorio sarà ultimata solo nel 1967.


LA DEVOZIONE DI FRATE ANDRE' PER SAN GIUSEPPE


Ognuno dei miracoli compiuti da Fratel André è stato ordinato per un unico scopo: sviluppare la devozione a San Giuseppe. Durante la sua vita, frate André continuerà a dire "io sono lo strumento di San Giuseppe." Affermazione che ripeterà incessantemente, a dimostrazione della sua umiltà. Ma non mancano comportamenti 'inusuali', propri dei santi che fanno di tutti pur di sottrarsi alla mondanità e rendere tutta la gloria a Dio. Quando, ad esempio, egli viene a conoscenza del fatto che le suore che riparano i suoi vestiti ricavano da questi alcune reliquie, che conservano ciocche dei suoi capelli, è preso da una santa collera, e decide risolutamente di occuparsi da solo di questo genere di faccende. Nei suoi ultimi anni di vita è particolarmente ferito dalle parole di un visitatore che gli dice "San Giuseppe è inutile, sei meglio di lui", che non esita a mettere fermamente alla porta. Egli è così sconvolto da queste parole irriverenti e senza carità che fu necessario condurlo nella sua camera. Solo dopo qualche settimana i suoi nervi, seriamente turbati, potranno dirsi ristabiliti.


Frate André è arde per la salvezza delle anime. Nei suoi acutissimi dolori gastrici è possibile rivedere tutto il senso della sua personale salita al Calvario. Molte testimonianze che lo riguardano trasudano di zelo per la conversione dei peccatori, ma soprattutto per la preghiera riparatrice : «Come può esserci possibile che vi siano tanti peccati del mondo, dopo che Nostro Signore ci ha dato, grazie alle sofferenze della Sua Passione, la prova di un tale amore." Oppure " Il peccato è la cosa più terribile del mondo, dato che Dio è così buono. ". Le sue opere di mortificazioni erano costanti e prolungate ad un giovane novizio della congregazione di Santa Croce che gli aveva detto: "Sarebbe bene che Lei fosse letto prima, e di non eccedere nella preghiera. " egli rispond " Se tu conoscessi il bisogno che le anime hanno della preghiera, Lei non direbbe questo". Lo stesso religioso ha, poi, talvolta raccontato che nei momenti in cui, presso l'Oratorio, stavano avendo luogo delle grandi conversioni, egli sperimentava acute sofferenze fisiche e morali. L'unico sollievo in quei momenti di riscatto, in cui il religioso si offriva vittima, era rappresentato dal ricorso alla preghiera e dall'affidarsi più intimamente a San Giuseppe.


L'esigenza della riparazione e dell'espiazione per i peccati non fa lesinare a frère André rimproveri, talvolta ironici. L'immodestia delle donne è tra i suoi bersagli preferiti, nel riferirsi alla tenuta indecente di una madre dirà: "Prendete una medaglia di San Giuseppe e strofinatela finché non vi ricresca la biancheria" (tutto questo negli stessi anni in cui la piccola Giacinta, a Fatima, dirà, riferendo le parole della Vergine, che "verranno molte mode che offenderanno Dio"). Alcuna tolleranza è mostrata contro l'ubriachezza, le bestemmie e la pratica del lavoro servile la domenica. Tuttavia, malgrado lo zelo che mostra per i poveri e per i bisogni materiali di quanti accorrono all'Oratorio, il religioso soffre nel vedere che davero pochissimi richiedono grazie spirituali, uniche strade sicure verso la santità e la riparazione per i peccati del mondo.


Della devozione di frère André per San Giuseppe si sa, tutto sommato, molto poco. A dispetto di un'intensissima vita interiore, costellata di grazie eccezionali e durante la quale i colloqui col santo furono innumerevoli, non sappiamo nulla di questi scambi. Tuttavia, non si contano le esortazioni del religioso ad affidarsi al santo "perchè è onnipotente San Giuseppe", diceva. Pur appartenendo ad una congregazione apostolica, frère André resterà nel silenzio circa la sua vita interiore per tutta la sua vita. Non lascerà nulla di scritto. La sua 'cultura' spirituale si limiterà alla profittevole devozione delle Sante Piaghe, propagata dalla visitandina suor Maria Chambon, e a qualche scritto di santa Mectilde. Frère André si conforma perfettamente all'esempio di San Giuseppe : lavoratore instancabile, egli è anche adoratore e contemplativo ardente della realtà divina, della quale egli si fa canale, senza nulla chiedere in cambio e sempre retrocedendo dietro la grande figura di San Giuseppe allo stesso modo in cui il Glorioso Patriarca si eclissava dietro Gesù e Maria.

[Radio Spada]

postato da: sweda  


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