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Home » News » Webzine » Storia del territorio » Il sistema difensivo di Ausoni...
domenica 25 maggio 2014
Il sistema difensivo di Ausonia tra Maranola e Castellonorato di Formia
letture: 5285
Storia del territorio:

L'antica città di Ausonia fu distrutta dai romani insieme a Minturno e Vescia nel 314 a.C.;
gli avvenimenti ce li descrive Tito Livio in "Ab Urbe Condita" libro IX, cap XXV:

"I consoli, partiti da Sora, portarono la guerra nelle terre e nelle città degli Ausoni. Infatti si era avuta una sollevazione generale all'arrivo dei Sanniti, quando si combatte presso Lautule (località, tra Terracina e Fondi precisiamo noi), erano avvenute cospirazioni, qua e là nella Campania, e neppure la stessa Capua andò esente da accuse; anzi con l'inchiesta si arrivò perfino a Roma e ad alcuni dei più rigguardevoli cittadini .

Ma la popolazione degli Ausoni, cadde in nostro potere per tradimento delle sue città, come Sora. Le città erano quelle di Ausona, di Minturnae e di Vescia: da esse vengono ai consoli i più ragguardevoli dei giovani, in numero di dodici, i quali avevano congiurato per tradirle. Essi li informarono che per i loro concittadini, i quali da un pezzo desideravano vivamente la venuta dei Sanniti, non appena saputo che si era combattuto a Lautule avevano dato i Romani per vinti ed aiutato i Sanniti, fornendo loro giovani ed armi: quando poi i Sanniti erano stati volti in fuga, s'erano trovati a vivere in una pace incerta, non volendo chiudere le porte ai Romani per non tirarsi addosso la guerra, ma essendo d'altra parte fermamente risoluti a chiuderle, se si fosse avvicinato il loro esercito; approfittando di tale irresolutezza, si poteva prenderli alla sprovvista.

Per consiglio di costoro si avvicinarono agli accampamenti e nello stesso tempo si inviarono nei dintorni delle tre città dei soldati, in parte armati, per occupare di nascosto le posizioni vicino alle mura, in parte con le armi celate sotto la toga, per entrare verso l'alba, quando fossero state aperte le porte, nella città. Costoro cominciarono a trucidare le sentinelle e contemporaneamente diedero il segnale ai soldati armati perché accorressero dall'agguato. Così furono occupate le porte e le tre città furono prese alla stessa ora e con lo stesso stratagemma; ma poiché l'assalto fu sferrato quando i comandanti erano assenti, non vi fu alcun limite alle stragi, e la popolazione degli Ausoni fu annientata, per colpa non ben accertata della ribellione, come se avesse combattuto in una guerra micidiale.


Livio scrive "Ab Urbe Condita" circa 300 anni dopo, quindi si basa su informazioni indirette e si limita a ricordare sommariamente gli avvenimenti senza descrivere le caratteristiche dei luoghi e delle singole città, a differenza di quanto fatto per l'assedio e l'espugnazione di Terracina da parte dei Romani nel 406 a.C.. Evidentemente Tito Livio aveva avuto occasione di visitare Terracina, mentre non ha avuto alcuna possibilità di visitare le tre città distrutte 300 anni prima. Al riguardo si ricorda che Minturno fu ricostruita dai Romani.
Tuttavia dal brano possiamo dedurre alcune informazioni importanti.

1) Poiché Livo cita in successione i nomi delle tre città secondo l'ordine, Ausonia, Minturno e Vescia, dal momento che Minturno si trovava presso il fiume Liri, dobbiamo dedurre che Ausonia si trovasse al di qua di Minturno e Vescia al di là del fiume o in località più interne nel territorio.
2) Secondo Livio le tre città sono munite di mura, e poiché nel 314 a.C. l'opera cementizia non era ancora in uso, dobbiamo dedurre che le mura fossero in opera poligonale.
3) Secondo Livio l'operazione militare destinata a distruggere le tre città fu simultanea, infatti iniziò nella stessa ora dello stesso giorno, inoltre tale operazione fu possibile solo grazie al tradimento di famiglie influenti delle città.

Quest'ultima informazione è molto importante, in quanto ci permette di domandarci perché mai senza il tradimento dei cittadini ragguardevoli delle tre città non sarebbe stato possibile condurre contemporaneamente l'azione contro le stesse.

Per rispondere a questa domanda dobbiamo cercare di inquadrare la posizione geografica delle città della costa del Basso Lazio all'epoca, il sistema viario che consentiva gli spostamenti da una città all'altra e le strategie difensive possibili.

