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Home » News » Webzine » Storia del territorio » L'antica città di Ausonia: una...
domenica 20 luglio 2014
L'antica città di Ausonia: una metropoli commerciale, ai suoi tempi, più grande di Roma
letture: 4085
Storia del territorio:

Nell'immagine di testata e in quella che segue è schematicamente rappresentato con linea Verde chiaro l'andamento di quelle che crediamo fossero in antico le mura urbane di Ausonia.

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Per la definizione di tale rappresentazione, sono stati presi a riferimento i resti di antichi muri fatti di grosse pietre, talora parzialmente diruti, talora individuabili solo riconoscendone i massi di base ancora in opera. Nei siti in cui non è stato possibile accedere perché recintati, si è fatto riferimento alla orografia dei luoghi. Detti muri seguono infatti l'andamento di grosse scarpate che già di per sé costituiscono un ostacolo all'avanzata.

Il grafico consente di osservare che sono stati sufficienti appena 4 chilometri di mura per recintare un'area di circa 1000 ettari, comprese le due colline di Campese e Monte Incrociatora, che occupano un'area di circa 250 ettari, ossia un quarto dell'intero territorio della città.

Per permettere un confronto con le dimensioni di altre città dell'epoca, sempre cinte con mura in opera poligonale, si ricorda che:
- la cinta muraria dell'abitato di Pianara (forse la Fondi preromana) misura circa 2,7 km e racchiude un'area di circa 33 ettari;
- la cinta muraria di Norba, ancora pressoché intatta e munita di quattro porte, misura 2.662 metri, ed include un'area di circa 38 ettari.

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- la cinta muraria di Cori misura poco più di 1850 metri e racchiude una superficie di circa 22 ettari;
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- la cinta muraria di Ferentino misura circa 2,4 chilometri e racchiude una superficie di 27,2 ettari;
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- la cinta muraria di Alatri misura circa quattro chilometri e include un'area di 23 ettari;
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E' evidente la disproporzione tra le dimensioni delle varie città del Basso Lazio che con le loro mura racchiudono i 20 - 30 ettari e quella che crediamo essere stata l'antica Ausonia che si sviluppa sui di un'area di circa 750 ettari utili.

Ci siamo forse sbagliati nel supporre che il sito individuato sia quello dell'antica Ausonia o possono esserci spiegazioni logiche? Proviamo a inquadrare il ruolo e la funzione di questa antica città.

Ebbene Ausonia non era una semplice città stato come le altre, ma era la città primaria di tutta l'Ausonia. La sua conformazione e la sua grandezza è stata sin dall'inizio determinata dalle particolari caratteristiche dei luoghi e dalla sua funzione nel territorio del Basso Lazio.

Secondo la nostra indagine Ausonia si sviluppava sul dolce pendio che dalle falde Sud Orientali degli Aurunci scende verso il mare, essa quindi si estendeva in lunghezza dalla località Pella alle spalle di Castellonorato fino a Maranola, e in larghezza dalle falde degli Aurunci fino Acqualonga, Acquatraversa, e Mamurrano, comprendendo anche le colline di Monte Campese e Monte Incrociatora.

Le sue principali difese erano i monti aurunci a Nord e le dette colline di Monte Campese e Monte Incrociatora a Sud, che per le loro asperità erano anche'esse invalicabili, quindi i profondi letti dei torrenti alimentati dalle acque provenienti dagli Aurunci, i quali erano rivestiti in pietra fin quasi diciamo dove oggi passa la variante Appia, quindi finalmente tratti più o meno lunghi di mura urbane in corrispondenza dei varchi.

Le principali risorse di Ausonia erano quindi i monti Aurunci e il mare dove lungo la costa poteva disporre dei porti di Pyrae, di Formia e di Gaeta che all'epoca non erano città ma semplici fortezze a difesa dei porti. Nel caso di Formia la fortezza serviva anche a sbarrare il passo a chi veniva da Nord.

Quindi dobbiamo immaginare la Città di Ausonia come una grande metropoli che comprendeva tutto il territorio e nella quale si sviluppavano traffici imponenti di legna, olio, vino, carrubi, castagne, sale, ma soprattutto bestiame e prodotti derivati.

Nel territorio urbano di Ausonia pertanto non dovevano esservi solo case, ma tutto quanto poteva servire per permettere la gestione di un così grande traffico di prodotti vari e bestiame per la gran parte destinato ad essere imbarcato nei tre porti.

