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Home » News » Latina » Formia » «Cioè non si può morire in san...
lunedì 13 aprile 2015
«Cioè non si può morire in santa pace»
letture: 3825
Non si può morire in santa pace
Non si può morire in santa pace
Formia: Ho letto con interesse e divertimento il recente comunicato congiunto di UDC-Generazione Formia-Idea Domani dal titolo «L'incapacitá ad amministrare passa anche per il cimitero».

Lo scritto (riportato in neretto) è un capolavoro di sintassi e offre passi di notevole comicità a partire dall'incipit:
Come prevedibile la situazione dei Cimiteri cittadini è al collasso ciò vuol dire che non ci sono più loculi per la sepoltura delle salme, ergo non solo c'è la crisi ma c'è anche la mancanza di loculi cioè non si può morire in santa pace.

Tragicomicità a parte, credo che il comunicato meriti un'analisi approfondita alla luce dei fatti.

Direte come è possibile nella passata amministrazione quando l'ex Sindaco Forte voleva portare avanti il progetto di un nuovo cimitero il Pd ci ha detto e dimostrato (ci ha provato senza convincerci), con carte alla mano, che Formia poteva tranquillamente andare avanti fino al 2030 con il cimitero attuale in base a statistiche e studi fatti da tecnici di spessore guarda caso proprio da chi oggi governa la città.

Secondo il comunicato, se la mia interpretazione della frase riportata sopra è corretta, Michele Forte voleva portare avanti il progetto di nuovo cimitero agli Archi ma il PD, con carte alla mano, glie lo avrebbe impedito.

I fatti: alla fine di un lungo e travagliato iter, solo dopo il parere contrario della Regione Lazio, il Consiglio Comunale del 12.11.2012 approvò all'unanimità il ritiro del progetto di cimitero monumentale Archi. La Regione infatti aveva giudicato la zona Archi non idonea alla costruzione del cimitero per rischio frana e rischio idrogeologico. Il tecnico «di maggior spessore» che aveva dato parere contrario: il Direttore Regionale Ing. Giuseppe Tanzi. Altri tecnici, che avevano dato anche loro parere negativo due anni prima: i geologi Burzi e Forte. Questi ultimi, incaricati proprio dall'amministrazione Forte e pagati dai contribuenti formiani, avevano presentato nel dicembre 2010 una relazione geologica dalla quale già si evinceva la non idoneità dell'area Archi ad ospitare il cimitero «per pericolosità e vulnerabilità geologica, ambientale, idrogeologica e geomorfologica».

Ed invece la realtà è ben diversa. Formia sta scoppiando perché da troppo tempo non vengono fatte delle scelte importanti e chi è preposto alla guida della città l'ha ormai buttata a mare.

Se formia è stata buttata a mare, mi chiedo chi la salverà e come.

Forse UDC - Generazione Formia - Idea Domani, magari riproponendo un cimitero monumentale sugli uliveti, così a Formia si potrà finalmente cominciare a morire in santa pace?

In questo un ruolo preminente, è da attribuire alla Assessora alle incompiute Eleonora Zangrillo ed alla sua fidata dirigente Marilena Terreri, una di quelle che ha fatto una battaglia personale contro il cimitero degli Archi e che ora non è in grado ne di appaltare le gare in essere sui cimiteri di Formia ne addirittura far partire i lavori al cimitero di Maranola che sono stati invece già appaltati da oltre 18 mesi! Perché non partono neanche questi ultimi?

Eleonora Zangrillo fece solo osservare nel consiglio comunale del 12 novembre 2012 che la Regione Lazio aveva bocciato il progetto di cimitero agli Archi giudicando la zona non idonea. Di conseguenza il consiglio comunale, che non poteva fare diversamente, alla fine di un travagliato iter di quasi due anni rinunciò all'unanimità al progetto di cimitero monumentale Archi.

Sono almeno tre gli appalti da far partire sulla costruzione di nuovi loculi che per uno strano caso non vanno avanti, mentre Formia sempre con la Giunta Bartolomeo ritorna in crisi sulle sepolture.

Cronologia di una «crisi delle sepolture» che spero ne faccia comprendere meglio l'origine:

Nel 2007, con l'amministrazione Bartolomeo, viene redatto un piano cimiteriale che, ampliando i tre cimiteri esistenti, soddisfa la domanda fino al 2030.

Ottobre 2010: con l'amministrazione Forte, il piano viene aggiornato da Chiota che aggiunge un piccolo nuovo cimitero a Penitro, estendendo la copertura del fabbisogno fino al 2041.