Personalmente credo che la principale difesa naturale del territorio Ausono si basasse sul fatto che esso è compreso tra le montagne e il mare e che la strada che la attraversava correva lungo la costa passando per le varie città o nelle loro immediate vicinanze. L'antica strada antecedente alla via Appia, per l'orografia dei luoghi non poteva non passare per Terracina, Formia e Minturno, mentre passava sotto la collina di Pianara dove si trovava Fondi, qualora non fosse stata ancora costruita là dove si trova oggi.

Quindi per un esercito che veniva da Nord, nella fattispecie da Roma, per sottomettere Minturno doveva necessariamente conquistare, sottomettere o accordarsi con Terracina, Fondi e Formia. E in effetti i Romani Occuparono Terracina nel 406 a.C,., mentre riuscirono ad accordarsi definitivamente con Fondi e Formia circa 70 anni dopo. Giunti a questo punto, cioè a Formia, per arrivare a Minturno avrebbero dovuto conquistare prima Ausonia.
In questo caso essi riuscirono invece ad attaccare contemporaneamente Ausonia, Minturno e Vescia, il che significa che hanno attraversato il territorio passando per sentieri conosciuti solo dagli Ausoni. A questo punto è importante capire quale potesse essere la viabilità dell'epoca tra Formia e Minturno.

Ricordiamo subito che la via Appia nel 314 a.C. non era stata ancora costruita, e c'è da ritenere che non vi fosse all'epoca nessun'altra strada lungo la costa, giacché per l'attraversamento dei numerosi fossati che vi sboccano sarebbe stato necessario costruire grandi opere costituite da ponti e/o terrapieni, come ad esempio quello realizzato dai romani tra la Torre di Mola e la rotonda, ancora ben visibile nella prima metà dell'800.
Il dipinto che segue, risalente alla metà del 1500, ne mostra tutta la grandezza.


img

Nell'immagine satellitare che segue sono invece riportati i principali corsi d'acqua che dalle montagne scendono verso il mare lungo la costa tra Formia e Scauri dove si trovava Pyrae.

img

Poiché l'ampiezza e la profondità dei fossi, specie quello di Acqua Traversa, era molto grande fino all'altezza delle colline di Monte Campese e Monte Incrociatora, dobbiamo ritenere che la strada che da Formia conduceva a Minturno passasse o alla radice di Monte Campese o addirittura per Maranola seguendo grosso modo il tracciato attuale fino a Pella e Campodivivo per uscire nei pressi della sorgente di Capo d'Acqua; in tal modo si sarebbero evitati anche gli altri corsi d'acqua come Fosso Petroso di Penitro e il Rio di Capo d'Acqua.
Insomma per raggiungere Minturno partendo da Formia si sarebbe dovuto passare necessariamente o sotto le mura di quella che riteniamo essere Ausonia o addirittura al suo interno come nel caso di Formia e Terracina.
Tale circostanza spiegherebbe anche perché i romani furono costretti a prendere una decisione drastica e violenta come quella attuata, nonostante l'offerta di collaborazione delle più influenti famiglie delle tre città.

I romani avevano atteso pazientemente ben 70 anni dalla conquista di Terracina, prima di trovare un accordo definitivo con Fondi e Formia, ma in quegli anni erano in guerra con i Sanniti (seconda guerra sannitica) ed erano animati da forti mire espansionistiche finalizzate ad annettere la Campania e ad occupare l'intero meridione d'Italia. Tutta l'operazione era basata sulla possibilità di mantenere l'alleanza con Capua, dove si erano invece presentati dubbi e incertezze come per le città del Basso Lazio dopo l'esito incerto della Battaglia di Lautule.

In passato il passaggio per Capua era costituito dalla Via Latina poi chiamata Cassia, ma con lo scontro in atto con i Sanniti, che dominavano gli Appennini, la via Latina era divenuta troppo pericolosa e quindi bisognava realizzare un nuovo percorso lungo la costa.

La via era ormai libera da Roma a Formia e l'ostruzione era costituita da Ausonia, Minturno e Vescia: non c'era più tempo per trattare e i romani scelsero di agire per le vie brevi con la guerra e la distruzione delle tre città.

Se l'antica Ausonia si fosse trovata nei pressi delle sorgenti del fiume Ausente, dove si trova la moderna Ausonia, la via per Minturno non sarebbe passata per essa e quindi i Romani forse avrebbero scelto di evitare la distruzione di Ausonia per concentrarsi su Minturno e Vescia.

Nell'immagine satellitare che segue sono riportate in lilla quelle che riteniamo essere strade molto antiche in quanto presentano sottofondazioni fatte con grossi massi e perché nelle loro vicinanze si ritrovano reperti in opera poligonale. Si noti il bivio presente nei pressi della chiesa della Madonna della Croce che si trova all'interno della cinta muraria da noi identificata: un ramo si dirige verso Pyrae, l'altro verso la strada che va da Maranola a Capodacqua.

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di: Agostino Di Mille


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