Nel territorio urbano di Ausonia avremmo quindi trovato recinti per lo stazionamento di bestiame in arrivo ed in partenza, depositi di legname all'aperto, stalle per animali da soma con parcheggi per i carri, depositi di sale, magazzini per i vari prodotti della collina e della montagna e così via.
Poi chiaramente a fronte di traffici così importanti dovevano esserci locande, botteghe e lupanari, nonché tutti gli altri servizi indispensabili per viandanti e trasportatori.

Non poteva infine certo mancare un servizio di polizia per mantenere l'ordine, e un sevizio doganale per controllare i traffici e riscuotere le tasse, quindi dovevano esserci oltre alle caserme dell'esercito, quelle del personale addetto al controllo dei traffici e dell'ordine pubblico.

Secondo questo punto di vista l'attività produttiva agricola pastorale degli abitanti di Ausonia veniva svolta per lo più in montagna e sulle colline, mentre nell'area urbana, dove comunque c'erano anche terreni coltivati e allevamenti, veniva svolta l'attività commerciale, artigianale e di servizio. Tra le lavorazioni e le produzioni più importanti avremmo potuto avere quella del cordame, quella delle pelli per i calzari e il vestiario, quella delle armi, quella correlata alla conservazione della carne e dei formaggi, ed altre ancora.

Il raggio di influenza dell'attività commerciale di Ausonia difficilmente poteva superare inizialmente i 60 - 70 Km, corrispondenti a due giorni di cammino, e si estendeva pertanto da Terracina, dove probabilmente vi era una salina, fino a Punta campanella, ossia l'intero territorio dell'Ausonia. D'altra parte più a Nord vi erano i porti di Capo Circeo e Anzio che servivano i Monti Lepini e più a Sud il porto di Cuma che serviva il territorio interno della Campania. Probabilmente facevano capo ai porti di Formia, Pyrae e Gaeta le grandi città stato del basso Lazio esistenti all'epoca nel territorio della attuale Ciociaria (Arpino, Atina, Veroli e Alatri).

Il grande sviluppo economico di Ausonia deve invece essere avvenuto nel V secolo quando i volsci trovarono il loro sbocco a mare proprio nel territorio degli Ausoni.


E' forse in questa occasione che il vasto territorio "urbano" di Ausonia non è stato più sufficiente a gestire il traffico commerciale proveniente dalle regioni interne ed è stato necessario costruire nuovi magazzini empori e ed altri servizi connessi alla movimentazione e al controllo dei traffici all'eterno delle mura: si tratta proprio dei numerosi fabbricati in opera poligonale ben lavorata, di terza maniera, bugnata e non, che troviamo intorno a quello che noi riteniamo fosse il centro storico di Ausonia, ed i cui massi sono stati usati talora per portali di magazzini agricoli più recenti come quello che vi mostriamo di seguito.

L'ascesa di Ausonia e dei suoi porti continuerà per tutto il V secolo, cioè fino a quando i romani non conquisteranno Terracina.
Nell'approfondire la ricerca sulle dimensioni delle città antiche abbiamo appreso con meraviglia che le mura Serviane di Roma, ricostruite secondo Livio nel 378 a.C., e di cui ne vediamo un tratto proprio nei pressi della stazione ferroviaria di Roma Termini, sono lunghe 11 chilometri e racchiudono un'area di circa 450 ettari.
Anche le mura Serviane comprendevano aree coltivate e colli come possiamo vedere su Wichipedia alla voce "Mura Serviane"., http://it.wikipedia.org/wiki/File:RomemodelEUR.jpg

image/jpeg

Quindi a quell'epoca, diciamo 50 anni prima della distruzione di Ausonia, quest'ultima doveva ancora essere più grande di Roma.
Noi non sappiamo quanti abitanti avesse Ausonia, ma sappiamo da Tito Livio che quando i romani espugnarono Terracina nel 406 a.C. furono fatti prigionieri ben 2500 uomini in armi, il che ci porta a valutare in circa 10.000 le persone che erano complessivamente al suo interno. Fatte le dovute proporzioni, possiamo ritenere che Ausonia avesse una popolazione superiore a 30.000 abitanti.
D'altra parte, se così non fosse, non si spigherebbe come mai gli Aurunci alla fine del VI secolo a.C. (501 a.C.), ossia circa 200 anni prima della distruzione di Ausonia, fossero arrivati a Pomezia, dopo aver conquistato Cori.

di: Agostino Di Mille


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