Dicembre 2010: l'Ufficio Tecnico presenta anche il progetto di un enorme cimitero monumentale agli Archi, previsto su uliveti e pineta dello scosceso versante sud-orientale di Monte Campese. Con altre 23.200 sepolture, il soddisfacimento del fabbisogno viene esteso al 2061. L'area, di ben 6,2 ettari, include buona parte degli uliveti dell'Azienda Agricola Gli Archi. Secondo Michele Forte e Benedetto Assaiante quei terreni sono incolti e di proprietà comunale.

I proprietari dei terreni (perfettamente coltivati) fanno causa al comune per far valere i propri diritti.

Chiota aggiorna nuovamente il piano. Scompare il cimitero a Penitro. Il documento viene consegnato al Comune 16 giorni dopo che la Commissione Urbanistica ha frettolosamente approvato il cimitero Archi.

L'assessore all'urbanistica Assaiante definisce il cimitero Archi «un progetto sostenibile» e «senza nessuna pregiudiziale ambientale».

Ma lo Studio Burzi-Forte trasmette al Comune la relazione geologica dalla quale si evince la non idoneità dell'area Archi ad ospitare il cimitero.

Gennaio 2011: Assaiante insiste nel voler «garantire nel tempo a tutti un servizio di sepoltura».

I formiani fanno gli scongiuri.

Assaiante, pur conoscendo il contenuto della relazione, dichiara: «Gli aspetti tecnici e la relazione geologica in nostro possesso ci consentono di portare avanti una decisione votata all'unanimità dalla commissione urbanistica».

Febbraio 2010: per le criticità emerse, il Consigliere Maurizio Tallerini, membro della Commissione Urbanistica, invita l'amministrazione a ridiscutere il controverso progetto. Anche altri consiglieri comunali manifestano perplessità.

Febbraio 2011: il Consigliere Sandro Zangrillo rappresenta in Commissione Urbanistica la necessità di ridiscutere il controverso progetto alla luce delle criticità emerse dalla relazione geologica.

Il progetto, non riesaminato, viene messo all'ODG per l'approvazione in variante al PRG nel Consiglio del 14 febbraio 2011.

L'approvazione viene ritirata per esaminare le osservazioni-diffida dei proprietari degli uliveti (tra i promotori del marchio DOP per l'Oliva di Gaeta), che pur di salvare la propria azienda agricola si offrono di contribuire, con una donazione in denaro al Comune, all'acquisto di un terreno alternativo.

Le osservazioni dei proprietari non ottengono risposta. Michele Forte a nome della maggioranza respinge l'offerta di contribuire all'acquisto di un terreno alternativo.

Giugno 2011: si riunisce la Commissione Urbanistica per esaminare gli indirizzi del nuovo PRG, che prevedono il cimitero agli Archi. La Commissione non discute le osservazioni presentate dal Consigliere Sandro Bartolomeo, contrarie alla realizzazione del cimitero agli Archi.

I proprietari degli uliveti producono altre osservazioni e diffidano l'amministrazione «dall'adottare qualsiasi strumento senza aver completato il confronto per valutare la reale idoneità del sito e la preferibilità anche economica di siti alternativi».

Giugno 2011: si tiene un consiglio comunale dedicato all'esposizione degli indirizzi di PRG da parte del teorico dell'architettura prof. Purini, pare scelto in maniera illegittima (secondo l'Autorità di Vigilanza) da Michele Forte per fare l'urbanista.

Luglio 2011: Michele Forte dichiara (citando Purini) «L'ampliamento sui cimiteri esistenti toglie valore alla memoria. Un nuovo cimitero deve essere un monumento alla memoria capace di rappresentare morte e vita».

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Il «monumento alla memoria» vagheggiato da Michele Forte e teorizzato da Franco Purini

Laura Ricci, Docente di Urbanistica alla Sapienza, parla della bellezza degli uliveti formiani che definisce risorse etnobotaniche, rimanendo stupita «all'idea che qualcuno pensi di edificarvi una qualsivoglia cosa, tanto più che quello è un territorio che vuole mantenere il carattere agricolo».

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Le «risorse etnobotaniche» che hanno rischiato di diventare cimitero monumentale

Settembre 2011: Vincenzo Forte (UDC), nipote di Michele Forte, dichiara «ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza che potrebbe trasformarsi a breve in collasso qualora non si procedesse ad accelerare quel processo amministrativo finalizzato a realizzare in prospettiva un nuovo cimitero cittadino...» .

Eppure il piano Chiota, approvato all'unanimità e pronto dall'ottobre 2010, con l'ampliamento dei cimiteri esistenti poteva risolvere l'emergenza a costi ragionevoli e con un impatto ambientale contenuto.

Ottobre 2011: a sorpresa dal Comune di Formia, dopo che sono già partiti gli espropri dei terreni agli Archi, partono anche gli espropri dei terreni scelti nell'iniziale piano Chiota per ampliare i tre cimiteri esistenti. La situazione diventa ancora più confusa.

Buona parte dell'opinione pubblica si oppone alla cimiterializzazione indiscriminata del territorio.

Su Facebook compare il movimento "Più ulivi, meno loculi".

Novembre 2011: il Consiglio ha nell'ODG l'ampliamento dei tre cimiteri esistenti. Il problema sembra avviato verso una semplice soluzione, ma c'è un altro colpo di scena: Michele Forte chiede il rinvio della discussione.

Nonostante l'emergenza loculi ed il paventato collasso, passa quasi un anno senza che si parli più di cimiteri.

Marzo 2012: nasce il comitato Archi-Farano, per tutelare ulivicoltura, ambiente e paesaggio.

Tre agosto 2012: un aggiornamento del piano cimiteriale viene presentato per l'approvazione in Consiglio comunale. Ma stranamente l'ampliamento proposto riguarda solo i piccoli cimiteri di Maranola e Castellonorato, non quello di Castagneto (il cimitero principale).

A questo punto è molto interessante lo scambio di vedute in Consiglio Comunale tra Sandro Bartolomeo e Michele Forte (nonostante la tragicità dell'argomento, l'intervento di Michele Forte è di una comicità esilarante).

Sandro Bartolomeo:

«Questa deliberazione è monca, perché manca l'analogo ampliamento previsto dall'ing. Chiota del cimitero di Castagneto (...).

Se c'è un'esigenza conosciuta a tutti e non da oggi, di avere a disposizione nuovi loculi, riguarda soprattutto Castagneto (...).

L'ampliamento del cimitero di Castagneto sarebbe di fatto la sepoltura dell'ipotesi di cimitero agli Archi, perché se ampliano anche Castagneto, quale sarebbe il motivo di avere un mega cimitero agli Archi? (...)

Tra l'altro voi sapete che il primo incarico per l'ampliamento dei tre cimiteri lo demmo noi, quindi non c'è nulla di non condivisibile tranne che sparisce l'allargamento del cimitero principale in attesa di non si capisce che cosa (...). Non si comprende perché questa ipotesi di allargamento non vada ad interessare il cimitero più grande e più importante della città.

Lo stesso allargamento di (Maranola) e di Castellonorato, nell'ipotesi di costruzione del cimitero agli Archi, a che cosa serve? Nel momento in cui tu vai a fare un mega cimitero di quella portata e di quella estensione, a che cosa serve allargare due piccoli cimiteri?

In questo modo si stanno creando le premesse per un casino completo (...)

(...) Il risultato sarà che resterà questa ombra, questo fantasma del cimitero degli Archi, che continua a circolare nelle stanze di questa amministrazione. Non si capisce adesso a che punto stia, dove sia finito. Ma soprattutto non se ne capisce la logica e l'importanza».

Michele Forte:

«(...) Chi vi parla farà il cimitero agli Archi, il nuovo cimitero, come era la maggioranza tua una volta lo sono io oggi.

La gente piange, perché non può arrivare a 10 metri d'altezza con quelle file, mettere i fiori nemmeno ai figli, al marito, a tutti quanti. Io non sono un cannibale, sono un cristiano. E credo che uno, dopo che ha fatto una vita di sacrifici, ha diritto di stare in pace almeno dopo morto.

Però volevo dire che a Formia si stanno costruendo i loculi, tant'è vero che tutti quelli che aspettavano si sono tutti quanti infilati in questi loculi qui che stiamo costruendo. (...)

Quando stavi amministrando tu (rivolto a Bartolomeo n.d.r.), lo dovevi fare tu. Mi stai scaricando i morti di quando c'eri tu.

Quei morti là li dovevi seppellire tu, non io. Hai capito? Invece di stare qua dentro ... hai capito?»

Mentre l'infuocato dibattito politico-cimiteriale tra "cannibali" e "cristiani" continua, il giudice Onorato del Tribunale di Latina conclude che la proprietà dei terreni agli Archi non è del comune, come erroneamente asserito da Michele Forte e Benedetto Assaiante, ma dei proprietari dell'Azienda Agricola Gli Archi.

Il cristiano Michele Forte appare sempre più nervoso e l'undici novembre 2012 - stando a quanto riportato da Latina Oggi - nel corso di un incontro con la popolazione all'Istituto Mater Divinae Gratiae di Gianola «si sarebbe lasciato andare a una bestemmia che ha immediatamente semidisperso la riunione (...). In molti dopo aver sentito il sindaco proferire l'esclamazione blasfema, hanno deciso di abbandonare l'incontro (...). Diversi i testimoni presenti che si sono allontanati immediatamente e tra questi Don Antonio D'Arcangelis. "Non c'era alcun bisogno di ricorrere alla bestemmia", ha detto il parroco raggiunto telefonicamente (...) "Si è mancato di rispetto a chi crede e a tutta l'assemblea"».

All'indomani della sentenza del Giudice Onorato - un duro colpo per Michele Forte - Maurizio Simeone dichiara a Latina Oggi:

«Non ho mai dubitato della legittimità dello status di pieno proprietario, insieme ai miei due fratelli. La sentenza del Giudice Onorato sconfessa le pretese velleitarie del sindaco Michele Forte ed evidenzia l'inconsistenza del suo ulteriore tentativo, da alcuni definito capriccioso, di arrecare danno ad una delle realtà imprenditoriali agricole più fiorenti del tessuto economico del sud pontino».

Dodici novembre 2012 (l'epilogo): nonostante il perentorio annuncio «chi vi parla farà il cimitero agli Archi, come era la maggioranza tua una volta lo sono io oggi», Michele Forte è costretto a recedere dall'insano proposito. Infatti l'area, come messo per iscritto più volte e da più parti (anche dai consulenti pagati dal comune), come ampiamente noto a tutti da anni, non è idonea per la costruzione del cimitero. Il colpo di grazia per l'ecomostro arriva dalla Regione Lazio che boccia il bizzarro progetto. Michele Forte deve cercare un altro luogo per edificare il suo «monumento alla memoria» ma non ne ha il tempo e l'opportunità: non viene riconfermato alle successive elezioni, alle quali - saggiamente - neanche si ripresenta come candidato a Sindaco.

Le considerazioni di Francesco Carta all'indomani della sconfitta politico-cimiteriale di Michele Forte:

«Sul campo resta il fragore della insensata battaglia contro gli ulivi e lo strazio della lingua italiana. E noi Formiani non dobbiamo misurarci con il problema delle sepolture ma con il culto dei morti, ai quali, ovviamente, di tutta questa storia frega assolutamente nulla».

A vicenda conclusa, l'analisi del comportamento di Michele Forte attraverso i ricordi di Sandro Bartolomeo:

«Lì deve essere scattata un'idea ... lui ha pensato: come devo passare alla storia? Devo passare alla storia con un cimitero monumentale! Allora ha cominciato a elaborare una cosa da pazzi».

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«Una cosa da pazzi»

«Si è talmente innamorato di questo progetto che alla fine ha scassato pure una maggioranza. Guardate è stata una cosa ... quando io ho cercato all'inizio di parlargli diciamo anche con un pò di garbo - io faccio lo psichiatra quindi quando capisco che c'è una tendenza alla deviazione cerco di affrontare le persone con un pò (di garbo n.d.r.) - era totalmente fuori di se».

Torno alla parte finale del comunicato di UDC-Generazione Formia - Idea Domani:

E così ricominciano le solite tarantelle degli affitti e sub-affitti dei loculi, gli spostamenti e le trasferte, forse ci sarà qualcuno che da ciò ne trae vantaggi? Noi non lo sappiamo ma sarebbe bene che ci fossero dei chiarimenti in merito. Purtoppo solo chi ci è tristemente passato può capire fino in fondo di cosa stiamo parlando.

E' solo ripercorrendo tutte le tappe del caos cimiteriale formiano a partire dal 2007 che si può capire fino in fondo di cosa stiamo parlando. Spero con la cronologia riportata di aver reso un'idea dell'origine di tanta confusione.

Oltre a queste problematiche, risolvibili se ci fosse la volontà,avvisiamo tutti i cittadini che le cattive notizie non finiscono qui, perché c'è anche carenza d'organico al cimitero per cui consigliamo vivamente di non lasciare la vita terrena dal venerdì alla domenica, perché non c'è seppellitura prima del lunedì successivo. Diremmo beffa aggiunta al dolore... Questa purtroppo è Formia cari concittadini, la Formia di Bartolomeo, Maria Rita Manzo, Eleonora Zangrillo e Marilena Terreri...

Cari concittadini, potete aspettare che Michele Forte torni al potere. Con «il sindaco della gente» in Comune, la sepoltura è garantita. La gente non vede l'ora d'infilarsi nei suoi loculi.

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postato da: PietroSpina  


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